LaPerm: la vita in appartamento

Foto: Bebopscrx · CC BY-SA 3.0 · via Wikimedia Commons
Un gatto che sale, e che sale sul serio
Il LaPerm è agile, atletico e propenso ad arrampicarsi: in appartamento questo si traduce in armadi, mensole, cima delle porte e spalle delle persone. Non è un problema da correggere ma un bisogno da incanalare, perché il punto elevato serve al gatto per controllare l’ambiente ed è uno dei pilastri riconosciuti dalle linee guida AAFP e ISFM. La regola pratica è offrire alternative migliori di quelle che il gatto sceglierebbe da solo, e metterle dove lui vuole stare.
In concreto significa un albero alto vicino a una finestra oppure un percorso di mensole a parete, con salti brevi fra un livello e l’altro. Un albero per gatti da 143 centimetri copre da solo osservazione, riposo e graffio; un set di mensole da parete libera il pavimento ma richiede tasselli adatti al muro. Una struttura che oscilla viene abbandonata dopo due tentativi, e da quel momento il gatto torna sugli armadi. Il quadro completo è in arricchimento ambientale per gatti.
Il riccio raccoglie tutto quello che trova
Un mantello che sta staccato dal corpo funziona come un filtro: polvere, briciole, peli e granuli di lettiera si impigliano fra i boccoli e restano lì. È il motivo per cui in questa razza conviene scegliere un substrato poco polveroso e a grana fine, e mettere un tappetino davanti alla vaschetta invece di rincorrere i granelli in corridoio. Un tappetino in silicone per lettiera intercetta la maggior parte del materiale e si risciacqua in dieci secondi.
Anche la lettiera vegetale leggera funziona bene, purché non produca polveri fini. La regola sul numero non cambia, una vaschetta a testa più una, distribuite in stanze diverse e lontane da cibo e passaggi rumorosi. Il rifiuto della lettiera è quasi sempre ambientale, e le cause vere sono elencate in perché il gatto non usa la lettiera: vaschetta piccola, posizione sbagliata, pulizia insufficiente, substrato cambiato di colpo.
Caldo, freddo e un mantello che copre a intermittenza
Il pelo del LaPerm non ha il sottopelo compatto delle razze nordiche e, nei periodi di muta, può ridursi parecchio. In inverno questo si vede: il gatto cerca i termosifoni, i punti caldi e il letto delle persone, e vale la pena assecondarlo con superfici morbide invece di lasciargli come unica opzione il davanzale freddo. Un’amaca da termosifone è uno dei pochi accessori che questi gatti usano davvero tutti i giorni per mesi.
D’estate il problema si rovescia. La pelle nuda delle zone in muta si scotta al sole, e un appartamento chiuso al piano alto diventa una trappola termica: servono ombra, ricambio d’aria, acqua fresca disponibile in più punti e superfici fresche a terra. I segnali di un gatto che sta soffrendo il caldo e le contromisure sensate sono descritti in il gatto e il caldo, e valgono a maggior ragione per un mantello incompleto.
Sicurezza domestica per un gatto che apre tutto
La curiosità di questa razza va tradotta in una checklist noiosa. Fili, elastici, nastri e fili interdentali vanno chiusi in un cassetto, perché il materiale filiforme ingerito è una delle emergenze chirurgiche più frequenti nel gatto. Le finestre a vasistas sono pericolose come sempre e vanno protette; i piani cottura e i forni vanno considerati come superfici che il gatto raggiungerà, non come luoghi inaccessibili. Si mette in sicurezza l’ambiente, non si sorveglia il gatto.
L’altra abitudine da mettere in conto è la manipolazione degli oggetti: un LaPerm sposta, spinge, apre. Sacchetti di plastica e imballaggi vanno tolti di mezzo, perché masticare e ingerire plastica è un comportamento tutt’altro che innocuo e in certi soggetti diventa un’abitudine. Chi vuole dargli qualcosa di lecito con cui trafficare può lasciare a terra una palla interattiva a movimento automatico e un paio di scatole di cartone, che funzionano meglio di qualunque divieto.