Gioco e stimoli consigliati per il Cymric

Foto: Desaix83, d'après le travail d'Heikki Siltala · CC BY 3.0 · via Wikimedia Commons
Senza coda l’equilibrio si gestisce diversamente
La coda funziona da contrappeso nelle virate rapide e nelle correzioni a mezz’aria, e un gatto che non ce l’ha impara comunque a cavarsela benissimo, usando testa e treno anteriore per compensare. Questo però suggerisce come impostare il gioco: curve larghe e superfici che tengono, invece di cambi di direzione bruschi su un pavimento lucido. Un tappeto lungo il corridoio dove si gioca fa più differenza di qualunque giocattolo comprato.
Il resto della sequenza predatoria funziona come in ogni altro gatto: ricerca, agguato, inseguimento, cattura. Va sviluppata sul piano orizzontale, con la preda finta che striscia dietro un mobile, sparisce e ricompare più lontano, invece che sollevata in alto per farlo saltare. Meglio le aste lunghe, che tengono le dita lontane dai denti, e un set di ricambi con piume e code permette di cambiare preda quando il gatto si abitua a quella che c’era prima.
Sessioni corte con un finale vero
Se il gioco si spegne di colpo, con il topo finto che sparisce nel nulla, il gatto resta carico e va a scaricarsi altrove; se invece riesce a bloccare la preda e subito dopo trova qualcosa da mangiare, la tensione si chiude dove doveva. Dieci minuti due volte al giorno bastano, purché il gatto arrivi in fondo alla sequenza almeno un paio di volte. Nei soggetti con qualche limite motorio si abbassa l’intensità e si allunga la fase di agguato, che è quella che li tiene concentrati senza chiedere prestazioni fisiche.
L’errore più comune è insistere. Due catture fatte bene valgono più di venti lanci in una sessione che finisce con il gatto seduto a distanza, che guarda altrove e non torna. Quando rallenta, si chiude. E si chiude con il pasto, perché la sequenza naturale è caccia, mangia, lava, dormi, ed è anche il modo più semplice per spostare l’attività nelle ore in cui serve a te.
Materiale per giocare da solo, tutto a terra
Fra una sessione e l’altra serve materiale che il gatto possa usare da solo, e qui va tenuto all’altezza del pavimento. Un tunnel pieghevole da 130 centimetri con due aperture mette insieme riparo e agguato, cioè le due cose che un gatto cerca quando gioca per conto suo, e non chiede nessuno sforzo alla colonna. Il cartone fa lo stesso servizio senza costare niente, per i motivi spiegati in perché il gatto ama le scatole, e vanno messe lungo i percorsi invece che negli angoli morti della casa.
Sul graffio serve varietà, con almeno un supporto orizzontale: un tiragraffi in cartone reversibile si usa da sdraiati, il che tiene fuori dal gesto tutto il treno posteriore, ed è proprio il tipo che manca in quasi tutte le case. La posizione conta quanto il modello: vicino ai posti in cui il gatto dorme, perché è appena sveglio che sente il bisogno di allungarsi, e con la sostituzione quando il materiale è consumato.
Gioco, spazzola e pasto: la sequenza della sera
In un gatto che va pettinato tutte le settimane conviene incastrare la manutenzione dentro una routine che gli piace: prima la sessione di gioco, poi due minuti di pettine mentre è ancora rilassato e appagato, poi il pasto. In poche settimane la spazzola smette di essere un’interruzione e diventa il passaggio che precede la cosa migliore della giornata. È lo stesso principio con cui si abitua un gatto al trasportino, applicato a un attrezzo che qui si userà per tutta la vita.
Vale infine il segnale d’allarme: un Cymric che smette di giocare non sta soltanto invecchiando. Lo stesso disinteresse nasce da un dolore, da qualche chilo di troppo, da una casa senza stimoli o da una tensione che dura da settimane, e in questa razza il dolore è il primo sospetto da escludere, non l’ultimo. Le cause vanno passate in rassegna una a una, come in perché il gatto non gioca, perché una perdita di interesse improvvisa è un sintomo e non un carattere che cambia con l’età.