Maobau

Origine e storia dello Scottish Fold

Scottish Fold grigio con le orecchie piegate, disteso

Foto: Giuseppefontana055 · CC BY-SA 4.0 · via Wikimedia Commons

Susie, 1961, una fattoria vicino a Coupar Angus

La razza comincia da un singolo animale. Nel 1961, in una fattoria nei pressi di Coupar Angus, nella contea scozzese di Tayside, un pastore di nome William Ross nota una gatta bianca con le orecchie ripiegate in avanti. Si chiamava Susie. Ross e la moglie Molly prendono una figlia di quella gatta e da lì costruiscono un programma di allevamento. Tutti gli scottish fold del mondo discendono da quella singola mutazione comparsa in una stalla scozzese.

Nei primi anni la selezione procede incrociando i soggetti con orecchie piegate con gatti domestici e con british shorthair, e più tardi con american shorthair: sono ancora oggi le razze ammesse come outcross dalla CFA e dalla TICA. Il nome iniziale era un altro: si parlava di lop-eared, cioè di orecchie pendenti, per analogia con i conigli ariete, e soltanto nel 1966 la razza prese il nome con cui la conosciamo. Da quegli incroci derivano anche le due varietà di mantello, corta e semilunga, entrambe gestibili con una passata settimanale di pettine e spazzola per gatti.

La marcia indietro britannica

Il Governing Council of the Cat Fancy, l’ente britannico, registrò la razza nel 1966 e cambiò idea pochi anni dopo. Le registrazioni furono ritirate nel 1971 e la razza fu esclusa dagli elenchi ufficiali, con una motivazione che nei documenti successivi viene riassunta senza eufemismi: la deformità invalidante degli arti e della coda. Nel giro di cinque anni la stessa federazione era passata dall’accoglienza al rifiuto, sulla base di quello che gli allevamenti mostravano.

Non fu un caso isolato. Anche la FIFe, la federazione internazionale di cui l’ANFI è il socio italiano, non ha mai riconosciuto la razza, e nel suo elenco ufficiale lo scottish fold non compare: significa che in Italia questi gatti non possono essere iscritti né esposti nei circuiti ANFI. Due federazioni storiche hanno detto no, e la ragione non è estetica né burocratica: riguarda la salute dello scheletro dei gatti con le orecchie piegate. Chi ne ha già uno può cominciare abbassando le quote di casa e mettendo a terra una cuccia a ciambella da 50 centimetri.

Riconosciuto in America, contestato altrove

Il percorso americano è andato in direzione opposta. La CFA ha portato la varietà a pelo corto al titolo di campionato nel 1978, quella a pelo lungo nel 1992, e nel 2022 ha ammesso in esposizione anche i soggetti con le orecchie dritte. La TICA riconosce la razza da decenni e ammette gli stessi outcross. Sono queste due federazioni, insieme alla popolarità nei paesi asiatici e sui social, ad aver sostenuto la diffusione dello scottish fold nel mondo.

Nel frattempo, però, la razza è stata vietata o fortemente limitata in diversi paesi. L’allevamento è proibito nei Paesi Bassi dal 2014 e in Austria dal 2020, e restrizioni analoghe sono state introdotte in Australia, Belgio, Norvegia e Svezia. Non si tratta di sensibilità locali: sono decisioni prese sulla base della stessa evidenza veterinaria, cioè il legame diretto fra la piega dell’orecchio e una malattia scheletrica dolorosa. Sui numeri di longevità delle razze selezionate vale la pena guardare i dati raccolti in quanto vive un gatto.

La piega è una malattia dello scheletro

Il dato che cambia tutto è arrivato nel 2016, quando uno studio pubblicato su Osteoarthritis and Cartilage ha identificato la variante responsabile: una singola sostituzione nel gene TRPV4, indicata come c.1024G>T, che modifica la proteina e altera lo sviluppo della cartilagine. La UC Davis, che esegue il test, la descrive come autosomica dominante: una sola copia basta a piegare l’orecchio, e la stessa copia agisce su tutta la cartilagine del corpo.

Non esistono due mutazioni separate, una per le orecchie e una per le ossa. È la stessa. Il TRPV4 codifica un canale ionico coinvolto nello sviluppo della cartilagine, e la piega dell’orecchio è semplicemente la manifestazione visibile di un difetto che riguarda anche le zampe, le articolazioni e la coda. La condizione che ne deriva si chiama osteocondrodisplasia dello scottish fold, ed è la ragione per cui questa razza va discussa in modo diverso da tutte le altre.

Questo non rende i singoli gatti meno amabili né i loro proprietari colpevoli di qualcosa: molti scottish fold vivono in famiglie affezionate e attente. Rende però necessario dire con chiarezza da dove viene quella caratteristica, perché la scelta di comprare un gattino con le orecchie piegate è la scelta di sostenere l’allevamento di una malattia. Le implicazioni pratiche di questa premessa attraversano tutte le altre schede di questa razza, dalla salute all’arredamento della casa, con i criteri generali di arricchimento ambientale per gatti riletti per un gatto che salta male.

Select the fields to be shown. Others will be hidden. Drag and drop to rearrange the order.
  • Image
  • SKU
  • Rating
  • Price
  • Stock
  • Availability
  • Add to cart
  • Description
  • Content
  • Weight
  • Dimensions
  • Additional information
Click outside to hide the comparison bar
Compare