Maobau

Curiosità e aneddoti sul Devon Rex

Devon Rex dal pelo ondulato e le orecchie larghe, seduto

Foto: Pathfinder Linden · CC BY 2.0 · via Wikimedia Commons

Il gatto che sembra un elfo, e perché

L’aria da folletto non è un’impressione soggettiva ma il risultato di caratteri precisi scritti nello standard. La CFA descrive una testa a cuneo modificato che di fronte mostra tre curve convesse, zigomi molto pronunciati, occhi grandi e ovali inclinati verso l’attaccatura delle orecchie, muso corto con cuscinetti dei baffi evidenti. Le orecchie sono sorprendentemente grandi e attaccate molto in basso, con la base larga che si estende oltre la linea del cuneo: è il carattere che colpisce per primo.

Un dettaglio che quasi nessuno nota è quello dei baffi. Nel Devon Rex le vibrisse sono corte, ondulate e fragili, e spesso si spezzano, tanto che molti soggetti sembrano averne pochissime. Non è un problema di salute in un gatto che vive in casa, ma è un buon promemoria del fatto che il carattere del mantello coinvolge tutti i tipi di pelo, comprese le strutture che il gatto usa per orientarsi negli spazi stretti.

Non è ipoallergenico: il Fel d 1 sta nella saliva

È la convinzione più diffusa e la più sbagliata. L’allergene principale del gatto è una proteina chiamata Fel d 1, prodotta soprattutto dalle ghiandole salivari e dalle ghiandole sebacee della pelle: sul pelo ci arriva dopo, durante la pulizia, perché il gatto si lecca. Un mantello rado significa meno pelo disperso nell’aria, non meno allergene prodotto. Il Devon Rex non è ipoallergenico, e la stessa CFA lo scrive nella scheda ufficiale della razza.

Anzi, in questa razza il sebo resta più in superficie perché non c’è un mantello che lo assorba, e finisce sui tessuti con cui il gatto sta a contatto: coperte, federe, divani. Qualche persona allergica tollera meglio un gatto che perde poco pelo, ma è una differenza di quantità e di gestione, non di natura, e non esistono razze feline prive di allergeni. Chi ha una diagnosi di allergia dovrebbe parlarne con un allergologo prima di prendere il gatto, non dopo.

Le misure che funzionano sono le stesse per qualunque gatto: tenerlo fuori dalla camera da letto, preferire pavimenti lavabili ai tappeti, aspirare con filtri adeguati, lavare spesso coperte e cucce, per esempio una cuccia nido morbida e lavabile, e lavarsi le mani dopo il contatto prolungato. Sono accorgimenti che riducono l’esposizione, non l’allergia, e non vanno confusi con le reazioni che è il gatto ad avere, cioè le forme descritte in le allergie del gatto, che sono un capitolo del tutto diverso e riguardano la sua pelle, non la nostra.

Parente dello Sphynx più di quanto sembri

La somiglianza fra Devon Rex e Sphynx non è un caso estetico. Le due razze condividono lo stesso gene del mantello, KRT71, con due alleli diversi disposti in una serie in cui il pelo normale domina sul glabro e il glabro domina sul riccio, come ha chiarito lo studio del 2010 su Mammalian Genome. Non solo: il Devon Rex fu usato negli anni Settanta per allargare la base genetica dello Sphynx, che era partita da pochissimi soggetti fondatori.

La parentela si è portata dietro anche la parte scomoda. La sindrome miastenica congenita legata al gene COLQ è descritta in entrambe le razze e viene testata con lo stesso esame, e anche la tendenza della cute a produrre sebo in eccesso, con le popolazioni di Malassezia più alte della media, è stata misurata insieme nelle due razze. Si eredita il mantello e si eredita il resto: è una regola che vale per quasi tutte le razze costruite su una mutazione.

Il pelo che va e viene

Una particolarità che sorprende i nuovi proprietari è che il mantello di un Devon Rex non è stabile. Molti gattini attraversano una fase in cui il pelo si dirada visibilmente per poi tornare, e negli adulti la densità cambia con la stagione, con la gravidanza e con lo stato ormonale. Lo standard CFA considera le zone glabre un difetto grave nell’adulto, ma questo riguarda l’esposizione: in casa non cambia nulla, purché la pelle sia sana e senza lesioni.

Il criterio pratico per distinguere una fase normale da un problema è la velocità e il contorno. Un diradamento graduale e simmetrico, senza croste, senza prurito e senza cambiamenti nel comportamento, di solito è fisiologico; una chiazza comparsa in pochi giorni, con pelle arrossata o squame, oppure accompagnata dal leccamento insistente descritto in perché il gatto si lecca troppo, va vista dal veterinario. Nel dubbio, una cuccia morbida e lavabile chiara aiuta ad accorgersi di quanto pelo il gatto stia effettivamente perdendo.

Select the fields to be shown. Others will be hidden. Drag and drop to rearrange the order.
  • Image
  • SKU
  • Rating
  • Price
  • Stock
  • Availability
  • Add to cart
  • Description
  • Content
  • Weight
  • Dimensions
  • Additional information
Click outside to hide the comparison bar
Compare