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Gattini e riproduzione del Cornish Rex

Cornish Rex tortie dal pelo riccio accucciato su un cuscino

Foto: AustinBoath · CC BY-SA 4.0 · via Wikimedia Commons

I documenti che un allevamento deve mostrarti

La differenza fra un allevamento e un rivenditore si misura in referti, non in fotografie. Vanno chiesti il pedigree di un’associazione riconosciuta, il libretto sanitario con vaccinazioni e sverminazioni e la documentazione sanitaria dei due riproduttori. Un allevamento serio testa e mostra i referti senza che tu debba insistere, e un referto è un documento di laboratorio o di clinica con il nome del gatto, il numero di microchip e il risultato scritto per esteso, non una rassicurazione data al telefono.

Per questa razza le voci sono tre. L’ecocardiografia dei riproduttori fatta da un cardiologo e ripetuta negli anni, perché per il Cornish Rex non esiste un test genetico validato per la cardiomiopatia ipertrofica. La valutazione ortopedica delle ginocchia, dato che la lussazione della rotula è segnalata nella razza. E il gruppo sanguigno dei due genitori, che è l’esame di cui non parla quasi nessuno e che invece decide la sorte di una cucciolata.

Il gruppo sanguigno e l’isoeritrolisi neonatale

International Cat Care spiega il meccanismo in modo lineare: una gatta di gruppo B possiede naturalmente anticorpi contro il gruppo A, e quegli anticorpi passano nel colostro. Se i gattini sono di gruppo A, nelle prime ore di vita i loro globuli rossi vengono distrutti. Il quadro è rapido e drammatico: cuccioli che smettono di poppare, si indeboliscono, emettono urine scure, a volte perdono la punta della coda o delle orecchie, e alcuni muoiono senza segni premonitori.

La prevenzione è semplice e non richiede tecnologia. Si tipizzano i riproduttori, si evita l’accoppiamento fra una femmina B e un maschio A, oppure si separano i gattini dalla madre nelle prime ventiquattro ore facendoli allattare altrove. È un esame che si fa una volta sola nella vita del gatto e che serve anche in caso di trasfusione, ed è il motivo per cui i registri britannici raccomandano di tipizzare prima della riproduzione. La domanda giusta è una sola: di che gruppo sono i genitori.

Il genotipo del pelo e gli incroci

Il carattere rex di questa razza dipende da una delezione di quattro basi nel gene LPAR6 e si trasmette come recessivo: il laboratorio di genetica veterinaria della UC Davis distingue tre genotipi, il soggetto normale e non portatore, il portatore a pelo liscio e il gatto riccio con due copie. Nella razza la variante è fissata, quindi due Cornish Rex danno solo cuccioli ricci, mentre da un incrocio con un gatto a pelo normale nasce una generazione intera di portatori lisci.

Questo spiega anche una cosa che sorprende chi conosce solo il nome. Cornish Rex e Devon Rex non producono cuccioli ricci se accoppiati fra loro, perché le due mutazioni stanno su geni diversi: i figli hanno pelo normale e portano una copia di ciascuna variante. Il riccio non si somma fra razze, e chi promette gattini rex da un accoppiamento misto sta vendendo un’idea sbagliata di genetica, non un gatto raro.

Parto, nido e primi giorni a casa

La gestazione dura circa nove settimane e nella maggior parte dei casi il parto non richiede assistenza, ma il veterinario va allertato prima della data prevista e non durante. Nelle prime settimane il lavoro lo fa la madre, e l’intervento umano serve a garantire un nido caldo, riparato e silenzioso e a pesare i gattini ogni giorno alla stessa ora. In una razza che disperde calore la temperatura del nido conta più della media, e una cuccia nido morbida e lavabile in un angolo tranquillo basta.

La finestra sensibile per la socializzazione si chiude presto, molto prima che nel cane, e un gattino cresciuto senza incontrare persone, rumori domestici e altri animali resta timoroso da adulto: i passaggi utili sono elencati in la socializzazione del gattino. Nei primi giorni a casa conviene limitare lo spazio a una stanza calda con tutte le risorse, tenendo la lettiera lontana dalla ciotola e usando lo stesso substrato dell’allevamento, come spiegato in la prima lettiera del gattino.

Sul trasferimento vale un’avvertenza pratica. Il viaggio di arrivo si fa con un trasportino morbido e imbottito, con dentro un tessuto che profumi di allevamento e senza aria condizionata puntata addosso, perché un cucciolo di questa razza si raffredda in fretta anche in una giornata mite. I tempi del passaggio al cibo solido, invece, sono quelli descritti in lo svezzamento del gattino: un gattino ceduto troppo presto paga il conto sul carattere.

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