Origine e storia del Cymric

Foto: Desaix83, d'après le travail d'Heikki Siltala · CC BY 3.0 · via Wikimedia Commons
Non una razza nuova: il Manx con il pelo lungo
Il Cymric non ha una storia propria, e questa è la prima cosa da sapere prima di cercarne un cucciolo. È la varietà a pelo semilungo del Manx: stessa isola di origine, stessa mutazione che accorcia o annulla la coda, stessa struttura, stesso standard di giudizio. TICA lo dice apertamente, tenendo Manx e Cymric in un unico gruppo di razza che si divide solo per la lunghezza del mantello. Tutto quello che riguarda la coda, la colonna e la salute è raccontato nella scheda sull’origine e la storia del Manx e vale qui parola per parola.
La conseguenza pratica è che il pelo lungo non attenua niente. Chi arriva al Cymric perché lo trova più morbido, più elegante o meno insolito di un Manx sta comprando lo stesso gatto con un mantello diverso, con gli stessi rischi vertebrali e le stesse domande da fare all’allevatore. In più si prende una manutenzione del pelo che il Manx a pelo corto non richiede: un pettine a denti larghi con spazzola qui non è un accessorio opzionale ma l’attrezzo che si usa tutte le settimane per dodici o quindici anni.
I gattini che per decenni venivano scartati
Sull’Isola di Man i gattini a pelo lungo nascevano da tempo nelle cucciolate di Manx e venivano messi da parte come errori, esclusi dai programmi di allevamento perché non corrispondevano al tipo. Il carattere si comporta da recessivo, cioè resta nascosto in gatti a pelo corto che lo portano senza mostrarlo e ricompare quando due portatori vengono accoppiati fra loro. Per questo continuava a spuntare, generazione dopo generazione, senza che nessuno lo cercasse: un recessivo non si perde per disinteresse, viaggia dentro la popolazione fino a quando due copie si incontrano.
La svolta arriva negli anni Sessanta in Canada, quando gattini identici nascono in allevamento e per la prima volta qualcuno decide di riprodurli invece di scartarli. È da lì che parte la varietà come la conosciamo: i primi soggetti in esposizione sono di quel periodo, la diffusione vera arriva a metà degli anni Settanta, e il Manx a pelo corto era già una razza registrata da mezzo secolo. Il Cymric, insomma, è vecchio quanto il Manx come gatto ed è recentissimo come categoria di allevamento.
Un nome gallese per un gatto dell’Isola di Man
Il nome viene da Cymru, cioè il Galles nella lingua gallese, e non ha alcun rapporto storico con l’isola da cui la razza proviene davvero: l’Isola di Man ha una sua lingua celtica, il manx, e nessun legame particolare con quella sponda. La scelta fu di allevamento, per dare alla varietà un nome dal suono celtico che la distinguesse in catalogo. È un battesimo commerciale, riuscito al punto che oggi moltissimi lo usano credendo che indichi un’origine geografica.
I registri, dal canto loro, non si sono mai messi d’accordo. TICA riconosce Manx e Cymric in campionato dal giugno 1979 tenendoli nello stesso gruppo. La CFA li ha ammessi come Cymric nella stagione espositiva 1989-90 e poi, nel maggio 1994, su richiesta congiunta dei due breed council, li ha trasformati nella divisione a pelo lungo del Manx, rendendo lecito incrociare le due lunghezze e registrando i gattini secondo il pelo che hanno. La FIFe invece lo tiene come razza a sé nella categoria 3 dal 2006. Lo stesso gatto cambia nome a seconda del confine.
Che cosa comporta sceglierlo oggi
Alcune federazioni hanno preso posizione sul piano del benessere animale e non solo su quello estetico: l’Australian Cat Federation e, in forma meno stringente, il britannico GCCF impongono restrizioni specifiche agli accoppiamenti di Manx e Cymric. È una cosa rara nel mondo felino, dove di solito le regole riguardano i colori ammessi, e dice bene quanto la questione della coda sia considerata seria dove è stata guardata da vicino.
Chi sceglie questo gatto, quindi, deve fare due tipi di conti. Il primo è sanitario e riguarda la colonna, con le domande da porre all’allevamento e la disponibilità ad affrontare un soggetto che potrebbe avere problemi di deambulazione o di continenza. Il secondo è di tempo quotidiano, perché un doppio mantello semilungo si infeltrisce se lo si lascia andare. In cambio si ha un gatto tranquillo e adattabile, che vive bene fra quattro mura come descritto in il gatto in appartamento, purché le risorse restino raggiungibili senza acrobazie e ci sia una struttura come un albero per gatti da 112 centimetri con piattaforme ravvicinate.