Alimentazione e fabbisogni nutrizionali del Devon Rex

Foto: Pathfinder Linden · CC BY 2.0 · via Wikimedia Commons
Un gatto magro che consuma parecchio
Due fattori spingono verso l’alto il fabbisogno di questa razza. Il primo è il mantello: un pelo rado isola meno, quindi in una casa fredda la quota di energia spesa per mantenere la temperatura interna aumenta. Il secondo è il temperamento, perché un gatto che passa la giornata a saltare, esplorare e seguire le persone consuma più di un soggetto sedentario. È il motivo per cui molti Devon mangiano molto e restano asciutti, senza che questo significhi che qualcosa non va.
Questo non autorizza a riempire la ciotola e non pensarci più. Le quantità stampate sulle confezioni sono medie calcolate su gatti medi, e vanno adattate al singolo soggetto pesandolo una volta al mese sulla stessa bilancia e correggendo del dieci per cento alla volta. Il metodo completo, con le fasi della vita e il punteggio di condizione corporea, è descritto in quanto deve mangiare un gatto, e vale per questa razza come per tutte le altre.
La razza dei banconi: cibo fuori vista
Chi vive con un Devon Rex impara presto una regola domestica: niente resta incustodito. La combinazione di curiosità, agilità e attaccamento alle persone rende questi gatti dei ladri di cibo particolarmente efficaci, e un piatto lasciato sul tavolo per due minuti è un piatto assaggiato. Il problema non è educativo ma gestionale: si sposta il cibo, non il gatto, con sportelli chiusi, contenitori pesanti e piani sgomberati dopo ogni pasto.
Il rischio non è solo la razione che salta. Molti alimenti umani sono inadatti o tossici per il gatto, e alcuni bocconi rubati finiscono in un episodio di vomito o peggio. Le ragioni per cui il gatto ruba il cibo sono le stesse in tutte le razze, ma qui la frequenza è più alta. Spostare una parte della razione su un gioco che rilascia crocchette, o su una palla interattiva a movimento automatico, allunga il tempo dedicato a mangiare e riduce la pressione sui piani di lavoro.
Acqua e umido: quantità e comodità
Il gatto è un animale che beve poco e che in natura ricava l’acqua dalla preda, quindi una dieta di sole crocchette lo obbliga a compensare bevendo, cosa che molti soggetti fanno male. Aumentare la quota di alimento umido resta il modo più efficace di alzare l’apporto idrico complessivo, e il confronto onesto fra le due opzioni, con i vantaggi e i limiti di ciascuna, è raccolto in crocchette o umido per il gatto.
Sull’acqua contano il numero e la posizione dei punti più della loro forma: lontani dal cibo, lontani dalla lettiera, distribuiti in stanze diverse e rinnovati ogni giorno. Molti Devon sono attratti dall’acqua in movimento e ci mettono dentro la zampa prima di bere; una fontanella silenziosa da 2,2 litri asseconda la preferenza senza tenere sveglia la casa. Il criterio di scelta è la manutenzione, cioè quanti pezzi si smontano davvero, perché una fontana lavata male è peggio di una ciotola pulita.
Peso, sterilizzazione e il momento in cui tutto cambia
La fama di gatto magro gioca un brutto scherzo dopo la sterilizzazione. Il fabbisogno energetico scende in modo netto mentre le abitudini restano quelle di prima, e un Devon che ha sempre mangiato senza ingrassare può accumulare peso nel giro di pochi mesi senza che nessuno se ne accorga. La razione va rivista subito dopo l’intervento, non quando il problema è già visibile, riducendola in modo graduale e verificando l’effetto con una pesata mensile invece che a occhio.
Il controllo si fa con le mani più che con l’occhio, anche se qui il pelo rado aiuta parecchio: le coste devono essere palpabili sotto una copertura sottile e la vita visibile dall’alto. In una razza con una predisposizione segnalata alla lussazione rotulea e alla displasia dell’anca, ogni chilo di troppo carica le articolazioni, e in un gatto che salta parecchie volte al giorno l’effetto si somma nel tempo invece di restare teorico.