Maobau

Educazione e intelligenza del Cheetoh

Cheetoh maculato in piedi sull'erba

Foto: Chris Rue · CC BY-SA 4.0 · via Wikimedia Commons

Impara in fretta, e questo taglia da due parti

TICA descrive il bengala come uno dei gatti più addestrabili e l’ocicat come un animale che impara a riportare gli oggetti e risponde a comandi vocali. Un incrocio fra i due dà quasi sempre un gatto che capisce presto come funzionano le cose. Il rovescio è che impara anche quello che non vuoi: che il pianto notturno porta cibo, che la maniglia a leva si abbassa, che l’anta della dispensa si apre spingendo. Nessuna di queste cose gli è stata insegnata di proposito.

Il principio che regge tutto è il rinforzo: il comportamento che porta a qualcosa di buono aumenta, quello che non porta a niente si spegne. Perché l’associazione si costruisca il rinforzo deve arrivare entro un secondo, altrimenti il gatto collega la ricompensa a un’altra azione. Le sessioni utili durano due o tre minuti e finiscono prima che il gatto si stanchi. Il quadro delle capacità cognitive su cui si lavora è raccolto in quanto è intelligente un gatto.

Le tre cose che conviene insegnare subito

La prima è farsi maneggiare. Bocca, orecchie, zampe e unghie vanno toccati da cucciolo con sessioni brevissime seguite subito da qualcosa di piacevole, allungando i tempi di pochi secondi alla volta: è quello che rende possibile una visita veterinaria senza sedazione. La seconda è entrare da solo nel trasportino. Un trasportino rigido con apertura superiore lasciato aperto in casa tutto l’anno, con dentro una coperta, smette in fretta di essere un oggetto minaccioso: il metodo passo per passo è in il gatto e il trasportino.

La terza è il richiamo. Associare un suono preciso, sempre lo stesso e diverso dal nome, all’arrivo di qualcosa di buono costruisce in poche settimane una risposta affidabile, utile in emergenza e per far rientrare il gatto da una stanza o da un terrazzo. Il bocconcino resta il rinforzo più maneggevole, ma va scalato dalla razione giornaliera; per alcuni soggetti funziona meglio il gioco breve o una manciata di foglie di erba gatta a fine sessione.

Cosa non funziona: punizione, spruzzi, voce alta

Spruzzare acqua, alzare la voce o afferrare il gatto per la collottola non insegnano niente e producono un effetto collaterale preciso: il gatto impara a evitare te, non il comportamento. Un animale che si nasconde quando entri in una stanza non ha capito la regola, ha solo classificato una persona come imprevedibile. Le linee guida AAFP e ISFM mettono fra i pilastri di un ambiente sano un’interazione umana positiva, coerente e prevedibile, e la punizione lavora esattamente contro quel principio.

L’alternativa è gestire l’ambiente e rendere conveniente l’alternativa. Se sale sul piano di lavoro, il piano va sgomberato e va offerto un punto alto più comodo accanto; se apre gli sportelli, si mettono i fermi. Si sposta il comportamento, non lo si spegne. Va ricordato anche che un gatto che comincia a nascondersi in modo nuovo e insistente non sta facendo il dispetto: il primo sospetto da escludere non è caratteriale ma sanitario, e vale una visita prima di qualunque interpretazione.

I problemi tipici di un gatto sveglio

Il furto di cibo è il classico. Un gatto che ha imparato una volta che sul tavolo si trova qualcosa ci torna per mesi, e la punizione a posteriori non ha nessun effetto perché arriva quando l’azione è finita. La soluzione è meccanica prima che educativa: niente cibo lasciato in vista, sportelli con fermo, sacchetti riposti. Le ragioni per cui il gatto ruba il cibo sono le stesse in tutte le razze, qui cambia solo la velocità con cui il gatto trova il varco.

L’altra questione è il gioco che diventa troppo intenso. Un morso dato per gioco da un adulto attivo fa male anche senza intenzione, e i bambini vanno protetti dall’entusiasmo prima che dall’aggressività. Le mani non devono mai fare da preda: si usano bacchette e giochi a distanza, e la sessione si chiude prima del picco di eccitazione. Le dinamiche del morso e i modi per interromperlo senza rompere il rapporto sono spiegati in perché il gatto morde.

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