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Carattere e convivenza in famiglia dell’Angora Turco

Angora turco bianco a pelo lungo

Foto: Ankarakediler · CC BY 3.0 · via Wikimedia Commons

Un gatto che partecipa a tutto

La CFA descrive l’angora turco come un gatto indaffarato e curioso, tanto coinvolto nelle attività di casa da sembrare quasi un cane nel modo di seguire le persone. Non è una descrizione di comodo: chi convive con un soggetto di questa razza si abitua ad avere un animale in mezzo a qualunque cosa stia facendo, dal cambio delle lenzuola all’apertura di una scatola. Vuole essere presente, non accarezzato, ed è una distinzione che cambia le aspettative di chi lo prende.

L’altra caratteristica è l’energia. È un gatto leggero, atletico, che salta in alto e che sfrutta gli appoggi intermedi con precisione, e che si annoia molto prima di un gatto tranquillo. Due sessioni quotidiane con un set di bacchette con piume non sono un vezzo ma manutenzione ordinaria: l’energia che non passa dal gioco passa dalle tende, dalle mensole e dagli oggetti sui ripiani alti, che questa razza raggiunge senza sforzo.

Quanto parla e come

Non è un gatto silenzioso, ma non è nemmeno insistente come le razze orientali. Il repertorio è fatto di suoni brevi, trilli e commenti rivolti a chi passa, e cresce nei soggetti molto legati a una persona sola, cosa frequente in questa razza. Vale la pena imparare a distinguere i tipi di richiamo invece di cercare di zittirli, perché la differenza sta nella durata e nella cadenza più che nel volume: la mappa completa è in i tipi di miagolio.

C’è un’eccezione importante e riguarda i soggetti sordi, che nella razza non sono rari fra i bianchi con occhi azzurri. Un gatto che non si sente miagolare tende ad alzare il volume, e certe vocalizzazioni notturne sono forti perché lui non le percepisce. Non è un capriccio ma un limite fisico, e va gestito con la prevedibilità degli orari e con un gioco serale intenso, non con i rimproveri, che oltretutto un gatto sordo non sente.

Con bambini, cani e altri gatti

La CFA indica la razza come adatta ai bambini e tollerante nel farsi maneggiare, e in buona parte è vero. Quello che decide l’esito, però, non è il pedigree ma il modo in cui si gestisce l’inserimento: due gatti messi insieme senza preparazione litigano quale che sia la razza. La procedura resta quella descritta in come presentare due gatti, con stanze separate, scambio di odori e incontri brevi prima della convivenza piena.

Con i bambini valgono due regole non negoziabili, vie di fuga sempre aperte e nessun obbligo di farsi prendere in braccio, come si spiega parlando di il gatto e i bambini. Con un gatto sordo se ne aggiunge una terza: non lo si sveglia toccandolo di sorpresa, perché una reazione difensiva è normale in un animale che non ha sentito arrivare nessuno. Nelle prime settimane un diffusore di feromoni Feliway Classic abbassa la tensione di fondo mentre si lavora sulla gestione.

Che cosa chiede in cambio

L’angora turco non è un gatto da lasciare solo dieci ore al giorno. È attivo, sociale e legato alle persone, e in una casa vuota si spegne o si inventa attività che nessuno ha chiesto. Le linee guida AAFP e ISFM sui bisogni ambientali del gatto mettono fra i pilastri un’interazione umana positiva, coerente e prevedibile: tradotto, sessioni brevi tutti i giorni valgono più di un pomeriggio di attenzioni nel fine settimana.

La seconda richiesta è la tolleranza al contatto. Anche un mantello che si annoda poco va controllato, le unghie vanno accorciate e le orecchie guardate, e un gatto che non accetta di essere maneggiato rende ogni visita veterinaria una lotta. Si comincia da gattino con tocchi brevi seguiti subito da qualcosa di piacevole. La manipolazione si insegna prima che serva, non il giorno in cui c’è un nodo o una zecca da togliere.

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