Curiosità e aneddoti sul Napoleon

Foto: William Parker · CC BY-SA 4.0 · via Wikimedia Commons
Un nome nato da un equivoco storico
Il nome scelto all’inizio richiamava Napoleone Bonaparte, e il riferimento era alla statura ridotta dell’imperatore più che alle sue campagne. L’accostamento è simpatico e ha un difetto piuttosto vistoso: si basa su un equivoco storico ormai chiarito, perché la bassa statura dell’imperatore è in buona parte una leggenda nata dalla differenza fra le unità di misura francesi e inglesi dell’epoca e dalla propaganda britannica. Il gatto porta il nome di un malinteso, il che è un modo curioso di cominciare la storia di una razza.
Anche il nome nuovo racconta qualcosa. Minuet è il minuetto, una danza di corte fatta di passi piccoli e misurati: la scelta della TICA nel 2015 sposta l’immagine dalla statura al modo di muoversi, ed è probabilmente più fedele. Chi osserva questi gatti nota infatti un’andatura corta e ritmata, con un baricentro basso che li rende sorprendentemente rapidi nelle curve strette e decisamente lenti quando c’è da salire su qualcosa. È una descrizione più onesta di quella che il primo nome suggeriva.
Perché sembra un cucciolo per sempre
Il successo di questa razza sui social ha una spiegazione che riguarda noi più che il gatto. Testa rotonda, occhi grandi rispetto al muso, fronte alta, arti corti e movimenti impacciati sono esattamente i tratti che nella nostra specie attivano una risposta di accudimento, gli stessi che rendono irresistibile un cucciolo di qualunque animale. Un Napoleon adulto conserva quel modello per tutta la vita, e questo lo rende riconoscibile in un fotogramma.
Accorgersi del meccanismo serve, perché è lo stesso che rende difficile vedere quello che c’è sotto. Una postura buffa raccontata come simpatia resta una postura adottata per necessità, e un video di pochi secondi non mostra come si muoverà quell’animale a otto anni. Il linguaggio addolcisce quello che descrive, e con le razze costruite attorno a una mutazione conviene fare il passaggio inverso a mente fredda, chiedendosi che cosa comporti quel tratto nell’arco di una vita intera invece che in una fotografia.
Il persiano che si vede sotto
Chi conosce il gruppo persiano ritrova nel Napoleon più di quanto si aspetti: la testa rotonda e massiccia, gli occhi grandi e ben aperti, il torace ampio, il pelo che nella varietà lunga chiede lo stesso lavoro quotidiano con un pettine metallico a denti alternati, la voce bassa e usata poco. Non è una somiglianza casuale ma il risultato di un regolamento, dato che gli incroci consentiti restano il gruppo persiano e il gruppo Munchkin: la razza continua a essere alimentata dalle stesse due fonti.
Questo spiega anche perché la scheda dell’Exotic Shorthair sia utile a chi ha un Napoleon a pelo corto: l’exotic è in sostanza un persiano a pelo corto e condivide la stessa conformazione del cranio, quindi gli stessi problemi respiratori e oculari. Il gatto a zampe corte aggiunge la propria parte, e chi convive con lui ha bisogno di entrambe le liste di controllo, non di una sola. Le esigenze di base restano quelle di il gatto in appartamento.
Che cosa dicono oggi le organizzazioni di benessere
International Cat Care ha pubblicato un documento sulla salute conformazionale in cui indica quattro caratteri da scoraggiare attivamente nella selezione felina: orecchie piegate, arti corti, assenza di pelo e brachicefalia estrema. Il ragionamento è che un gatto deve poter muoversi liberamente, comunicare e comportarsi da gatto, e che gestire l’animale con precauzioni, per esempio tenendolo sempre in casa, non giustifica la produzione di soggetti con capacità funzionali ridotte. Il Napoleon ne porta due su quattro.
Anche le autorità si stanno muovendo, e non solo con divieti generali. Nei Paesi Bassi l’agenzia per la sicurezza alimentare e dei prodotti di consumo ha imposto lo stop all’allevamento a un allevatore di persiani da esposizione, dopo aver stabilito che tutti i riproduttori avevano il muso troppo corto per essere usati in riproduzione. È un precedente che riguarda direttamente la metà persiana di questa razza, e racconta la direzione in cui si sta muovendo la discussione europea.
Niente di tutto questo tocca il gatto che è già in casa, al quale servono soltanto un peso sotto controllo, il pettine, i controlli veterinari e la possibilità di muoversi ogni giorno. Il resto sono le voci di sempre: la sterilizzazione, con i vantaggi riassunti in la sterilizzazione del gatto, e un posto comodo dove riposare, per esempio una cuccia a ciambella morbida lasciata dove ha già scelto di dormire. La discussione riguarda se abbia senso produrne di nuovi, e va rivolta a chi alleva.