Curiosità e aneddoti sul Manx

Foto: TheEaterofCorn · CC BY-SA 4.0 · via Wikimedia Commons
Quattro gatti in una razza sola
Pochi altri gruppi di razza hanno un vocabolario dedicato alle sfumature di un solo carattere. Nel Manx sì: rumpy per il gatto completamente privo di coda, riser per quello con un piccolo rialzo di osso alla fine della colonna, stumpy per il moncone, longy per la coda intera. Sono termini di allevamento entrati nell’uso comune anche fuori dalle esposizioni, e descrivono quattro soggetti che possono nascere tutti dalla stessa cucciolata e dagli stessi due genitori, senza che nessuno possa prevedere in anticipo quanti ne verranno di ciascun tipo.
Lo standard di razza aggiunge un dettaglio quasi cinematografico: il rialzo di osso del riser è ammesso e non va penalizzato, a patto che non sia tale da fermare la mano del giudice che passa sulla groppa. La coda si giudica al tatto, non a vista, ed è una delle pochissime valutazioni espositive che si fanno letteralmente con le dita invece che con l’occhio, il che dice parecchio su quanto sia sfumato il confine fra un tipo e l’altro.
Il gene T e la ricerca del 2013
La base molecolare della mancanza di coda è stata chiarita solo di recente. Uno studio pubblicato su Mammalian Genome nel 2013 ha analizzato il gene T, che codifica la proteina Brachyury, in linee di Manx statunitensi e dell’Isola di Man, trovando diverse mutazioni che spostano la lettura del codice genetico e producono una proteina tronca. Il novantacinque per cento dei gatti con coda corta esaminati risultava portatore di una di quelle varianti in singola copia.
Il meccanismo descritto è quello dell’aploinsufficienza: una sola copia funzionante del gene non basta a portare a termine lo sviluppo della parte terminale della colonna, e la proteina prodotta dalla copia mutata risulta molto meno efficace nell’attivare i geni che dovrebbe accendere. È esattamente il motivo per cui il carattere si comporta come dominante e per cui la doppia copia non è compatibile con la vita. Coda e colonna sono la stessa cosa, e nessuna selezione può separare l’aspetto della razza dal rischio che si porta dietro.
Il coniglio che non c’entra niente
L’andatura a saltelli di alcuni Manx, unita alla mancanza di coda e ai posteriori più lunghi, ha alimentato per secoli la storia dell’incrocio fra gatto e coniglio. Genericamente parlando è impossibile, e il termine che circola nei racconti popolari indica un animale che non esiste. Quello che esiste, ed è molto meno pittoresco, è un segno clinico: l’andatura saltellante, con i due posteriori che si muovono insieme, è uno dei modi in cui si manifesta il coinvolgimento del midollo spinale nei soggetti colpiti dalla sindrome.
Vale la pena tenerlo a mente proprio perché la leggenda è simpatica e il fatto no. Un gatto che si muove a saltelli non sta imitando un coniglio, sta compensando un deficit neurologico, e merita una valutazione veterinaria invece di un video divertente. Vale lo stesso principio con cui si leggono i cambiamenti di movimento in il gatto anziano, dove un salto evitato dice più di qualunque sintomo evidente. Le stranezze motorie non sono simpatiche, sono informazioni, e in questa razza sono le informazioni più importanti che il gatto possa dare.
Un simbolo dell’isola e un nome gallese
Il Manx è il gatto simbolo dell’isola da cui prende il nome, comparso nel tempo su monete e francobolli locali e usato come immagine identitaria dell’Isola di Man ben oltre il mondo ristretto dei gatti di razza. È una delle pochissime razze feline diventate emblema di un territorio, e questo ha contribuito a far circolare la sua immagine molto più di quanto la razza sia effettivamente diffusa nelle case, in Italia come altrove.
Curioso invece il nome della varietà a pelo semilungo. Cymric viene dal gallese e rimanda al Galles, non all’Isola di Man, che ha una sua lingua celtica distinta: è un battesimo di allevamento più che una traccia storica. Sul resto il Cymric è un Manx a tutti gli effetti, con la stessa struttura e le stesse attenzioni sanitarie. Le medie di longevità che si leggono negli annunci vanno invece prese per quello che sono, cioè stime raccolte male, come si vede confrontandole con le casistiche vere in quanto vive un gatto. Chi vuole assecondarne le abitudini tenga a terra una cuccia a ciambella e un cartone da graffiare orizzontale.