Alimentazione e fabbisogni nutrizionali del Toyger

Foto: Gaynorjl · CC BY-SA 3.0 · via Wikimedia Commons
Carnivoro obbligato, senza scorciatoie
Il fabbisogno di un Toyger è quello di qualunque gatto: proteine animali di buona qualità, taurina, acido arachidonico e vitamina A preformata, nutrienti che il gatto non ricava dai vegetali e che deve trovare nella razione. Un alimento completo formulato per gatti li contiene per definizione, ed è il motivo per cui la scelta si gioca sulla qualità delle materie prime e sulla digeribilità, non sulla presenza di ingredienti scenografici in etichetta. Nessuna razza ha bisogni nutrizionali esclusivi, e il Toyger non fa eccezione.
Le uniche variabili che contano davvero sono l’età, la sterilizzazione e il livello di attività. Un cucciolo in crescita ha bisogno di un alimento per gattini fino a circa un anno, un adulto sterilizzato consuma sensibilmente meno di uno intero, un anziano richiede controlli renali prima di qualunque cambio di dieta. La logica di calcolo delle porzioni, con i criteri per correggerle nel tempo, è quella spiegata in quanto deve mangiare un gatto.
Il peso: il rischio più concreto in una razza casalinga
Un gatto socievole, tranquillo e che vive in appartamento è un candidato naturale al sovrappeso, e il Toyger rientra in pieno nella categoria. Il problema non è estetico: il grasso in eccesso è associato a diabete, artrosi, problemi urinari e a una minore aspettativa di vita, e nel gatto si accumula lentamente, senza che nessuno se ne accorga finché non si fanno le fotografie a confronto. La bilancia mensile è più affidabile della percezione quotidiana di chi vive con l’animale.
Il metodo di controllo è la condizione corporea, non la tabella sul sacchetto: costole palpabili senza premere, vita visibile guardando il gatto dall’alto, addome che non pende di lato. Mezzo chilo in più pesa moltissimo su un animale da cinque, ed è l’equivalente di parecchi chili in una persona. Se il peso è già salito, il calo va fatto lentamente e sotto controllo veterinario, perché nel gatto i digiuni bruschi sono pericolosi: il quadro è riassunto in il gatto grasso.
Acqua, umido e apparato urinario
Il gatto beve poco per costituzione e ricava molta acqua dal cibo. Con una dieta esclusivamente secca l’apporto idrico dipende interamente da quanto beve spontaneamente, e in un maschio sedentario questo alza il rischio di problemi urinari. Aumentare le occasioni funziona meglio di qualunque insistenza: ciotole larghe e basse in stanze diverse, acqua cambiata ogni giorno, distanza netta dalla lettiera e dalla ciotola del cibo, e una quota di umido nella razione quotidiana.
Molti gatti bevono di più se l’acqua si muove, ed è qui che una fontanella ha senso. Il criterio di scelta è la manutenzione: smontaggio facile, filtri reperibili, pompa silenziosa. Una fontanella in acciaio inox da 2,6 litri si lava meglio della plastica, mentre un modello compatto come la fontanella silenziosa da 2,2 litri basta per un gatto solo. La scelta fra secco e umido, con i pro e i contro reali, è discussa in crocchette o umido per il gatto.
Quante volte al giorno, e come far lavorare il gatto
Due o tre pasti al giorno vanno bene per un adulto, ma la distribuzione conta quanto il numero. Una ciotola piena svuotata in trenta secondi lascia scoperta tutta la parte di ricerca, che nel gatto occuperebbe ore. Dividere la razione in più punti della casa, nasconderla dentro contenitori da rovesciare, usare palline dispensatrici e scatole di cartone bucate trasforma il pasto in un’attività. È la forma più economica di arricchimento e funziona in qualunque appartamento.
Il passaggio va introdotto per gradi, partendo da contenitori facili e alzando la difficoltà solo quando il gatto ha capito il meccanismo, altrimenti si arrende e aspetta la ciotola. Vale la pena ricordare che i premi usati per l’addestramento fanno parte della razione giornaliera e vanno scalati, perché in una razza collaborativa come questa se ne usano parecchi. Il resto dell’organizzazione della casa segue le indicazioni generali sull’arricchimento ambientale, che valgono per qualunque gatto.