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Carattere e convivenza in famiglia del Ragdoll

Ragdoll bicolore con occhi azzurri in piedi su un tavolo

Foto: Simone Johnsson · CC BY-SA 2.0 · via Wikimedia Commons

Un gatto tranquillo, non un gatto senza bisogni

Il Ragdoll ha la fama di gatto che si adatta a tutto, e in buona parte è una fama meritata: tollera la manipolazione, reagisce poco ai rumori, segue le persone da una stanza all’altra senza pretendere il centro della scena. Il rovescio è che un gatto che non protesta viene notato di meno: chi vive con un soggetto tranquillo tende a rimandare la visita, a lasciare la ciotola sempre piena, a non accorgersi che il gioco è sparito dalla giornata. La docilità non riduce i bisogni, riduce solo la loro visibilità.

Nella pratica questo significa che con un Ragdoll bisogna essere più attivi, non meno. Le sessioni di gioco vanno messe in calendario invece di aspettare che sia lui a chiederle, il peso va controllato perché un gatto poco richiedente ingrassa in silenzio, e i cambiamenti in casa vanno gestiti anche quando sembra che non lo tocchino. Un diffusore di feromoni come Feliway Classic aiuta nelle fasi di transizione, un trasloco o l’arrivo di un altro animale, ma resta un supporto e non sostituisce una giornata organizzata.

Che cosa dicono i dati sul comportamento

Lo studio finlandese di Salonen e colleghi, pubblicato su Scientific Reports nel 2019 su 5.726 gatti di quaranta razze, resta il lavoro più ampio sulle differenze comportamentali fra razze feline. Il Ragdoll vi compare fra le razze meno attive, e il raggruppamento in cui rientra insieme a persiani ed exotic mostra la probabilità più bassa di aggressività verso le persone. Per tratti come la timidezza e l’aggressività gli autori stimano ereditabilità moderate, fra 0,40 e 0,53: una parte consistente della variabilità, ma nemmeno lontanamente la totalità.

Sono questionari compilati dai proprietari, non misure di laboratorio, e vanno letti come una fotografia di come queste razze vengono percepite in casa. Restituiscono però un profilo coerente: un gatto poco reattivo, che si sottrae raramente e che accetta il contatto fisico più della media. È il motivo per cui il Ragdoll finisce spesso in famiglie con bambini, ed è anche il motivo per cui va protetto dall’eccesso di manipolazione. Il modo più sano di stare insieme a lui è il gioco a distanza, con una bacchetta con le piume, non il gatto tenuto in braccio come un peluche.

Con i bambini, i cani e gli altri gatti

Con i bambini il Ragdoll funziona bene a una condizione: che qualcuno stabilisca dove finisce il gioco. Un gatto che si lascia prendere in braccio e portare in giro non sta dando il consenso, sta semplicemente non reagendo, e le regole della convivenza fra gatti e bambini valgono qui più che con un gatto che si difende da solo. Ai più piccoli va insegnato a giocare con un oggetto interposto, a non sollevarlo da terra e a lasciarlo andare nel momento in cui si allontana.

Con i cani la convivenza è di solito facile, perché questo gatto non provoca e non scappa, ma proprio questo lo espone: un cane che insegue per gioco può fargli male prima che lui pensi a mettersi in salvo, e le presentazioni vanno fatte con gradualità e con vie di fuga verso l’alto. Le stesse cautele valgono con un secondo gatto, e i passaggi utili sono descritti nella scheda su il gatto e il cane in casa. Serve comunque una zona sopraelevata riservata, dove nessun altro animale possa arrivare.

Quando la calma nasconde qualcosa

Le linee guida ISFM del 2022 sul dolore acuto nel gatto insistono su un punto che riguarda direttamente questa razza: un gatto immobile e silenzioso può essere un gatto che soffre. I segni felini di dolore sono sottili, dalla postura raccolta alle orecchie ruotate verso l’esterno, dagli occhi socchiusi al muso teso, fino alla riduzione del gioco e della toelettatura. In un soggetto che di base si muove poco passano inosservati con molta più facilità che in un gatto vivace, e il ritardo diagnostico è la conseguenza diretta.

Per questo con un Ragdoll conviene tenere un riferimento di normalità: quanto mangia, quanto si sposta, dove dorme, quanto tempo passa a lavarsi. Un cambiamento di abitudini in un gatto tranquillo pesa quanto un miagolio insistente in un siamese, e va trattato come un dato clinico. Nemmeno le fusa sono una prova di benessere, perché compaiono anche in situazioni di sofferenza, come racconta la scheda su le fusa quando il gatto sta male. Nel dubbio, una visita costa sempre meno di un ritardo.

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