Curiosità e aneddoti sullo Scottish Fold

Foto: Giuseppefontana055 · CC BY-SA 4.0 · via Wikimedia Commons
I gattini nascono tutti con le orecchie dritte
È il dettaglio che sorprende chi acquista senza informarsi: nessuno scottish fold nasce con le orecchie piegate. La TICA spiega che la piega compare fra il diciottesimo e il ventiquattresimo giorno di vita, e che in una cucciolata da un accoppiamento fold per straight la sviluppa circa metà dei gattini, mentre gli altri restano con le orecchie dritte e vengono chiamati scottish straight, un nome che in etichetta suona come una variante minore e che invece indica il gatto fortunato della cucciolata.
La conseguenza commerciale è nota nel settore: i gattini con le orecchie piegate valgono di più e vengono venduti prima, i fratelli con le orecchie dritte costano meno pur essendo geneticamente più fortunati. Il prezzo premia la variante che causa la malattia, ed è uno dei motivi per cui il problema si autoalimenta. Uno scottish straight che non porta la mutazione è, sotto tutti i punti di vista sanitari, il gatto migliore della cucciolata.
La posa del Buddha non è una simpatia
Nelle fotografie che circolano in rete lo scottish fold compare spesso seduto sul posteriore con le zampe anteriori distese in avanti, in quella che viene chiamata posa del Buddha, o sdraiato sulla schiena con le zampe aperte. Le didascalie la descrivono come una stranezza simpatica della razza, e questa lettura ha contribuito parecchio alla popolarità di questi gatti sui social network, dove una fotografia vale più di qualunque referto radiografico.
La spiegazione più probabile è meno tenera. Sono posizioni che riducono il carico su articolazioni dolenti, e in medicina veterinaria una postura anomala assunta con costanza è considerata un segnale, non un tratto caratteriale. Un gatto che sta seduto così per abitudine merita una valutazione ortopedica, esattamente come merita attenzione un gatto che smette di saltare: il metodo di lettura dei segnali è quello descritto in artrosi del gatto.
Perché si chiamavano lop-eared
Il primo nome della razza, negli anni Sessanta, era lop-eared, cioè orecchie pendenti, per analogia con i conigli ariete che hanno le orecchie ricadenti ai lati della testa. Il nome scottish fold arriva soltanto nel 1966, quando la razza viene presentata ufficialmente. Il cambio di nome non è un dettaglio linguistico: la parola lop richiamava una deformità, la parola fold suggerisce una piega decorativa, e la seconda si vende molto meglio della prima.
Vale la pena notare che la piega non è nemmeno stabile nel tempo o uniforme fra i soggetti. Esistono orecchie appena inclinate, orecchie a doppia piega e orecchie completamente aderenti al cranio, e la selezione espositiva ha spinto negli anni verso le forme più chiuse, considerate più tipiche. Più la piega è marcata, più marcato è in genere l’effetto della stessa variante sul resto dello scheletro dell’animale.
La popolarità in rete e il conto che paga il gatto
Lo scottish fold è uno dei gatti più fotografati del mondo, ed è un caso da manuale di come l’estetica guidi il mercato degli animali da compagnia. Le orecchie piccole e piegate, la testa rotonda e gli occhi grandi attivano negli esseri umani la stessa risposta che suscita un cucciolo, e la diffusione delle immagini in rete ha moltiplicato la domanda in mercati dove nessuna federazione locale poneva limiti.
L’effetto pratico è che la selezione ha premiato per decenni il carattere responsabile della malattia. Chi cerca un gatto tranquillo e affettuoso per la vita in appartamento ha alternative senza costi sanitari: gli scottish straight della stessa cucciolata, decine di razze riconosciute e i gatti di rifugio, che nei dati sulla longevità se la cavano meglio delle razze selezionate, come si vede raccogliendo i numeri su quanto vive un gatto. La casa da preparare è la stessa: valgono i criteri di arricchimento ambientale per gatti, più una cuccia a ciambella da 50 centimetri e un set di bacchette con piume.