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Cura del pelo e salute del Donskoy

Donskoy senza pelo in primo piano

Foto: Nickolas Titkov from Moscow, Russian Federation · CC BY-SA 2.0 · via Wikimedia Commons

Che cosa vuol dire davvero senza pelo, in questa razza

La prima cosa da chiarire è che il Donskoy non è necessariamente un gatto nato nudo. Molti cuccioli vengono al mondo con una copertura visibile e la perdono nei mesi successivi, cominciando spesso dalla testa; altri la conservano in parte per tutta la vita; altri ancora la riprendono d’inverno e la perdono in primavera. È l’espressione variabile di un carattere dominante, e significa che nessuno può prometterti un gatto glabro guardando un gattino di otto settimane.

La seconda cosa riguarda le vibrisse, che nei soggetti più nudi sono corte, arricciate o del tutto assenti. Non è un dettaglio estetico: i baffi sono organi di senso con cui il gatto misura le aperture, valuta le distanze ravvicinate e si orienta con poca luce. Un gatto che non li ha perde informazioni e le compensa con la vista e con l’abitudine, ed è uno degli argomenti che le autorità di alcuni Paesi europei hanno usato per limitare l’allevamento dei gatti senza pelo.

Pieghe, sebo e bagni calibrati

La pelle di un gatto produce sebo con o senza mantello. Qui non c’è nessun pelo che lo distribuisca e lo assorba, quindi resta in superficie, raccoglie polvere e cellule morte e si deposita dove la cute si ripiega: collo, ascelle, inguine, base della coda e, in questa razza più che in altre, fra le dita lunghe e leggermente palmate che ne sono un tratto distintivo. Non è sporcizia ma fisiologia di un animale privato del proprio tessuto tecnico.

La routine funziona se è regolare e moderata. Un bagno ogni una o due settimane con un detergente delicato per gatti, acqua tiepida e asciugatura accurata, più una passata di salvietta neutra sulle zone critiche nei giorni intermedi, è l’impostazione più diffusa; lavare troppo spesso o con prodotti aggressivi ottiene l’effetto opposto, perché la cute risponde producendo altro sebo. Tutto quello che il gatto tocca va lavato spesso, e per i tessuti che in lavatrice non ci vanno serve uno smacchiatore per animali domestici.

Due punti chiedono attenzione in più. Le orecchie sono grandi e prive di peluria protettiva, quindi il cerume si accumula in fretta e va tolto ogni settimana dalla sola parte visibile del padiglione, mai spingendo nel condotto. E la pelle di questi gatti va guardata alla luce con regolarità: arrossamenti persistenti, croste, odore forte o prurito insistente non si risolvono con un altro bagno e vanno visti dal veterinario, anche perché le cause possibili comprendono le allergie del gatto.

I denti: la voce più segnalata della razza

Sulla dentatura questa razza ha una storia che va raccontata per intero. La politica di allevamento del GCCF, parlando del gene dominante che rende nudi Donskoy e Peterbald, riferisce prove aneddotiche che richiedono ulteriori indagini secondo cui i soggetti omozigoti, cioè con due copie del gene, possono presentare problemi riconducibili alla displasia ectodermica felina, in particolare una dentatura di qualità scadente e una ridotta capacità di allattare. Sono segnalazioni, non numeri consolidati, e vanno riportate per quello che sono.

Nella pratica il fenomeno che le famiglie descrivono è concreto: denti che mancano già in partenza, incisivi che si perdono presto, malattia parodontale che compare prima che negli altri gatti. Un allevamento serio sa dire come sono andate le bocche nelle proprie linee e non si offende se glielo si chiede; chi risponde che nelle sue cucciolate non è mai successo niente, senza date e senza esempi, sta dando una rassicurazione e non un’informazione utile a chi deve scegliere.

Quello che si può fare, e che qui conta più che in qualunque altra razza, è l’igiene orale domestica cominciata da cucciolo. Spazzolino e dentifricio veterinario, sessioni brevissime, controllo della bocca a ogni visita e nessuna attesa quando compare l’alito cattivo: le tappe e gli strumenti sono descritti in i denti del gatto. Un gatto che perde i denti mangia comunque, ma va aiutato con la consistenza del cibo invece che lasciato arrangiare.

Occhi, sole e le altre voci da tenere d’occhio

Senza ciglia e senza peluria protettiva attorno alle palpebre, l’occhio del Donskoy resta più esposto a polvere e piccoli traumi, e una secrezione che si accumula nell’angolo interno è comune. Va tolta ogni giorno con una garza umida, e qualunque arrossamento persistente o strizzamento dell’occhio va portato dal veterinario invece di essere pulito più energicamente. La stessa attenzione vale per il naso, che nei gatti nudi si sporca più visibilmente perché non c’è pelo a trattenere nulla.

Il sole è l’altro fronte. La cute di questa razza si scotta come quella di una persona chiara e si abbronza davvero, cambiando colore nei punti esposti, e l’esposizione ripetuta nel tempo è un fattore di rischio riconosciuto per i tumori cutanei del gatto. Il vetro non protegge. Sul resto valgono i controlli di qualunque gatto, comprese le vaccinazioni descritte in i vaccini del gatto, e un’ecocardiografia quando il veterinario la ritiene opportuna. Una cuccia nido morbida e lavabile tenuta lontano dalle finestre esposte risolve buona parte del problema.

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