Accessori consigliati per il Cheetoh

Foto: Chris Rue · CC BY-SA 4.0 · via Wikimedia Commons
Tre filtri che accorciano la lista
Il primo filtro è la solidità. Un gatto atletico che salta e atterra scarica una forza notevole su piattaforme e ripiani, e una struttura che oscilla al primo atterraggio viene abbandonata e non viene più ripresa: servono base larga, materiali densi e fissaggi seri. Il secondo è la lavabilità, perché tutto quello che non si smonta e non va in lavatrice diventa impraticabile in poche settimane. Il terzo è la sicurezza, e riguarda soprattutto i giochi con fili, che non vanno mai lasciati a terra.
Il filtro che non serve è l’estetica selvatica. Cucce a forma di caverna, ciotole con la stampa maculata e tiragraffi mimetici non aggiungono niente al benessere del gatto e costano di più. Meglio spendere sulle poche cose che usa tutti i giorni, cioè un punto alto stabile, una superficie da graffiare che regga la trazione, una lettiera abbastanza grande e un trasportino serio, e comprare il resto solo dopo aver capito che cosa preferisce davvero.
Strutture verticali e superfici da graffiare
Se si potesse comprare una cosa sola sarebbe una struttura alta e stabile. Un albero per gatti da 143 centimetri offre punti di osservazione a più livelli, che è esattamente quello che un gatto attivo cerca in una stanza. Sul graffio serve un palo che permetta l’allungamento completo: un tiragraffi verticale in sisal da 80 centimetri va bene per la maggior parte dei soggetti, e il confronto fra le tipologie è nella guida ai migliori tiragraffi per gatti.
Conviene affiancare almeno una superficie orizzontale, perché molti gatti graffiano anche da sdraiati e perché il cartone ondulato costa poco e si sostituisce senza pensarci. Un modello che unisce il cartone orizzontale a una pista con pallina resta occupato anche quando in casa non c’è nessuno. La regola è distribuire i punti nei passaggi e vicino alle zone di riposo, non nasconderli tutti in un angolo della casa.
Lettiera, paletta e gestione dello sporco
La vaschetta va scelta lunga almeno una volta e mezza il gatto senza la coda, e in pratica significa quasi sempre uscire dagli scaffali dedicati e usare una cassetta sottoletto in plastica. Sul substrato la scelta è fra agglomerante classico e vegetale: una lettiera vegetale da 20 litri è più leggera da movimentare e più semplice da smaltire. Il confronto completo fra i materiali, con i pro e i contro reali di ciascuno, è nella guida alle migliori lettiere per gatti.
Sugli attrezzi la differenza la fanno due oggetti. Una paletta in alluminio a fori larghi setaccia volumi grandi senza piegarsi e dura anni, mentre un tappetino in silicone per lettiera trattiene il granulato che finisce in corridoio e si risciacqua sotto il rubinetto in dieci secondi. Una lettiera pulita due volte al giorno previene metà dei rifiuti, e con più gatti in casa la regola resta una vaschetta a testa più una, in stanze diverse.
Trasportino e punti di riposo
Il trasportino va scelto sulla visita più difficile, non sulla comodità di trasporto. Un trasportino rigido con omologazione IATA si apre dall’alto oltre che dal fronte e si separa a metà, così il gatto può restare dentro la parte inferiore durante la visita invece di essere estratto a forza. I modelli morbidi vanno bene per un cucciolo e per tragitti brevi: il confronto per taglia e per tipo è nella guida ai migliori trasportini per gatti.
Per il riposo servono più punti in stanze diverse, almeno uno a terra e uno in alto, tutti lavabili. Un’amaca da termosifone occupa lo spazio che nessun altro accessorio usa e in inverno diventa il posto preferito, mentre una cuccia morbida a terra resta l’opzione giusta per il gatto anziano che smette di saltare. Il numero conta più della qualità del singolo pezzo, perché un gatto ruota fra i posti nel corso della giornata e della stagione.