Ragdoll: la vita in appartamento

Foto: Simone Johnsson · CC BY-SA 2.0 · via Wikimedia Commons
Perché è un gatto da interni
Il Ragdoll è la razza per cui la raccomandazione di tenere il gatto in casa vale nel modo più stringente. Le associazioni veterinarie feline suggeriscono di consentire l’accesso all’esterno solo in forma controllata, con un recinto, una veranda chiusa, una recinzione a prova di gatto oppure passeggiate con pettorina, e di tenere l’animale al riparo durante la notte. Un gatto che non fugge e non si difende è in svantaggio davanti a tutto quello che si incontra in strada, dalle automobili ai cani liberi alle persone che lo raccolgono perché è bello e mansueto.
Dentro casa, invece, si trova bene davvero: non chiede metri quadrati, chiede una casa organizzata, e i criteri sono gli stessi che valgono per qualsiasi gatto in appartamento. La differenza è che con un soggetto poco richiedente gli errori non fanno rumore. Una casa povera di stimoli non produce miagolii notturni ma un gatto che dorme sedici ore, prende peso e smette di giocare: è un fallimento silenzioso, e per questo viene corretto tardi.
Cinque pilastri applicati a una casa vera
Le linee guida AAFP e ISFM sui bisogni ambientali del gatto riassumono tutto in cinque pilastri: un posto sicuro in cui ritirarsi, risorse chiave multiple e separate, la possibilità di esprimere il comportamento predatorio, un’interazione umana positiva e prevedibile, e il rispetto dell’olfatto, che per il gatto è il senso con cui il territorio viene riconosciuto. Tradotto in planimetria significa distribuire, non concentrare: ogni risorsa in un punto suo, lontano dalle altre e da zone di passaggio rumorose.
I numeri minimi sono due zone di riposo, due punti di alimentazione e una lettiera per gatto più una, in stanze diverse. Il pilastro dell’olfatto è quello che si dimentica sempre: lavare ogni giorno con detergenti aggressivi gli spigoli che il gatto ha strusciato equivale a cancellargli i riferimenti, e lo stesso vale per le lettiere profumate. Chi vuole un elenco operativo di interventi lo trova nella scheda sull’arricchimento ambientale, che in questa razza va applicata con più insistenza del solito.
Verticalità per un gatto pesante
Salire e osservare dall’alto aumenta lo spazio utile e la sensazione di controllo, ma per un Ragdoll adulto il problema non è la voglia, è la portata. Le strutture vanno scelte per reggere sei o sette chili senza flettersi, e i passaggi vanno resi raggiungibili in due o tre balzi brevi invece che con un salto solo: un gatto grande e pesante atterra male, e con gli anni evita i percorsi che gli costano. Alcune mensole da parete risolvono bene le case in cui il pavimento è già occupato.
Se lo spazio a terra c’è, un albero alto e stabile concentra in un punto cuccia, piattaforme e superfici da grattare: il modello da 143 centimetri regge senza oscillare il salto di un adulto, che è poi la condizione perché venga usato. Vale sempre la regola opposta all’istinto d’acquisto: meglio poche postazioni davvero solide che molte traballanti. Chi si lamenta perché il gatto sale sui mobili di solito non gli ha offerto niente di meglio.
Balconi, finestre e cadute
Il balcone è il punto in cui la docilità diventa un rischio. Un gatto poco reattivo non si aggrappa e non corregge la posizione con la rapidità di un soggetto atletico, e le cadute dai piani alti nel gatto sono un capitolo traumatologico ben documentato, con lesioni al torace, al muso e agli arti. Le zanzariere non trattengono un gatto da sei chili: serve una rete a maglie strette, fissata su tutto il perimetro, oppure una veranda chiusa.
Con quella protezione il balcone diventa la soluzione migliore in città: aria, odori, sole, uccelli da guardare e nessun rischio. La pettorina è un’alternativa che va introdotta con calma, prima in casa e associata al cibo, e non è adatta a tutti i soggetti. In ogni caso l’esterno non sostituisce il lavoro dentro: mezz’ora al sole non compensa una casa senza punti alti, senza superfici da grattare e senza sessioni di gioco fissate a un orario.