Maobau

Educazione e intelligenza del Napoleon

Napoleon (Minuet) bianco dalle zampe corte accucciato

Foto: William Parker · CC BY-SA 4.0 · via Wikimedia Commons

Collaborativo, con un repertorio motorio ridotto

L’intelligenza non è una proprietà della razza, e questo gatto impara con lo stesso meccanismo di tutti gli altri: un’azione, una conseguenza immediata, un’associazione che si fissa. Quello che cambia rispetto a un gatto atletico non è la testa ma l’elenco dei movimenti che può eseguire, e il temperamento poco reattivo del ramo persiano lo rende anzi più semplice da gestire di molte razze nervose. Il metodo è il rinforzo positivo, e il premio deve arrivare entro un secondo, altrimenti l’esercizio non si costruisce.

Conviene lavorare corto e spesso: due o tre minuti alla volta, più volte nella giornata, meglio se agli stessi orari, perché un animale poco reattivo si affida alla routine più che alla ricompensa. Il bocconcino è il rinforzo più maneggevole e va scalato dalla razione, ma per molti soggetti valgono altrettanto una carezza sulla testa o pochi secondi di gioco. Quali capacità cognitive si stiano davvero allenando è riassunto in quanto è intelligente un gatto, e vale per qualunque razza.

Farsi toccare occhi, muso e zampe

È l’addestramento che in questa razza vale più di tutti gli altri messi insieme, perché riguarda operazioni che si ripeteranno ogni giorno per quindici anni. Si comincia da cucciolo con tocchi brevissimi: una zampa, un premio, fine. Poi la mano appoggiata sul muso senza fare niente. Poi la garza che sfiora l’angolo dell’occhio. Si costruisce in settimane, non in un pomeriggio, e ogni sessione va chiusa prima che il gatto si irrigidisca invece che dopo.

Nella stessa categoria rientra la bocca, che in un gatto con i denti mal allineati va guardata spesso. Farsi sollevare un labbro e accettare uno spazzolino è un investimento che paga per anni e si insegna con le stesse regole di gradualità, senza costrizione e con la chiusura sempre in positivo. Il taglio delle unghie, infine, va imparato presto, perché un gatto che si arrampica poco non le consuma e le unghie troppo lunghe sono un problema documentato nel gruppo persiano.

Nella stessa logica rientra il trasportino, che va tenuto aperto in casa tutto l’anno: un trasportino rigido con apertura superiore con dentro una coperta smette in fretta di essere una trappola e diventa un posto in cui il gatto dorme. Il percorso passo per passo è quello descritto in il gatto e il trasportino, e va cominciato da cucciolo invece che il giorno prima della visita: in una razza che in ambulatorio ci va spesso, questa è la differenza fra una mattinata gestibile e una lotta.

Insegnare il percorso invece del salto

Gli appoggi intermedi non si usano da soli, e chi li compra si stupisce sempre di vederli ignorati per settimane. Finché nessuno gli mostra l’alternativa, il gatto continua a provare il balzo diretto e a rinunciare a metà. Il modo per mostrargliela è elementare: si mette un premio sul primo appoggio, poi sul secondo, poi sulla meta, senza sollevare l’animale di peso e senza spingerlo da dietro. Nel giro di qualche giorno il tragitto entra nelle abitudini e viene ripetuto anche quando nessuno guarda.

La metà che quasi tutti dimenticano è la discesa. Un gatto che risale per gradini e poi si lascia cadere da un metro cancella il vantaggio ottenuto, quindi conviene premiare anche il ritorno lento sullo stesso percorso e, dove il rientro resta brutto, chiudere semplicemente quell’accesso. Il carico peggiore arriva in atterraggio, e un tappeto sotto il punto di arrivo abituale è il rimedio più banale fra quelli che funzionano. Un set di bacchette con piume serve a guidare il tragitto senza mettere le mani addosso al gatto.

Che cosa non chiedergli

Vale la pena elencare le richieste che con questa razza sarebbe meglio togliere dal repertorio. Il gioco tenuto sopra la testa perché il gatto si sollevi di continuo sulle posteriori, le corse sui pavimenti lucidi, il premio piazzato su una mensola da raggiungere, la passeggiata al guinzaglio nelle ore di sole: sono tutte cose che fanno sembrare atletico un animale che intanto carica male gli arti e forza vie aeree strette. La regola pratica è che se per prendere il gioco deve staccare da terra entrambe le anteriori, il gioco è troppo in alto.

L’ultima indicazione riguarda la lettura, non la tecnica. Quando un esercizio che funzionava smette di funzionare, l’ipotesi da mettere per prima non è il capriccio ma il dolore o la fatica respiratoria, e un rifiuto nuovo giustifica una visita prima di qualunque cambio di metodo. Un gatto non diventa testardo all’improvviso: cambia perché qualcosa nel suo corpo è cambiato, e in questa razza le due direzioni da cui il cambiamento può arrivare sono note fin dal giorno dell’acquisto.

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