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Carattere e convivenza in famiglia del Cheetoh

Cheetoh maculato in piedi sull'erba

Foto: Chris Rue · CC BY-SA 4.0 · via Wikimedia Commons

Il carattere arriva dai genitori, non dal nome

Non esiste un temperamento del Cheetoh descritto da uno standard, perché lo standard non c’è. Quello che si può dire con onestà è che cosa portano le due razze fondatrici. TICA descrive l’ocicat come un gatto sicuro di sé ed espansivo, che va incontro agli estranei, impara a riportare gli oggetti e risponde alla voce, e che sta male se resta solo a lungo. Il bengala viene descritto come curioso, vivace, molto intelligente e fra i più facili da addestrare, ma anche come un gatto che chiede attività.

Da due genitori così esce un gatto che partecipa a tutto quello che succede in casa. Segue le persone, apre le porte a leva, sale sui piani di lavoro, si mette in mezzo quando si apre una scatola. Non è un gatto da grembo per vocazione e non è un soprammobile: è un animale che vuole essere coinvolto nella giornata. Chi cerca un gatto tranquillo che dorma sedici ore e chieda poco farebbe meglio a guardare altrove, perché qui la componente attiva è dichiarata da entrambe le razze di partenza.

La variabilità individuale è più alta della media

C’è un aspetto che nelle razze consolidate pesa meno e qui invece conta molto. Una razza con uno standard e decenni di selezione produce soggetti abbastanza prevedibili; un incrocio recente fra due razze diverse produce cucciolate in cui i fratelli possono somigliarsi poco, per aspetto e per temperamento. Lo dicono i numeri della genetica prima ancora dell’esperienza: la combinazione dei caratteri dei due genitori non si stabilizza in poche generazioni, e nessuno ha ancora fatto il lavoro di selezione che servirebbe.

Sul piano pratico significa che le descrizioni entusiaste degli annunci vanno lette come pubblicità e non come previsione. Il modo serio di capire che gatto si sta portando a casa è vedere i genitori, passare del tempo con la cucciolata e chiedere all’allevatore che carattere hanno avuto i fratelli delle nidiate precedenti. Un cucciolo si valuta sui parenti, non sulla scheda di razza, e questo vale per il Cheetoh molto più che per un maine coon o per un certosino.

Con bambini, cani e altri gatti

Un gatto attivo e sicuro di sé si inserisce di solito bene in una casa piena di gente, a patto che l’inserimento sia gestito. Due gatti che si trovano davanti senza preparazione litigano indipendentemente dal pedigree, e la procedura di presentazione graduale, con separazione iniziale, scambio di odori e risorse doppie, resta quella descritta per presentare due gatti. Nelle prime settimane un diffusore di feromoni Feliway Classic abbassa la tensione di fondo, ma non sostituisce la gestione.

Con i bambini vale la regola di sempre, cioè vie di fuga sempre disponibili e nessun obbligo di farsi prendere in braccio: l’impostazione giusta è quella spiegata per il gatto e i bambini. La differenza rispetto a un gatto placido è che il gioco parte veloce e finisce forte, e un bambino che agita le mani diventa in fretta un bersaglio. Le mani non devono mai fare da preda, nemmeno per scherzo, perché l’abitudine presa a quattro mesi resta per anni.

La solitudine è il punto debole prevedibile

TICA segnala che l’ocicat non è felice se lasciato solo per lunghi periodi e che il bengala ha bisogno di interazione e stimoli. Sommate le due cose, una casa vuota dieci ore al giorno per cinque giorni alla settimana è un ambiente povero per questo gatto. I segnali si riconoscono: vocalizzazioni prolungate quando qualcuno esce, accoglienze eccessive al rientro, comportamenti ripetitivi, a volte eliminazioni fuori dalla cassetta. Il quadro completo, con le strategie che funzionano davvero, è quello raccolto in il gatto lasciato solo.

La risposta non è un secondo gatto preso d’istinto, che può peggiorare le cose se l’inserimento è fatto male, ma un lavoro sulla prevedibilità della giornata e sull’ambiente. Orari stabili, un rituale di uscita sempre uguale, due sessioni di gioco vero e materiale da usare da solo nelle ore vuote. Un tunnel pieghevole da 130 centimetri lasciato in corridoio e un set di bacchette con piume usato dieci minuti a sera valgono più di qualunque giocattolo automatico.

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