Carattere e convivenza in famiglia del Manx

Foto: TheEaterofCorn · CC BY-SA 4.0 · via Wikimedia Commons
Un gatto tranquillo che sceglie una o due persone
La CFA descrive il Manx come un gatto quieto e gentile, attaccato a una o due persone della famiglia. Nella pratica è un animale che segue senza pretendere, che si sistema vicino a dove si lavora e che partecipa alle attività di casa con una calma che sorprende chi arriva da razze più nervose. Chiede presenza, non contatto continuo, e questo lo rende una convivenza facile anche per chi non ha voglia di un gatto appiccicoso.
L’altra faccia della medaglia è la tolleranza bassa alla solitudine. Un Manx lasciato solo dieci ore al giorno, senza stimoli e senza compagnia, mostra i segnali classici del malessere: richieste insistenti al rientro, comportamenti ripetitivi, a volte eliminazioni fuori posto. Non è una razza da lasciare in una casa vuota tutto il giorno, e chi lavora fuori molte ore dovrebbe valutare seriamente la presenza di un secondo gatto. I limiti reali di quanto un animale possa restare da solo, e le contromisure che funzionano davvero, sono discussi in il gatto lasciato solo.
Comunicare senza coda
La coda è uno dei canali con cui il gatto dice quello che prova: portamento, punta, movimenti laterali fanno parte di un vocabolario preciso, descritto in cosa dice la coda del gatto. Un Manx rumpy quel canale non ce l’ha, e chi convive con lui deve imparare a leggere il resto: orecchie, pupille, posizione dei baffi, tensione del corpo, distribuzione del peso sulle zampe. Il gatto comunica con tutto il corpo, e la coda è solo la parte che si nota per prima perché è la più visibile a distanza.
Non è un problema di comunicazione fra gatti, che se la cavano benissimo con gli altri segnali, ma può esserlo per le persone abituate a controllare l’umore guardando la coda. Il segnale che manca va sostituito con un’osservazione più attenta del resto del corpo, e in una convivenza con altri gatti conviene tenere d’occhio l’inizio dei conflitti, che senza il segnale della coda si nota un attimo più tardi del solito.
Il riporto e i modi da cane
Il Manx ha fama di gatto che riporta, e per una volta la fama è meritata: TICA e CFA segnalano entrambe l’attitudine al gioco di riporto e un carattere che si adatta bene alla convivenza con i cani. Molti soggetti portano oggetti in giro per casa e li lasciano in punti precisi, un comportamento con una spiegazione che non ha niente a che vedere con i regali e che è raccontata in perché il gatto mi porta i giochi.
Assecondare questa attitudine è il modo più semplice per farlo muovere. Un set di giochi leggeri con piume lanciato in corridoio ottiene più attività di qualunque struttura complicata, e nel Manx la sessione di riporto funziona anche dopo i primi anni, quando molti gatti smettono di rincorrere. Con altri gatti in casa valgono le regole ordinarie di inserimento graduale, e nelle prime settimane un diffusore di feromoni Feliway Classic abbassa la tensione di fondo.
Come si prende in braccio
C’è un dettaglio di gestione che riguarda solo questa razza: la zona del posteriore va trattata con attenzione. TICA avverte che nei soggetti senza coda l’area terminale della colonna può essere sensibile e dolorosa al contatto, e che il gatto va sollevato sostenendo il treno posteriore invece di lasciarlo penzolare. Non si prende mai per le ascelle, come si fa con tanti gatti, perché tutto il peso finisce a caricare la parte più fragile.
La stessa cautela vale per il gioco con i bambini, che vanno istruiti prima e non dopo: niente prese improvvise da dietro, niente pressioni sulla groppa, niente animali sollevati come pupazzi. Un Manx che associa il contatto umano al dolore diventa un gatto che si sottrae, e recuperare quella fiducia richiede mesi. Abituarlo da gattino a farsi maneggiare in sessioni brevi, con un premio subito dopo, è l’investimento che rende di più in tutta la sua vita.