Cura del pelo e salute del Neva Masquerade

Foto: Burgerhus · CC BY-SA 4.0 · via Wikimedia Commons
Il triplo mantello e la muta
Il mantello è lo stesso del siberiano ed è la parte più impegnativa della convivenza. Sotto un pelo di copertura ruvido e idrorepellente c’è un sottopelo molto denso, e la CFA descrive un insieme nettamente più spesso nei mesi freddi e più corto d’estate. La conseguenza pratica è che i nodi si formano nel sottopelo, non nel pelo lungo che si vede, e sempre negli stessi punti: ascelle, inguine, dietro le orecchie, base della coda e culotte.
Servono due strumenti e un po’ di costanza: un pettine a denti larghi per aprire e uno più fitto per rifinire, mentre le spazzole a setole lisciano la superficie e lasciano il problema dov’è. Un set pettine e spazzola per gatti usato una o due volte alla settimana copre undici mesi all’anno. Il dodicesimo è quello della muta, quando il sottopelo si stacca in ciocche nel giro di poche settimane e il pettine va usato tutti i giorni, altrimenti si arriva ai feltri e poi alle forbici.
Più pelo che si stacca significa anche più pelo ingerito. Qualche bolo occasionale rientra nella norma, il vomito frequente no, e la distinzione conta perché nel secondo caso il pelo di solito non c’entra: la casistica è raccolta in i boli di pelo nel gatto. Una perdita a chiazze, con croste o zone arrossate, è un’altra cosa ancora e va vista dal veterinario, come si spiega in perché il gatto perde il pelo.
Perché il mantello si scurisce
C’è un aspetto pratico del disegno point che sorprende chi lo incontra per la prima volta. Il pigmento in questi gatti viene prodotto solo dove la pelle è più fredda, quindi muso, orecchie, zampe e coda restano scuri mentre il tronco resta chiaro. Ne segue che il colore cambia con la temperatura: un soggetto che vive in una casa fredda si scurisce più di uno che vive al caldo, e con gli anni il mantello di quasi tutti i point tende a incupirsi.
Il caso più evidente è la tosatura. Quando si rade una zona per un’ecografia o un prelievo, il pelo ricresce spesso più scuro di quello circostante, perché la pelle scoperta si è raffreddata: non è un danno e con il ricambio successivo la macchia rientra. Sapere che funziona così evita due errori opposti, cioè spaventarsi per una chiazza scura e, all’inverso, credere che un gatto tenuto al fresco stia sviluppando un colore migliore.
Cardiomiopatia ipertrofica: la voce più importante
La cardiomiopatia ipertrofica è la malattia cardiaca più comune del gatto e nel siberiano, quindi anche nel Neva Masquerade, è segnalata come predisposizione di razza. Il muscolo del ventricolo sinistro si ispessisce, la camera si riduce, e per molto tempo non si vede assolutamente niente: i primi segni sono spesso il respiro affannoso, l’abbattimento improvviso o la paralisi del treno posteriore per un tromboembolo. La diagnosi si fa con l’ecocardiografia, non con l’auscultazione.
Il punto che distingue questa razza dalle altre è che non esiste un test genetico utile. Le mutazioni identificate riguardano il maine coon e il ragdoll e qui non sono informative, salvo che quelle razze compaiano in genealogia. Il documento di indirizzo del Governing Council of the Cat Fancy britannico indica la strada alternativa: ecocardiografia eseguita da un cardiologo su soggetti di almeno dieci mesi, ripetuta ogni due anni, perché un cuore normale oggi può non esserlo fra tre anni.
Per chi compra la traduzione è semplice: chiedere il referto ecocardiografico dei due genitori, con data e nome dello specialista, e diffidare di chi risponde citando un test del DNA per la cardiomiopatia. Nessuno screening azzera il rischio, ma un allevamento che controlla e ripete nel tempo lavora su una popolazione diversa da uno che non guarda. Per il gatto che vive in casa, il resto è routine: peso corretto, controlli annuali e visite più ravvicinate dopo i sette anni.
Rene policistico, piruvato chinasi e la questione degli occhi azzurri
Le altre voci sono più semplici da chiudere perché hanno un test del DNA. Per il rene policistico l’esame ha senso nei riproduttori, e nei point è una richiesta particolarmente ragionevole dato che la variante è stata rilevata anche in soggetti di questa varietà: la malattia porta a insufficienza renale nel tempo, con i segni descritti in la malattia renale del gatto. Il deficit di piruvato chinasi, che causa anemia emolitica, si testa allo stesso modo ed è recessivo: basta non accoppiare due portatori.
Va poi chiarito un equivoco frequente. Gli occhi azzurri obbligatori del Neva Masquerade non hanno niente a che vedere con la sordità congenita dei gatti bianchi: quella è legata al gene del bianco dominante, mentre qui l’azzurro dipende dalla variante che produce il disegno point. Un Neva Masquerade non ha per questo un rischio uditivo aumentato, e il test dell’udito resta una richiesta specifica per i soggetti a mantello bianco. Utile invece la tipizzazione del gruppo sanguigno dei riproduttori, che serve a evitare l’isoeritrolisi neonatale nei gattini, e una fontanella in acciaio da 2,6 litri per l’idratazione quotidiana, che aiuta ma non cura niente.