Carattere e convivenza in famiglia del Cymric

Foto: Desaix83, d'après le travail d'Heikki Siltala · CC BY 3.0 · via Wikimedia Commons
Calmo, affettuoso e poco adatto alle case vuote
TICA descrive il Cymric come un gatto dal temperamento uniforme e pacato, affettuoso con la propria famiglia e poco disposto a restare solo per lunghi periodi. Nella convivenza reale significa un animale che si sposta dove ti sposti tu e si sistema a poca distanza, senza pretendere il grembo e senza sparire per intere giornate. Non è un gatto teatrale: chiede continuità più che intensità, e con una routine regolare diventa una presenza discreta e prevedibile in casa.
Il rovescio è che le assenze lunghe si pagano. Dieci ore di casa vuota tutti i giorni, senza compagnia e senza niente da fare, producono richieste insistenti al rientro, risvegli notturni e a volte eliminazioni fuori posto. Chi lavora fuori molte ore dovrebbe valutare seriamente una seconda presenza felina o organizzare la giornata come spiegato in il gatto lasciato solo, perché in questa varietà il tempo con le persone non è un extra ma una parte del benessere quotidiano.
Una voce trillata e un corpo difficile da leggere
Il verso tipico non è il miagolio ma un trillo breve e salito di tono, usato come commento più che come richiesta: TICA lo definisce una voce dolce e trillata, e chi convive con questi gatti impara presto a distinguere il saluto dal richiamo davvero insistente. È un repertorio poco invadente, che rende la convivenza in condominio più semplice di quanto la taglia e la struttura pesante lascerebbero immaginare.
Sul linguaggio del corpo bisogna invece lavorare più del solito, e per due motivi che si sommano. Il primo è la coda assente o ridotta a un moncone, cioè il segnale che quasi tutti guardano per primo, discusso nella scheda sul carattere del Manx. Il secondo è il mantello folto, che nasconde il pelo dritto sulla schiena e ammorbidisce i contorni della postura. Restano orecchie, pupille e baffi, e vale la pena imparare a leggerli davvero, a partire da cosa dicono le orecchie del gatto.
Bambini, cani e altri gatti
La razza tollera bene la vita di famiglia, ma c’è una regola di manipolazione che qui viene prima di ogni altra: il treno posteriore va sostenuto. Un gatto senza coda ha la parte terminale della colonna esposta e in alcuni soggetti dolente, quindi non si solleva mai tenendolo sotto le ascelle con il posteriore che penzola, e non si preme sulla groppa nemmeno per gioco. I bambini vanno istruiti prima di conoscere il gatto, non dopo il primo miagolio di protesta.
Per il resto valgono le procedure ordinarie: vie di fuga sempre disponibili e nessun obbligo di farsi prendere in braccio, come in il gatto e i bambini, e inserimenti graduali con separazione iniziale quando arriva un altro animale. Con i cani il risultato dipende quasi solo dal cane. Nelle prime settimane un diffusore di feromoni Feliway Classic abbassa il livello di tensione generale, ma non sostituisce la gestione: i tempi lenti valgono più di qualunque diffusore.
Il tempo che chiede ogni giorno
Il conto è più alto che in un gatto a pelo corto e va fatto prima di prenderlo. Servono qualche minuto di pettinatura regolare, un controllo della zona posteriore, due sessioni di gioco brevi e la pulizia della lettiera due volte al giorno. Sono venti minuti scarsi distribuiti nella giornata, ma sono venti minuti tutti i giorni, non un pomeriggio ogni tanto: la regolarità è la vera fatica, non la difficoltà delle singole operazioni.
In cambio il Cymric restituisce parecchio, perché è un gatto che partecipa e che si lascia coinvolgere in quello che gli si propone. Vale la pena costruire la routine attorno a momenti fissi, per esempio una sessione con un set di bacchette con piume prima del pasto serale, così l’attività fisica e il contatto si incastrano nella giornata invece di dipendere dalla buona volontà del momento. I gatti che hanno appuntamenti fissi con le persone chiedono molto meno attenzione fuori orario.