Gioco e stimoli consigliati per il Cheetoh

Foto: Chris Rue · CC BY-SA 4.0 · via Wikimedia Commons
Il gioco è caccia, e la caccia ha una sequenza
Le linee guida AAFP e ISFM elencano fra i pilastri di un ambiente sano l’opportunità di giocare e di esprimere il comportamento predatorio. Non è un dettaglio: la sequenza di caccia ha una struttura precisa, individuazione, appostamento, inseguimento, cattura, e un gioco che si ferma a metà lascia il gatto più eccitato di prima. Ogni sessione deve finire con una cattura, seguita possibilmente da un piccolo pasto, perché è quello che chiude il ciclo e porta al riposo.
Questo spiega perché i giochi automatici da soli non bastano. Un oggetto che si muove in modo casuale attira l’attenzione ma non permette la cattura, e dopo qualche minuto viene ignorato. Servono sessioni guidate da una persona, in cui il movimento imita una preda che si nasconde e riappare, con pause di appostamento e traiettorie che si allontanano dal gatto. Con un animale attivo come questo dieci minuti due volte al giorno sono il minimo, non l’obiettivo.
Bacchette, sicurezza e il problema del laser
La bacchetta con le piume resta lo strumento più efficace perché mette distanza fra la mano e i denti e permette di controllare il ritmo. Un set di bacchette e giochi con piume copre bene la varietà necessaria, dato che le preferenze di forma e di movimento sono individuali. La regola d’oro è muovere l’oggetto lontano dal gatto e mai verso di lui, alternando scatti e fermate: un movimento continuo stanca senza soddisfare e finisce per spegnere l’interesse.
Due avvertenze contano più di qualunque consiglio. Le bacchette con fili e piume vanno riposte dopo l’uso, perché fili e nastri ingeriti sono fra le emergenze chirurgiche più frequenti nel gatto. E il puntatore laser va usato con cautela o evitato del tutto: non permette nessuna cattura reale e in molti soggetti genera frustrazione. In una razza con una predisposizione documentata alle atrofie retiniche c’è una ragione in più per lasciarlo nel cassetto e lavorare con oggetti fisici.
Tunnel, scatole e giochi di manipolazione
Fra un gioco guidato e l’altro serve materiale che il gatto possa usare da solo. I tunnel funzionano perché combinano nascondiglio e agguato, e un tunnel pieghevole da 130 centimetri è abbastanza lungo da permettere un vero inseguimento invece di un semplice attraversamento. Le scatole di cartone fanno lo stesso lavoro a costo zero e vanno cambiate quando si sfondano: le ragioni per cui il gatto ama le scatole sono le stesse in tutte le razze.
I giochi di manipolazione, cioè quelli che rilasciano cibo quando vengono spinti o ruotati, spostano una parte della razione dalla ciotola all’attività e sono particolarmente utili nei soggetti che tendono al sovrappeso. Anche una palla interattiva a movimento automatico ha senso in questa logica, purché resti un complemento della sessione con la persona e non il suo sostituto. L’attività distribuita vale più di un picco serale, e su un gatto sveglio la differenza si vede in pochi giorni.
Il segnale che il piano non funziona è chiaro: un gatto che smette di giocare del tutto. Non è mai una fase e non è un tratto caratteriale che compare a cinque anni; prima di rassegnarsi conviene escludere dolore, sovrappeso, problemi articolari e cali della vista, che in questa razza vanno sempre nella lista. La casistica completa, comprese le cause comportamentali e quelle legate a un ambiente povero, è raccolta in perché il gatto non gioca.
Le corse notturne e come ridurle
La corsa improvvisa nel cuore della notte è normale e ha a che fare con i ritmi crepuscolari del gatto, ma con un animale molto attivo diventa in fretta un problema di sonno per tutta la casa. Le cause e le contromisure sono descritte in perché il gatto corre di notte, e la più efficace è anche la più semplice: spostare la sessione di gioco più intensa alla sera tardi e farla seguire subito dal pasto principale, chiudendo il ciclo nel momento in cui serve.
L’altro fronte è la coerenza. Un gatto che sa quando arriva il gioco e quando arriva il cibo smette di sollecitare a caso, mentre rispondere alle richieste notturne le rinforza in modo molto efficiente. Alzarsi una volta su dieci è peggio che alzarsi sempre, perché il rinforzo intermittente è il più difficile da estinguere. Se invece il risveglio è mattutino e sempre alla stessa ora, il problema riguarda l’orario della prima razione più che il comportamento.