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Siamese: la vita in appartamento

Siamese lilac point seduto su un piedistallo

Foto: Karin Langner-Bahmann , upload von Martin Bahmann · CC BY-SA 3.0 · via Wikimedia Commons

Perché in casa può stare benissimo

Il Siamese non ha bisogno di ettari, ha bisogno di eventi. È un gatto che si annoia in fretta e che trasforma la noia in richiesta vocale, quindi un appartamento ben organizzato lo soddisfa più di un giardino monotono. La differenza fra una casa che funziona e una che non funziona non è la metratura ma il numero di cose che il gatto può fare da solo: guardare fuori, salire, grattare, cercare, nascondersi, tornare a guardare fuori. Con quelle possibilità, sessanta metri quadrati bastano.

Le associazioni veterinarie feline sono chiare sul punto: un gatto tenuto in casa deve avere accesso a tutte le risorse essenziali, cibo, acqua, luoghi di riposo comodi e sicuri, occasioni di caccia e ricerca simulata, gioco, territorio con spazio verticale e zone di eliminazione pulite e adeguate. Quando questi bisogni non vengono soddisfatti compaiono ansia, malattie legate allo stress e problemi comportamentali. È la stessa logica che si applica a qualsiasi gatto in appartamento, solo che con un Siamese gli errori si sentono prima.

I cinque pilastri applicati a una casa vera

Le linee guida AAFP e ISFM sui bisogni ambientali del gatto riassumono tutto in cinque pilastri: un posto sicuro, risorse chiave multiple e separate, la possibilità di esprimere il gioco predatorio, un’interazione umana positiva e prevedibile, e un ambiente che rispetti l’importanza dell’olfatto felino. Tradotto in planimetria, significa che ogni risorsa va collocata in un punto proprio, separato dalle altre, e che il minimo indicato è di due zone di riposo, due zone di alimentazione e due zone di eliminazione.

Il pilastro dell’olfatto è quello che si dimentica sempre. Il gatto costruisce la sicurezza del territorio marcandolo con le guance e con i fianchi, e lavare ogni giorno con detergenti aggressivi gli spigoli che ha strusciato equivale a cancellargli i segnali stradali. Lo stesso vale per la lettiera profumata e per i deodoranti d’ambiente. Se un Siamese comincia a marcare il territorio in casa, prima di pensare a un problema di carattere conviene controllare che cosa è cambiato negli odori e nella disposizione degli oggetti.

Verticalità e punti di osservazione

Accedere a una zona sopraelevata aumenta lo spazio verticale del gatto e gli permette di controllare l’ambiente: è la formula che ricorre in tutte le linee guida, e per un Siamese vale doppio, perché è un gatto che vuole vedere. Una mensola sopra il divano, un ripiano libero sopra un mobile, un albero accanto alla finestra cambiano la percezione della casa più di qualsiasi gioco. Un percorso come queste mensole da parete FUKUMARU permette di sfruttare i muri quando il pavimento è già occupato.

Se lo spazio a terra c’è, un albero alto e stabile fa lo stesso lavoro concentrandolo in un punto: il modello Feandrea da 143 centimetri unisce cuccia, piattaforme e superfici da grattare, e regge senza oscillare il salto di un adulto. La regola vale sempre: meglio poche postazioni davvero solide che molte traballanti, perché una struttura che si muove sotto il peso viene abbandonata dopo due tentativi. Molti proprietari scoprono così che il gatto smette di salire sui mobili che non vorrebbero.

Uscire, ma in sicurezza

La posizione delle associazioni veterinarie feline è di consentire l’accesso all’esterno solo in forma controllata: un recinto o una veranda chiusa, una recinzione a prova di gatto, oppure passeggiate con pettorina e guinzaglio, limitando il tempo all’aperto alle ore diurne e tenendo il gatto in casa o in un’area protetta con accesso interno durante la notte. Per un gatto vocale, curioso e poco diffidente come il Siamese è una raccomandazione da prendere alla lettera.

Un balcone protetto con una rete a maglie strette è spesso il compromesso migliore in città: aria, odori, sole, uccelli da guardare e zero rischi. La pettorina va introdotta con calma, prima in casa e con il cibo, e non è adatta a tutti i soggetti. In ogni caso l’esterno non sostituisce il lavoro dentro: un gatto che passa mezz’ora sul balcone e poi trova una casa vuota di stimoli resta un gatto annoiato, e la noia in questa razza si trasforma quasi sempre in voce.

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