Maobau

Carattere e convivenza in famiglia del Napoleon

Napoleon (Minuet) bianco dalle zampe corte accucciato

Foto: William Parker · CC BY-SA 4.0 · via Wikimedia Commons

Affettuoso, presente e poco atletico

Sul temperamento c’è poco da discutere e le famiglie lo confermano: la TICA lo descrive come un gatto estremamente affettuoso e legato alle persone, in cui la placidità del ramo persiano si mescola alla curiosità del ramo Munchkin. Vive addosso a chi ha scelto, accetta il contatto senza imporlo e non passa le giornate ad arrampicarsi sugli armadi. Cerca compagnia più che movimento, il che lo rende adatto a case tranquille, a chi lavora da casa e a persone anziane.

La parte munchkin però si vede, e smentisce l’idea del gatto immobile. Sul piano orizzontale corre veloce, cambia direzione con facilità e insegue tutto quello che si muove a terra; quello che non fa è il balzo lungo verso una mensola alta. Chi immagina un soprammobile resta sorpreso dalla prima corsa in corridoio, e chi immagina un gatto normale resta sorpreso dalla prima volta che lo vede rinunciare a un divano che qualunque altro gatto avrebbe superato senza pensarci.

La postura seduta e il respiro: due cose da guardare

Il Napoleon assume spesso la posizione seduta sulle zampe posteriori, con il busto dritto, per guardare oltre un ostacolo. È la stessa posa che rende celebri i suoi genitori a zampe corte, ed è un adattamento pratico più che un vezzo. Vale la pena però prendere l’abitudine di guardare anche un’altra cosa, cioè il respiro a riposo: un gatto brachicefalo che russa da sveglio, che respira rumorosamente stando fermo o che tiene la bocca socchiusa dopo due minuti di gioco non sta facendo il simpatico.

In questa razza i segnali di fatica arrivano da due direzioni e possono essere confusi con il carattere. Un gatto che salta poco può avere articolazioni che lavorano male; un gatto che si ferma presto può avere vie aeree strette. In entrambi i casi la lettura corretta non è l’indole ma un dato da riferire al veterinario, e il riferimento utile è il confronto con lo stesso gatto sei mesi prima. Annotare quando smette di salire su un ripiano vale più di qualunque impressione a memoria.

Con i bambini e con gli altri animali

Con i bambini funziona bene, purché passi una regola precisa: questo gatto va sollevato con due mani, una sotto il torace e una sotto il posteriore, e mai tirato su per le ascelle lasciandolo penzolare. Gli arti anteriori corti e caricati male non sono un manico. Le indicazioni generali restano quelle di il gatto e i bambini, con l’aggiunta che qui le vie di fuga devono essere basse e raggiungibili, perché la mensola alta come rifugio non esiste.

Con i cani il rapporto dipende quasi solo dal cane, ma c’è un fattore in più rispetto a un gatto comune. Un animale che insegue per gioco mette il Napoleon in una condizione doppiamente sfavorevole: non si sottrae salendo e si affatica in fretta se la rincorsa dura. Le presentazioni vanno fatte come descritto per il gatto e il cane in casa, predisponendo prima rifugi stretti e bassi in cui il cane non entri. Con un secondo gatto valgono le stesse cautele, con qualche settimana di diffusore di feromoni Feliway nel periodo dell’inserimento.

Quanto tempo chiede ogni giorno

Prima di prenderlo conviene fare i conti con il tempo, perché è la voce che più spesso viene sottovalutata. La TICA raccomanda per questa razza la pettinatura quotidiana con un pettine d’acciaio, e alla pettinatura si aggiungono il controllo degli occhi, che nei soggetti dal muso più corto lacrimano, e la verifica del posteriore nei soggetti a pelo lungo. Sono cinque o dieci minuti al giorno, tutti i giorni, per quindici anni. Non è una fase iniziale, è la manutenzione ordinaria dell’animale.

Il modo in cui si imposta quel quarto d’ora decide che tipo di rapporto si costruisce. Un gatto abituato da cucciolo a farsi maneggiare vive quel momento come una routine noiosa; un adulto che non è mai stato abituato lo vive come una lotta settimanale, e la lotta peggiora ogni volta. Conviene fissare l’appuntamento sempre alla stessa ora e nello stesso posto, con una cuccia morbida e lavabile come base di appoggio, e chiudere sempre prima che il gatto si stanchi.

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