Educazione e intelligenza del Ragdoll

Foto: Simone Johnsson · CC BY-SA 2.0 · via Wikimedia Commons
Un gatto che impara, se il premio vale
I gatti apprendono per associazione e per conseguenze come gli altri mammiferi, e imparano in fretta quando la ricompensa vale la fatica. Il Ragdoll parte con un vantaggio, la tolleranza alla manipolazione, e con uno svantaggio, la bassa motivazione a muoversi: le sessioni vanno tenute cortissime, due o tre minuti, con un premio di alto valore e un segnale sempre uguale, che sia un clicker o una parola breve. Chi vuole capire come ragiona un gatto può partire da quanto è intelligente un gatto.
Le cose da insegnare sono quelle che serviranno: entrare nel trasportino da solo, salire su uno sgabello o su una bilancia a comando, avvicinarsi quando lo si chiama, farsi toccare le zampe. Ogni gesto insegnato prima è un gesto che non si dovrà imporre dopo, e in una razza che richiede controlli cardiologici periodici la differenza si vede in ambulatorio. Se il cibo non basta a motivarlo, funziona il gioco: due minuti di bacchetta valgono più di un bocconcino ignorato.
Il trasportino di un gatto grande
Le misure contano più del marchio: il trasportino deve essere lungo almeno una volta e mezza il gatto dal naso alla base della coda e alto abbastanza da permettergli di stare seduto senza abbassare la testa. Molti modelli venduti come taglia unica sono pensati per gatti da quattro chili e a un Ragdoll adulto stanno stretti. Un trasportino rigido omologato IATA si apre anche dall’alto, e questo consente di sollevare il gatto invece di estrarlo tirandolo per le spalle.
L’abitudine si costruisce tenendolo aperto in casa tutto l’anno, con una coperta dentro, usato come cuccia e non come anticamera della visita, con del cibo lasciato dentro senza chiedere nulla in cambio. Solo dopo settimane si chiude la porta per pochi secondi e si prova a sollevarlo. Nei soggetti che hanno già associato il trasportino a esperienze negative il percorso è più lungo, ed è descritto nella scheda su il gatto e il trasportino; un diffusore di feromoni nella stanza aiuta a partire da un livello di tensione più basso.
Farsi toccare: pettine, unghie, orecchie
Un gatto semilungo che vive quindici anni verrà pettinato più di mille volte: vale la pena insegnargli ad accettarlo invece di combattere ogni volta. Il metodo è lo stesso dell’addestramento: sessioni brevissime, una zona alla volta, premio subito dopo, stop prima che il gatto se ne vada. Si aggiungono le manipolazioni che serviranno in ambulatorio, cioè guardare dentro le orecchie, sollevare un labbro, tenere una zampa per dieci secondi, appoggiare la mano sul torace.
C’è una differenza importante fra un gatto che accetta e un gatto che subisce, e nel Ragdoll è facile confonderle. Un animale immobile non sta collaborando, sta solo non reagendo, e continuare a lavorare su un gatto che si è irrigidito insegna esattamente il contrario di quello che si voleva. I segnali da rispettare sono la coda che si muove a scatti, le orecchie che ruotano indietro, la pelle del dorso che freme: quando compaiono, la sessione è finita.
Perché la punizione non insegna
Spruzzare acqua, alzare la voce o afferrare il gatto per la collottola non riducono il comportamento, riducono la fiducia. Nel gatto la punizione produce due effetti prevedibili: l’animale impara a evitare la persona e non l’azione, e il livello di tensione di fondo sale, alimentando proprio i comportamenti che si volevano togliere. In un soggetto che tende a subire, poi, il risultato è ancora meno visibile e ancora più duraturo, perché non c’è la reazione che segnala l’errore.
L’alternativa è la gestione ambientale: rendere impossibile il comportamento sbagliato e conveniente quello giusto. Se il gatto sale sul tavolo, il tavolo resta sgombro e accanto compare una mensola più comoda; se graffia il bracciolo, la superficie da grattare arriva davanti al divano e non in corridoio. Quando un gatto morde durante il gioco, la risposta corretta è interrompere e riprendere con un oggetto interposto, come spiega la scheda su perché il gatto morde.