Alimentazione e fabbisogni nutrizionali dello Scottish Fold

Foto: Giuseppefontana055 · CC BY-SA 4.0 · via Wikimedia Commons
Il peso è la prima terapia articolare
In una razza in cui la malattia articolare è presente per definizione, il peso corporeo smette di essere una questione estetica e diventa la variabile su cui il proprietario può intervenire ogni giorno. Ogni chilo in eccesso si scarica su articolazioni malformate, e un gatto che ha male si muove meno, e muovendosi meno ingrassa ancora: è un circolo che si chiude in fretta. Tenere magro un fold è una terapia, non un vezzo.
Il metodo è quello standard e non ammette interpretazioni a occhio. Si pesa il gatto una volta al mese sulla stessa bilancia, si valuta la condizione corporea con le mani, si corregge la razione del dieci per cento alla volta aspettando qualche settimana prima di rivalutare. Le coste devono essere palpabili sotto una copertura sottile e la vita percepibile dietro le ultime coste. Il metodo completo, per fascia d’età, è in quanto deve mangiare un gatto.
Quanto dare e come distribuirlo
Le quantità stampate sulle confezioni sono medie calcolate su gatti attivi, e per un soggetto che si muove poco sono quasi sempre generose. Vanno prese come punto di partenza e corrette sui risultati, cioè sul peso reale misurato nel tempo. Due o tre razioni misurate al giorno funzionano meglio della ciotola sempre piena, che è il modo più semplice per accumulare peso senza accorgersene in un gatto sedentario.
Il modo più utile di distribuire il cibo, in questa razza, tiene conto delle articolazioni. Le ciotole vanno tenute a un’altezza che non obblighi il gatto ad abbassare troppo la testa e il collo, e non vanno collocate in punti che richiedono un salto per essere raggiunti: è una delle raccomandazioni che l’International Cat Care fa proprio per i gatti con questa malattia. Un piatto largo e basso su un rialzo stabile risolve la questione senza acquisti particolari.
Acqua e umido, con un occhio ai reni
Il gatto beve poco per natura, e in una razza che porta anche il rischio di rene policistico ereditato dagli incroci con il british shorthair l’idratazione merita attenzione fin da giovane. Aumentare la quota di alimento umido è il modo più efficace di alzare l’apporto idrico complessivo, e il confronto onesto fra i due formati è in crocchette o umido per il gatto, senza vincitori assoluti.
Sull’acqua contano posizione e numero delle ciotole: distribuite in più punti della casa, lontane da cibo e lettiera, riempite ogni giorno e raggiungibili senza salti. Per i soggetti che preferiscono l’acqua in movimento una fontanella silenziosa da 2,2 litri aumenta le occasioni di bere durante la giornata, purché sia facile da smontare e da lavare davvero. Una fontana pulita male è peggio di una ciotola pulita bene.
Integratori e diete articolari: cosa si sa
Il mercato degli integratori per le articolazioni è enorme e le promesse sono spesso più solide delle prove. Condroprotettori, acidi grassi omega 3 e diete formulate per il supporto articolare vengono usati comunemente nella pratica veterinaria e possono avere un ruolo, ma nessuno di questi prodotti modifica la malformazione ossea alla base della malattia: agiscono, quando agiscono, sull’infiammazione e sul comfort, che in un gatto con dolore cronico non è affatto poco ma non va confuso con una guarigione.
La scelta va fatta con il veterinario e non in autonomia, per due ragioni pratiche. La prima è che alcuni integratori interferiscono con i farmaci antinfiammatori prescritti, e in un gatto con dolore cronico la terapia farmacologica è la parte che conta. La seconda è che ogni prodotto aggiunge chilocalorie a un animale che deve restare magro. Un set di bacchette con piume usato a terra costa meno e ha effetti misurabili sul peso.