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Angora Turco: la vita in appartamento

Angora turco bianco a pelo lungo

Foto: Ankarakediler · CC BY 3.0 · via Wikimedia Commons

Poco peso, molta altezza

L’angora turco vive benissimo in appartamento, a patto che l’appartamento sia sviluppato anche in verticale. È un gatto leggero e atletico, che salta in alto e che usa i mobili come percorso, e ha bisogno di punti di osservazione elevati più di quanto abbia bisogno di metri quadri. Un percorso di mensole da parete per gatti fissate con tasselli adatti al muro dà metri utili senza togliere spazio alla casa, ed è la soluzione che funziona meglio negli appartamenti piccoli.

Attorno alla verticalità si costruisce il resto: nascondigli a terra, punti di riposo in stanze diverse, risorse distribuite invece che ammassate in un angolo. Le linee guida AAFP e ISFM sui bisogni ambientali del gatto mettono al primo posto un luogo sicuro e al secondo risorse multiple e separate, cioè cibo, acqua, lettiere e zone di gioco lontane fra loro. Il quadro completo, con la logica delle cinque risorse, è in arricchimento ambientale per gatti.

Vivere con un gatto sordo: la casa cambia

La prima regola non ammette eccezioni: un gatto sordo vive dentro casa, sempre. Non sente le auto, non sente i cani, non sente arrivare niente, e all’aperto non ha nessuna possibilità di cavarsela. Questo significa finestre e balconi in sicurezza con reti a maglia stretta, porte controllate quando si entra e si esce, e nessuna uscita libera nemmeno in un cortile che sembra tranquillo. Se serve accesso all’esterno, l’unica forma accettabile è uno spazio completamente chiuso.

La seconda regola riguarda il modo di comunicare. Il Cornell Feline Health Center suggerisce di sostituire i comandi vocali con segnali visivi, per esempio gesti della mano o l’accensione e lo spegnimento di una luce, e di evitare di spaventare l’animale. Nella pratica funzionano bene le vibrazioni del pavimento: un passo un po’ più pesante avvisa il gatto che stai arrivando meglio di qualunque richiamo. Un gatto sordo va svegliato con delicatezza, appoggiando la mano dove può vederla, mai da dietro.

Il resto è normale amministrazione. Un soggetto sordo gioca, caccia, impasta e fa le fusa come tutti gli altri, impara i segnali visivi con la stessa facilità con cui un altro impara il suono dell’apriscatole, e non ha bisogno di compassione. Ha bisogno di una casa prevedibile, di attenzione ai movimenti bruschi e di persone che si facciano vedere prima di toccarlo. Chi ha vissuto con un gatto sordo racconta quasi sempre la stessa cosa: la sordità si nota meno di quanto si teme.

Lettiera e pulizia quotidiana

Su un gatto piccolo la vaschetta standard basta, ma le regole restano quelle di sempre: una a testa più una, in stanze diverse, lontano da cibo e acqua e mai in un ripostiglio chiuso dove il gatto si sente in trappola. Il substrato più accettato resta il granulato fine agglomerante, con le alternative vegetali come una lettiera vegetale da 20 litri che pesano meno da movimentare. Le cause del rifiuto sono quasi sempre ambientali e sono elencate in perché il gatto non usa la lettiera.

Il pelo di questa razza si gestisce meglio di quanto la lunghezza faccia temere, perché senza sottopelo non si formano le nuvole di lanugine tipiche dei gatti nordici. Restano il granulato portato fuori dalla vaschetta, che un tappetino per lettiera in silicone trattiene e che si risciacqua in dieci secondi, e la coda, che è lunga e piumata e raccoglie tutto quello che incontra. Una lettiera pulita due volte al giorno previene metà dei problemi di eliminazione fuori posto.

Il bianco, il sole e la finestra preferita

Molti angora sono bianchi, e la pelle sotto un mantello bianco è rosa e priva di protezione. Nei gatti che passano ore al sole dietro un vetro le zone più esposte, cioè le punte delle orecchie, il naso e le palpebre, possono infiammarsi e, nel tempo, sviluppare lesioni croniche. Non è un allarme e non deve diventare una fobia della luce: significa solo che nelle ore centrali dell’estate conviene schermare la finestra più esposta e offrire un posto altrettanto comodo in ombra.

Il resto della gestione estiva vale per tutti i gatti e si trova in il gatto e il caldo: acqua sempre disponibile in più punti, superfici fresche a disposizione, nessuna corsa forzata nelle ore calde. Un dettaglio che in questa razza fa la differenza è il numero di posti di riposo: essendo un gatto che si sposta continuamente, ne usa tre o quattro nell’arco della giornata, e averli in stanze diverse riduce la competizione se in casa c’è più di un animale.

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