Curiosità e aneddoti sul Maine Coon

Foto: Bozma88 · CC BY-SA 4.0 · via Wikimedia Commons
Il gatto di Stato del Maine
Pochi gatti hanno una legge dedicata. Il Maine Coon sì: il Title 1 §217 delle leggi del Maine, entrato in vigore nel 1985, contiene una sola riga e dice che il gatto dello Stato è il Maine Coon. È un riconoscimento simbolico ma racconta bene il rapporto fra la razza e il suo territorio d’origine, dove per decenni è stato semplicemente il gatto delle fattorie, prima che qualcuno pensasse a registrarlo.
Il paradosso è che quando la legge è passata la razza era appena uscita da un periodo in cui la si dava per scomparsa dai circuiti espositivi. Quarant’anni dopo, nella classifica CFA per il 2026, il Maine Coon è la razza più registrata al mondo per il secondo anno consecutivo, davanti a ragdoll e persiano. Da data per estinta a prima in classifica in mezzo secolo: è la parabola più rapida della storia recente delle razze feline.
Le dita in più: la polidattilia
Molti Maine Coon storici avevano dita soprannumerarie. TICA riconosce oggi il Maine Coon Polydactyl come varietà e ricorda che il carattere era comune agli inizi della razza, con l’ipotesi che quelle zampe larghe funzionassero come racchette da neve negli inverni del Maine. È un tratto benigno, che non compromette il movimento e non causa dolore, a differenza di quanto accade in altre malformazioni degli arti. Richiede solo un controllo in più delle unghie, perché quelle dei diti soprannumerari a volte non si consumano.
La genetica è meno lineare di quanto si racconti. Uno studio del 2020 su 75 gatti di linee europee, canadesi e americane ha trovato l’allele Hw solo in una parte dei soggetti polidattili, mentre 29 su 48, tutti della linea canadese, risultavano normali per le tre varianti note del locus ZRS. La trasmissione è autosomica dominante a penetranza incompleta ed espressività variabile: due maschi non polidattili portatori dell’allele hanno generato figli polidattili.
Perché sembra più grande di quanto pesa
La percezione della taglia in questa razza è sistematicamente gonfiata. Il mantello lungo su pancia e culotte, la gorgiera, i ciuffi alle orecchie e alle zampe e una coda folta lunga quanto il corpo aggiungono volume senza aggiungere chili. Un adulto bagnato è un gatto molto più piccolo di quello che si vede asciutto. Buona parte dell’imponenza è pelo e proporzione, non massa: la CFA lo definisce il gatto di razza più grande, ma la differenza reale con un norvegese o un siberiano è modesta.
Da qui nascono i record che circolano online, quasi sempre misure di lunghezza da naso a punta della coda prese senza protocollo. Il dato utile per chi convive con un Maine Coon non è il record ma il peso stabile del proprio gatto e la sua condizione corporea, perché il pelo nasconde tanto il sovrappeso quanto il dimagrimento. Un calo di peso in un adulto è sempre un motivo per chiamare il veterinario, non un effetto della stagione.
L’acqua, i cinguettii e altre stranezze
Il rapporto con l’acqua è la stranezza più citata: gatti che si siedono nel lavandino, che immergono la zampa nella ciotola prima di bere, che seguono in bagno chi fa la doccia. Non è un tratto esclusivo né universale, e le ragioni per cui in generale i gatti odiano l’acqua valgono anche qui, con l’eccezione dell’acqua corrente. Una fontanella silenziosa da 2,2 litri asseconda la preferenza senza allagare il pavimento.
L’altra firma è vocale. Il trillo, un suono breve prodotto a bocca chiusa, è tipico della comunicazione fra madre e gattini e in questa razza resta frequente anche nell’adulto rivolto alle persone: il significato è spiegato in il trillo del gatto. Si aggiunge una tendenza a spostare oggetti con le zampe e a portare giochi in giro per casa, comportamento che ha una spiegazione precisa in perché il gatto mi porta i giochi. Chi vuole assecondarlo tenga a terra un set di piccoli giochi leggeri, che è quello che finisce più spesso davanti alla porta della camera.