Gioco e stimoli consigliati per il Cornish Rex

Foto: AustinBoath · CC BY-SA 4.0 · via Wikimedia Commons
Un gattino che non smette di esserlo
La caratteristica che colpisce di più chi arriva a questa razza da un gatto comune è la durata dell’entusiasmo: il Cornish Rex resta giocherellone da adulto e spesso anche da anziano, con corse, agguati e salti che altrove si esauriscono entro i tre anni. Le linee guida AAFP e ISFM mettono fra i pilastri di un ambiente sano l’opportunità di esprimere il comportamento predatorio, e qui non è un consiglio generico: senza gioco l’energia si scarica sulle persone, sotto forma di richieste continue.
Il gioco è caccia, e la caccia ha una sequenza precisa: individuazione, appostamento, inseguimento, cattura. Una sessione interrotta a metà lascia il gatto più eccitato di prima, ed è il motivo per cui ogni sessione va chiusa con una cattura riuscita, seguita possibilmente da un piccolo pasto. Spostare la sessione più intensa alla sera tardi è anche la contromisura migliore alle corse notturne, il cui meccanismo è spiegato in perché il gatto corre di notte.
Bacchette, ritmo e due regole di sicurezza
La bacchetta resta lo strumento migliore perché tiene la mano lontana dai denti e permette di controllare il ritmo. Un set di bacchette e giochi con piume copre le preferenze individuali, che variano molto da gatto a gatto. L’oggetto va mosso lontano dal gatto e mai verso di lui, con pause di appostamento fra un movimento e l’altro: un movimento continuo stanca senza soddisfare e produce quel misto di eccitazione e frustrazione che poi si scarica sulle caviglie.
Le due regole di sicurezza contano più di qualunque consiglio tecnico. Fili, nastri e piume vanno riposti dopo l’uso, perché l’ingestione di materiale filiforme è una delle emergenze chirurgiche più frequenti nel gatto, e questa è una razza che manipola tutto con le zampe. E il puntatore laser va evitato o usato con molta cautela, perché non consente nessuna cattura reale; se proprio lo si usa, va chiuso facendolo atterrare su un oggetto fisico che il gatto possa afferrare.
Altezza, nascondigli caldi e giochi di manipolazione
Fra una sessione e l’altra serve materiale che il gatto possa usare da solo, e in questa razza contano due cose insieme, l’altezza e il calore. Ripiani a quote diverse, un percorso che porti a un punto di osservazione sulla finestra e almeno una cuccetta chiusa in alto tengono occupato un animale che vuole vedere tutto dall’alto senza restare esposto alle correnti. Il punto più alto viene sempre occupato, quindi conviene decidere quale sia invece di lasciare che il gatto scelga la libreria.
A terra funzionano bene i nascondigli. Un tunnel pieghevole da 130 centimetri unisce agguato e riparo dalle correnti, che per un gatto poco coperto è un vantaggio doppio, e le scatole di cartone fanno lo stesso lavoro a costo zero: le ragioni per cui il gatto ama le scatole hanno a che vedere con la sicurezza e con la temperatura insieme. I giochi che rilasciano cibo, infine, spostano una parte della razione dalla ciotola all’attività.
Quando il gioco cala, non è l’età
In una razza che gioca fino a tarda età un calo dell’attività è un segnale, non una fase. Un gatto che smette di saltare sui punti alti, che si affatica prima, che respira più rapidamente a riposo o che dorme in posti più bassi del solito merita una visita, e non un’interpretazione caratteriale. Le due piste da escludere sono quelle già note nella razza, cioè il cuore e le ginocchia, e in entrambi i casi la diagnosi si fa in ambulatorio e non a casa.
Le altre cause possibili sono ambientali e sono le più frequenti in assoluto: giochi sempre uguali, sessioni troppo lunghe, nessuna cattura finale, casa priva di punti in cui appostarsi. La casistica completa è raccolta in perché il gatto non gioca. Vale la pena rivedere il piano prima di rassegnarsi: la varietà conta più della quantità, e un oggetto nuovo a rotazione ogni settimana costa meno di un cesto pieno di giochi ignorati.