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Origine e storia del Devon Rex

Devon Rex dal pelo ondulato e le orecchie larghe, seduto

Foto: Pathfinder Linden · CC BY 2.0 · via Wikimedia Commons

Kirlee, 1959: un gattino riccio in un giardino inglese

La storia comincia nel 1959 nella contea del Devon, in Inghilterra, quando in una cucciolata nata in giardino da una gatta senza pedigree compare un maschietto dal pelo arricciato. Viene chiamato Kirlee e adottato da Beryl Cox. In quegli anni il Cornish Rex era già noto e la prima ipotesi fu che si trattasse della stessa mutazione, comparsa una seconda volta. Gli accoppiamenti di prova la smentirono, come ricorda la Cat Fanciers’ Association: incrociando Kirlee con soggetti Cornish nascevano solo gattini a pelo normale.

Da quel fallimento nacque la razza. Kirlee fu accoppiato con le proprie figlie e da lì partì una linea distinta, con un’onda più aperta e morbida rispetto al ricciolo stretto del Cornish. Il Governing Council of the Cat Fancy riconobbe il Devon Rex nel 1967 e nel 1968 i primi soggetti arrivarono negli Stati Uniti. Negli anni successivi gli allevatori ampliarono la base genetica con altre razze, ed è il motivo della varietà di colori odierna. Da subito si capì anche che un gatto così poco coperto ha bisogno di posti caldi, e una cuccia a ciambella da 50 centimetri resta l’acquisto più usato.

Due rex diversi: perché l’incrocio non funzionava

La spiegazione genetica è arrivata mezzo secolo dopo. Uno studio pubblicato nel 2010 su Mammalian Genome, intitolato The naked truth, ha individuato nel gene KRT71 sia la variante responsabile del pelo arricciato del Devon Rex sia quella che rende glabro lo Sphynx. Sono due alleli dello stesso gene, entrambi recessivi, disposti in una serie in cui il pelo normale domina sul glabro e il glabro domina sul riccio. Il Cornish Rex, invece, dipende da un gene diverso: ecco perché i test di incrocio davano cuccioli a pelo liscio.

La conseguenza pratica riguarda l’allevamento. Il laboratorio di genetica veterinaria della UC Davis offre un test che distingue gli alleli e i genotipi: un soggetto riccio è DR/DR, un gatto può essere portatore sano N/DR, e un HR/DR appare glabro ma non riproduce in modo prevedibile, potendo generare figli a pelo normale, glabri o ricci. Devon Rex e Sphynx restano quindi razze imparentate da vicino, e non solo per il mantello, come si vedrà parlando di salute.

Uno standard costruito sulle orecchie e sul pelo

Lo standard CFA assegna quaranta punti su cento alla testa e trenta al mantello: insieme fanno il settanta per cento del giudizio. La testa è un cuneo modificato che di fronte mostra tre curve convesse, con zigomi molto pronunciati, occhi grandi e ovali ben distanziati, muso corto e cuscinetti dei baffi evidenti. Le orecchie sono descritte sorprendentemente grandi e attaccate molto in basso, con base larga: è la firma della razza e il primo carattere che si guarda in esposizione.

Sul mantello lo standard è più esigente di quanto si creda. Il gatto deve essere ben coperto di pelo, con la densità maggiore su schiena, fianchi, coda, zampe, muso e orecchie, e l’onda deve essere visibile quando il pelo viene lisciato con la mano. Le zone glabre sono un difetto nel gattino e un difetto grave nell’adulto, mentre la calvizie estesa è motivo di squalifica. Un gatto con poco pelo non è quindi un Devon migliore: per lui serve prima di tutto un posto caldo, per esempio un’amaca da termosifone.

Quinta razza al mondo, prima fra quelle a pelo corto

Nella classifica delle razze più registrate pubblicata dalla CFA per il 2026 il Devon Rex occupa il quinto posto assoluto ed è la razza a pelo corto più registrata per il quinto anno consecutivo. È un successo costruito su due promesse: un gatto che perde poco pelo e un carattere descritto come una via di mezzo fra un cane, una scimmia e un gatto. Entrambe hanno un fondo di verità, ma nessuna delle due dice ipoallergenico, e su questo torneremo.

La popolarità ha l’effetto collaterale di sempre: attira chi alleva senza fare test. In questa razza esistono un test genetico specifico, un esame cardiologico e un controllo del gruppo sanguigno che un allevamento serio esegue di routine, e la differenza fra un venditore e un allevatore si misura lì. Chi valuta l’adozione dovrebbe partire da come è organizzata la casa, esattamente come per il gatto in appartamento, e dai dati reali su quanto vive un gatto invece che dalle medie degli annunci.

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