Gioco e stimoli consigliati per il Donskoy

Foto: Nickolas Titkov from Moscow, Russian Federation · CC BY-SA 2.0 · via Wikimedia Commons
Energia e calore: perché gioca a scatti
Il Donskoy è attivo e resta giocherellone anche da adulto, ma il suo ritmo ha una particolarità: alterna esplosioni di attività a pause in cui torna a scaldarsi. Non è un gatto che si stanca prima degli altri, è un gatto che deve rifornirsi di calore fra una corsa e l’altra. Conoscerlo evita due errori opposti, cioè insistere quando si è fermato e concludere che non gioca. La pausa fa parte della sessione, e basta riprendere dopo qualche minuto.
La sequenza da rispettare è quella di qualunque gatto: individuazione, appostamento, inseguimento, cattura. Un gioco interrotto a metà lascia l’animale più eccitato di prima, quindi ogni sessione va chiusa lasciandogli prendere la preda, possibilmente seguita da un piccolo pasto che completa il ciclo. Due o tre sessioni brevi al giorno, a orari regolari, valgono molto più di un unico blocco serale, e riducono in modo evidente le richieste di attenzione nel resto della giornata.
Bacchette e materiali che non irritano la pelle
Fra tutti gli strumenti la bacchetta resta il migliore, perché tiene le dita fuori dalla portata dei denti e lascia a chi gioca il controllo del ritmo: un set di bacchette con piume copre preferenze che cambiano molto da gatto a gatto. Il movimento corretto allontana la preda dall’animale invece di portargliela addosso, con soste in cui l’oggetto sparisce e non succede niente. Un moto continuo, senza pause, produce un gatto sovraeccitato che finisce per scaricarsi sulle caviglie di chi passa.
Sul materiale serve una precisazione che vale solo per i gatti nudi. Le corde ruvide, il sisal grezzo e i giochi con superfici abrasive sfregano sulla cute scoperta e lasciano segni, quindi conviene preferire tessuti morbidi, feltro e peluche. Restano valide le due regole di sicurezza di sempre: fili e piume vanno riposti dopo ogni sessione, perché il materiale filiforme ingerito è un’emergenza chirurgica frequente, e il puntatore laser è meglio evitarlo perché non consente nessuna cattura reale.
Nascondigli caldi, tunnel e scatole
Nei momenti in cui nessuno può giocare con lui serve materiale autonomo, e qui il criterio di scelta è doppio: deve essere divertente e deve essere riparato. Un tunnel pieghevole da 130 centimetri combina agguato e riparo dalle correnti, e le scatole di cartone fanno metà del lavoro a costo zero, con il vantaggio di trattenere il calore corporeo. Le ragioni per cui il gatto ama le scatole qui pesano il doppio.
Gli oggetti che liberano crocchette quando vengono spinti trasferiscono una quota della razione dalla ciotola all’attività e rallentano chi mangia troppo in fretta. Una palla interattiva a movimento automatico ha senso nelle ore in cui la casa resta vuota, come aggiunta e mai come sostituto del gioco con la persona. Il segnale che qualcosa non torna è sempre lo stesso, cioè un gatto che smette del tutto, e le cause possibili sono raccolte in perché il gatto non gioca.
Olfatto e poca luce: due leve che qui contano di più
In un gatto con vibrisse assenti o ridotte, gli stimoli che passano dal naso valgono più che in altri, perché non richiedono la misurazione ravvicinata degli spazi che i baffi normalmente garantiscono. Crocchette nascoste in un tappeto, scatole con i buchi, rotoli di cartone piegati ed erba gatta offerta ogni tanto riempiono la giornata a costo zero. Il funzionamento dell’olfatto felino, con i suoi tempi e i suoi limiti, è spiegato in il gatto e l’olfatto.
La stessa considerazione suggerisce di curare l’illuminazione dei percorsi notturni. Un gatto che non può contare sui baffi si orienta con la vista e con la memoria della casa, quindi conviene tenere prevedibili i passaggi, evitare di spostare i mobili di continuo e lasciare una luce bassa lungo il tragitto verso lettiera e ciotole. La prevedibilità sostituisce l’informazione che le vibrisse non forniscono più, ed è una compensazione che costa niente e si nota nel modo in cui il gatto si muove al buio.