Educazione e intelligenza dello Scottish Fold

Foto: Giuseppefontana055 · CC BY-SA 4.0 · via Wikimedia Commons
Impara volentieri, se non gli fa male
La TICA descrive lo scottish fold come intelligente e leale, un gatto che segue le persone da una stanza all’altra e partecipa a quello che succede. Sul piano dell’apprendimento non ha niente di diverso dagli altri gatti: risponde al rinforzo positivo, cioè a qualcosa che gli piace consegnato entro un secondo dal comportamento, e le sessioni utili durano due o tre minuti. Il quadro generale è in quanto è intelligente un gatto.
La differenza sta nell’esercizio richiesto. Qualunque schema di addestramento che preveda salti, arrampicate o posizioni tenute a lungo va scartato, perché costruisce un’associazione fra la sessione e il fastidio fisico. Si insegna sempre a terra, con movimenti brevi, e si smette prima che il gatto rallenti. Un rinforzo che funziona bene senza aggiungere calorie è un pizzico di erba gatta canadese in foglie a fine sessione.
Farsi maneggiare e farsi visitare
In questa razza la manipolazione è una competenza sanitaria. Zampe, garretti e coda vanno controllati con regolarità, e un gatto che non si lascia toccare rende impossibile sia il monitoraggio domestico sia la visita ortopedica. Si comincia da gattino con tocchi brevissimi seguiti subito da qualcosa di piacevole, allungando i tempi di pochi secondi alla volta, e si evita accuratamente di forzare quando il gatto si irrigidisce, perché quello è il momento in cui l’associazione si rompe.
La coda richiede una precisazione. In molti soggetti è corta, ispessita e poco flessibile, ed è una zona che può essere dolente: va sfiorata e valutata, mai piegata né sollevata per manipolare il gatto. Anche il taglio delle unghie diventa importante più che in altre razze, perché un animale che si muove poco non le consuma e le unghie troppo lunghe alterano ulteriormente l’appoggio, aggiungendo un problema a un piede già malformato.
Il trasportino, che qui si usa spesso
Un fold ben seguito va dal veterinario più di un gatto medio: controlli ortopedici, gestione del dolore, eventuali radiografie di monitoraggio. Un gatto che entra da solo nel trasportino cambia radicalmente la qualità di quelle visite, e riduce le manipolazioni forzate, che in un animale dolorante sono un problema in più. Un trasportino rigido con omologazione IATA che si separa a metà permette di lasciarlo dentro durante buona parte dell’esame.
Il modello va scelto anche pensando all’ingresso: uno sportello frontale a filo del pavimento evita il gradino da scavalcare, e una coperta imbottita sul fondo attutisce le vibrazioni del viaggio. Il trasportino resta aperto in casa tutto l’anno, non si tira fuori il giorno della visita. Il metodo di abituazione passo per passo, valido anche sugli adulti che hanno già paura, è descritto in il gatto e il trasportino.
Cosa non funziona
Spruzzare acqua, alzare la voce o afferrare il gatto per spostarlo non insegna la regola: insegna che la persona è imprevedibile, e in un animale che ha già dei motivi fisici per diffidare del contatto il danno si somma. Le linee guida AAFP e ISFM mettono l’interazione umana positiva, coerente e prevedibile fra i pilastri di un ambiente sano, e ogni forma di punizione lavora esattamente nella direzione opposta.
C’è poi un errore specifico di questa razza: interpretare come pigrizia o testardaggine un comportamento che è dolore. Un gatto che non sale quando lo chiami, che non salta sul divano, che si ferma a metà di un percorso non sta ignorando l’addestramento, sta evitando un movimento che gli costa. Prima si esclude il dolore, poi si discute di educazione: invertire l’ordine porta a insistere su un animale che non può obbedire.