Gattini e riproduzione del Napoleon

Foto: William Parker · CC BY-SA 4.0 · via Wikimedia Commons
Come nasce una cucciolata, e perché metà nasce con le zampe lunghe
La variante che accorcia gli arti è dominante e letale quando un embrione la riceve da entrambi i genitori. Tradotto in pratica: due soggetti a zampe corte non si accoppiano mai fra loro, perché una parte della cucciolata non arriverebbe alla nascita. Si accoppia quindi un gatto a zampe corte con uno a zampe normali, e da lì nasce circa metà cucciolata con gli arti corti e metà con gli arti di lunghezza ordinaria. È un vincolo della mutazione, non una scelta dell’allevatore.
I gattini con le zampe lunghe non sono scarti. La TICA li registra come Minuet Tall, con la propria sigla, e sono a tutti gli effetti gatti della razza: stessa testa, stesso mantello, stesso carattere, senza il tratto che pesa sulle articolazioni. Chi cerca l’aspetto e l’indole di questa razza senza sostenere la produzione di un altro soggetto condrodisplasico può chiederli esplicitamente, e in genere costano meno perché la domanda si concentra sulle zampe corte.
I referti che devono esserci, e quello che non esiste
Sulla malattia del rene policistico non ci sono margini di interpretazione: la TICA scrive che tutti i soggetti di questa razza dovrebbero avere i genitori certificati negativi. Il referto da chiedere è quello del test genetico per la variante del gene PKD1, con il nome del gatto, il microchip e il genotipo scritto sopra, e va chiesto in copia. Poiché la trasmissione è autosomica dominante, N/P significa un gatto affetto che trasmetterà la variante a circa metà dei figli, non un portatore sano.
Il secondo documento è l’ecocardiografia dei riproduttori fatta da un cardiologo, perché per il gruppo persiano non esiste un test genetico validato per la cardiomiopatia ipertrofica e l’unico strumento è l’immagine del cuore, ripetuta negli anni. A questi si aggiungono il libretto sanitario con vaccinazioni e sverminazioni firmate dal veterinario e, se l’allevamento lo esegue, il gruppo sanguigno. Per la condrodisplasia, invece, non esiste oggi un test di routine offerto dai laboratori di riferimento: nessun certificato può dire niente su quel tratto.
Guardare i genitori: musi, occhi, respiro, arti
C’è una parte della valutazione che non è scritta su nessun referto e si fa con gli occhi, in visita. I riproduttori vanno guardati mentre respirano da fermi, ascoltando se russano; vanno guardati gli occhi, per vedere se lacrimano di continuo e se il pelo del muso è macchiato; vanno guardati gli arti anteriori, per capire se sono semplicemente corti o marcatamente arcuati. Lo standard stesso squalifica gli arti eccessivamente arcuati, gli occhi sporgenti e il naso con lo stop rotto.
Da riproduttori con un muso meno raccolto nascono in genere cuccioli che da adulti respirano meglio e lacrimano meno, ed è l’unica pressione selettiva che un acquirente può esercitare: decidere dove comprare e, soprattutto, dove non comprare. Alle osservazioni conviene affiancare due domande secche sulla gestione, cioè quante cucciolate all’anno fa ogni gatta e a che età vengono ceduti i piccoli. Una domanda diretta merita una risposta diretta, con numeri e date invece di rassicurazioni generiche sulla salute delle proprie linee.
Parto, nido e primi giorni a casa
Nove settimane di gestazione e, quasi sempre, un parto che si svolge senza bisogno di aiuto: fin qui vale quello che vale per tutti i gatti. Nelle razze dal cranio raccorciato, però, la distocia viene segnalata con più frequenza, quindi conviene avvisare il veterinario prima della data prevista invece di cercarlo a notte fonda. Nelle settimane successive il grosso lo fa la madre, e a noi restano un ambiente caldo e silenzioso, una cuccia nido morbida e lavabile in un angolo poco frequentato e la pesata quotidiana, che è il modo più rapido per accorgersi che un cucciolo sta restando indietro.
Nei gattini con il muso corto va sorvegliata anche la suzione, che può risultare faticosa e rallentare la crescita nelle prime settimane; i tempi del passaggio al cibo solido sono quelli di lo svezzamento del gattino. Una volta a casa il cucciolo va tenuto in una stanza sola con tutte le risorse, allargando lo spazio per gradi e mantenendo all’inizio il substrato usato in allevamento, come si spiega in la prima lettiera del gattino. Per il viaggio di arrivo va bene un trasportino morbido per il trasferimento, ma il modello rigido servirà entro pochi mesi.