Gattini e riproduzione del LaPerm

Foto: Bebopscrx · CC BY-SA 3.0 · via Wikimedia Commons
Come si legge una cucciolata di LaPerm
Il riccio si comporta da carattere dominante, e questo rende la genetica di una cucciolata insolitamente leggibile. Un LaPerm con una sola copia del gene accoppiato con un gatto a pelo liscio produce in media metà cuccioli ricci e metà lisci; un soggetto con due copie, incrociato con qualunque partner, produce solo cuccioli ricci. I gattini a pelo liscio nati da questi accoppiamenti si chiamano varianti: sono gatti sani e regolari, non scarti, e vengono usati nei programmi di allevamento.
Su questo punto conviene fare una domanda diretta all’allevatore. Le varianti sono utili proprio perché tengono largo il pool genetico, e un allevamento che le tratta come un problema da nascondere sta ragionando al contrario. Chi cerca il riccio a tutti i costi dovrebbe sapere che un cucciolo liscio della stessa cucciolata ha lo stesso carattere, la stessa storia sanitaria e costa meno, ed è una scelta che nessuno rimpiange una volta che il gatto è in casa.
Gattini nudi: perché non è un difetto
È la particolarità che spaventa chi compra per la prima volta. Molti gattini di questa razza nascono nudi o con un pelo rado e irregolare, e il mantello arriva dopo, nelle settimane e nei mesi successivi. Altri nascono già ricci e attraversano una muta pesante durante il primo anno, in cui perdono quasi tutto per poi rifare un pelo più folto e più arricciato di prima. La descrizione di questo ciclo compare nelle politiche di allevamento britanniche come un fenomeno atteso, non come un’anomalia.
Ne derivano due conseguenze pratiche. La prima è che il mantello a otto settimane non predice nulla: giudicare un gattino dal pelo che ha al momento della scelta è un esercizio inutile, e il mantello definitivo può assestarsi anche a tre anni. La seconda è che le zone di pelle scoperta vanno protette dal sole diretto, come segnala la CFA, perché si scottano esattamente come quelle di un gatto nudo.
Che cosa deve mostrarti un allevamento
La razza non ha malattie di linea note, e questo non autorizza nessuno a saltare i documenti. Vanno chiesti il pedigree di un’associazione riconosciuta, il libretto sanitario con vaccinazioni e sverminazioni e la possibilità di vedere la madre insieme ai cuccioli, in casa e non in un box. Su un punto specifico vale la pena insistere: il gruppo sanguigno dei riproduttori, che nel gatto si determina una volta sola e ha una conseguenza clinica seria.
Una femmina di gruppo B accoppiata con un maschio di gruppo A può partorire gattini che, bevendo il colostro materno, subiscono la distruzione dei propri globuli rossi: è l’isoeritrolisi neonatale, e uccide i cuccioli nei primi giorni di vita quando non viene prevenuta. Le politiche di allevamento britanniche del LaPerm raccomandano il test del gruppo sanguigno e il test dell’udito nei soggetti bianchi, e i test genetici delle razze usate come incrocio quando compaiono nel pedigree.
Vanno infine chieste le solite verifiche fisiche sui cuccioli, che nessun test sostituisce: ernie ombelicali o inguinali, chiusura corretta della bocca, testicoli discesi nei maschi, coda senza nodi o angolature. Sono anomalie segnalate nelle raccomandazioni di razza, per lo più minori, e si controllano guardando e palpando il gattino invece di leggere un certificato. Un allevamento serio mostra e spiega, e non si offende se chi compra fa domande su ogni singola voce.
Parto, svezzamento e primi giorni a casa
Una gravidanza felina dura attorno alle nove settimane e finisce quasi sempre senza bisogno di mani umane, a patto che il veterinario sia stato avvisato in anticipo e non chiamato a mezzanotte. Il lavoro delle prime settimane spetta alla gatta; a chi la ospita tocca un nido silenzioso, caldo e al riparo dal passaggio, e una bilancia da cucina: la curva di peso quotidiana è il primo segnale che qualcosa sta andando storto. Una cuccia nido morbida e lavabile in un angolo silenzioso funziona meglio di qualunque struttura elaborata.
I tempi del passaggio al cibo solido sono quelli di lo svezzamento del gattino, mentre il periodo in cui il cervello del gattino registra che cosa è normale e che cosa fa paura finisce molto prima che nel cucciolo di cane: servono aspirapolvere, campanello, ospiti e bambini, non un box in garage, come spiega la socializzazione del gattino. All’arrivo in casa si parte da una stanza sola con tutte le risorse, e si tiene pronto un trasportino rigido lasciato aperto come tana, invece di riporlo in cantina fino alla prima visita.