Gioco e stimoli consigliati per il Ragdoll

Foto: Simone Johnsson · CC BY-SA 2.0 · via Wikimedia Commons
Un gatto poco attivo va acceso apposta
Nel grande studio finlandese sulle differenze fra razze feline il Ragdoll compare fra le razze meno attive, e questo dato ha una conseguenza pratica immediata: se si aspetta che sia lui a chiedere di giocare, non si gioca. Un gatto vocale e insistente costringe la famiglia a occuparsene, un gatto tranquillo no, e la giornata si riempie di sonno e di cibo. Il risultato tipico è un adulto in sovrappeso a cui nessuno ha mai proposto niente di interessante.
L’organizzazione che funziona è la stessa di sempre, applicata con più disciplina: due o tre sessioni da cinque o dieci minuti distribuite nella giornata, a orari fissi, meglio se una nel tardo pomeriggio e una prima dell’ultimo pasto. La regolarità conta quanto la durata, perché costruisce un ritmo e riduce il tempo passivo. Su quante ore dorma davvero un gatto adulto, e quanto sia normale, la scheda su quanto dorme un gatto chiarisce parecchi equivoci.
La sequenza predatoria, a terra
Il gioco del gatto è una caccia smontata in pezzi: cercare, avvistare, avvicinarsi, agguato, scatto, presa, morso e infine consumo. Perché una sessione soddisfi davvero deve permettere di percorrere l’intera sequenza e finire con qualcosa di afferrabile. Con un gatto grande e pesante conviene lavorare basso, facendo strisciare la preda sul pavimento e dietro gli angoli invece di sollevarla sopra la testa: una bacchetta con le piume usata così ottiene molto più di qualsiasi giocattolo elettronico.
Il puntatore luminoso lascia molti gatti frustrati, perché la sequenza si interrompe prima della presa e l’attivazione resta senza conclusione. Se lo si usa, va chiuso facendo cadere il raggio su un oggetto reale da afferrare. La stessa logica vale per la fine della sessione: qualche crocchetta o un pezzetto di umido subito dopo la presa chiudono il ciclo come farebbe una caccia riuscita, e sono anche il modo più semplice per far associare il gioco a qualcosa che vale.
Quando il gatto sembra non partire
Molti proprietari di razze tranquille concludono che il loro gatto non gioca. Quasi sempre il problema è il tipo di stimolo: preda troppo grande o troppo veloce, movimento innaturale, superficie sbagliata, sessione proposta nell’ora del sonno profondo. Cambiare una variabile alla volta, per qualche giorno, dice più di qualsiasi teoria sul carattere, e la scheda su il gatto che non gioca elenca gli errori più comuni prima di arrivare alla conclusione che il gatto sia pigro. Un altro fattore, in questa razza, è la corporatura: un adulto pesante rinuncia ai giochi che gli chiedono salti alti, e riparte se la preda resta al livello del pavimento.
Per le ore in cui la casa è vuota funzionano gli oggetti che si muovono da soli, purché siano un contorno e non il pasto principale della giornata: una pallina automatica ricaricabile tiene attivo un gatto sedentario per qualche minuto alla volta. Nessun gioco elettronico sostituisce la sessione con la persona, che resta l’unica in cui la preda si comporta in modo imprevedibile e il gatto può vincere davvero. Il criterio per capire se una sessione è servita è semplice: alla fine il gatto deve avere in bocca qualcosa, non guardarsi intorno cercando ancora la preda.
Rotazione, odori e novità
I giochi si consumano: dopo qualche giorno lo stesso topolino perde valore per abituazione e il gatto smette di considerarlo. La soluzione non è comprarne altri, è farli sparire. Tenerne fuori tre o quattro, ruotarli ogni settimana e riporre gli altri in una scatola chiusa restituisce novità senza spesa, e un pizzico di erba gatta in foglie su un oggetto appena rientrato dalla rotazione lo rende interessante per qualche giorno. Funziona anche cambiare il posto in cui il gioco compare, perché per il gatto la novità è tanto nell’oggetto quanto nel contesto in cui lo trova.
Resta il fatto che il gioco autonomo non sostituisce quello condiviso. Anche un gatto poco espansivo cerca l’interazione a modo suo, e quando porta un oggetto ai piedi della persona non sta esibendo un trofeo ma chiedendo di ricominciare: capire perché il gatto porta i giochi evita di ignorare l’unica richiesta esplicita che un Ragdoll fa quasi sempre in silenzio. Bastano tre minuti per raccoglierla, e sono anche il modo più semplice per accorgersi in anticipo se un giorno quella richiesta smette di arrivare.