Gattini e riproduzione del Ragdoll

Foto: Simone Johnsson · CC BY-SA 2.0 · via Wikimedia Commons
Cuccioli bianchi e colore che arriva tardi
I gattini di Ragdoll nascono bianchi e restano tali per giorni. Il colourpoint dipende da una versione dell’enzima tirosinasi che lavora solo alle temperature più basse, quindi produce pigmento sulle estremità fredde, muso, orecchie, zampe e coda, e quasi nulla sul tronco; nell’utero, dove la temperatura è alta e uniforme, la pigmentazione non parte affatto. Le prime ombre compaiono entro una o due settimane, ma il disegno resta indefinito ancora a lungo.
In questa razza l’attesa è più lunga che in altre: il colore definitivo si stabilizza fra i due e i tre anni e la taglia adulta arriva anche più tardi. Scegliere un cucciolo di otto settimane per il contrasto del mantello o per la precisione dei guantini è quindi un azzardo, perché quello che si vede non è ancora quello che sarà. Il criterio che regge nel tempo è un altro, cioè come sono i genitori, come vivono e come reagiscono a una persona che entra in casa.
Il test HCM nei riproduttori
La mutazione R820W del gene MYBPC3 associata alla cardiomiopatia ipertrofica del Ragdoll si cerca con un test genetico su tampone boccale o sangue, offerto fra gli altri dal laboratorio di genetica veterinaria della University of California a Davis. I risultati sono tre: N/N, gatto privo della mutazione; N/HCM, portatore di una copia; HCM/HCM, due copie e rischio elevato di malattia grave in età giovane. La trasmissione è autosomica dominante a penetranza incompleta, quindi il genotipo non decide da solo il destino del gatto.
Per chi alleva la conseguenza è semplice: due portatori non vanno accoppiati fra loro, perché un quarto dei figli sarebbe omozigote. Per chi compra è altrettanto semplice: si chiede il referto, con il nome e il microchip del gatto, non una rassicurazione a voce. Il test cerca una sola variante e non esclude la malattia, quindi va affiancato dall’ecocardiografia periodica dei riproduttori: un allevatore che conosce la razza lo sa e non si offende se glielo si domanda.
Le settimane che contano, e la FIP
La finestra di socializzazione del gatto è precoce e si chiude presto: i cuccioli che in quelle settimane non incontrano persone diverse, rumori domestici, superfici e brevi manipolazioni restano più diffidenti per tutta la vita. Un allevamento serio tiene i gattini in casa, li abitua all’aspirapolvere, alle mani, alla spazzola e a una lettiera a grana fine, e non li cede prima delle dodici settimane e del ciclo vaccinale completo. I riferimenti sulle prime settimane sono nella scheda sulla socializzazione del gattino.
C’è un secondo motivo per guardare come vivono i cuccioli. Il Cornell Feline Health Center ricorda che circa il settanta per cento dei casi di peritonite infettiva felina riguarda gatti sotto un anno e mezzo e che il rischio cresce negli ambienti ad alta densità, come i gruppi numerosi e i rifugi. Non è una malattia di razza, è una malattia di condizioni: densità, igiene, gestione delle lettiere e stress. Una cuccia nido lavabile e lettiere pulite più volte al giorno contano più di qualsiasi integratore, e i vaccini del gatto vanno fatti nei tempi.
Sterilizzazione e conseguenze pratiche
La sterilizzazione elimina i calori e la marcatura urinaria dei maschi interi, riduce alcune patologie dell’apparato riproduttivo e toglie dalla casa una fonte di stress ricorrente. Tempi, tecniche e recupero sono descritti nella scheda sulla sterilizzazione del gatto, e valgono per il Ragdoll come per qualunque altro gatto; l’unica particolarità è che in un soggetto grande il post-operatorio va gestito con un collare o una tutina della misura giusta, e il pelo semilungo attorno alla ferita va tenuto pulito e controllato ogni giorno fino alla rimozione dei punti.
La conseguenza metabolica, invece, è la stessa per tutti ed è documentata dalle linee guida sulle fasi di vita: dopo l’intervento il fabbisogno energetico scende e il rischio di obesità sale, soprattutto nei maschi. Un gatto sterilizzato ingrassa solo se continua a ricevere le quantità di prima, quindi la razione va ricalcolata nelle settimane successive invece che al controllo annuale, e il peso va segnato una volta al mese durante il primo anno.