Educazione e intelligenza del Neva Masquerade

Foto: Burgerhus · CC BY-SA 4.0 · via Wikimedia Commons
Impara guardando, e guarda sempre
La CFA descrive il siberiano come un gatto molto intelligente, capace di imparare presto il significato del no e di risolvere problemi che ad altri gatti non interessano: il Neva Masquerade è lo stesso animale con un colore diverso. Nella pratica significa che osserva le sequenze e le ripete, che ricorda in quale mobile finisce il sacchetto delle crocchette e che collega il rumore delle chiavi all’uscita. Quello che sappiamo delle capacità cognitive della specie è riassunto in quanto è intelligente un gatto.
Il rovescio è che impara anche quello che nessuno voleva insegnargli. Se salire sul tavolo produce una volta su dieci qualcosa di buono, il comportamento si consolida invece di spegnersi, perché il rinforzo intermittente è il più difficile da estinguere. La coerenza vale più della severità, e in una casa con più persone significa decidere insieme che cosa è permesso prima che sia il gatto a stabilire le regole per tutti.
Rinforzo positivo e sessioni brevi
Il metodo è sempre lo stesso: far seguire immediatamente al comportamento desiderato qualcosa che il gatto vuole, entro un paio di secondi, altrimenti l’associazione non si costruisce. Il clicker rende il tempismo più preciso, marcando l’istante esatto prima del bocconcino, che va scalato dalla razione giornaliera. Le sessioni utili durano due o tre minuti e si chiudono mentre il gatto ha ancora voglia: si smette prima che si stufi, non quando ha già smesso di collaborare.
Su che cosa insegnare conviene essere concreti. Farsi maneggiare zampe e orecchie, entrare da solo nel trasportino, scendere dal piano su richiesta, restare fermo per una pettinata: sono le quattro cose che rendono gestibile un gatto grande e peloso per i quindici anni successivi. Per molti soggetti il rinforzo migliore non è il cibo ma trenta secondi di gioco con una bacchetta con piume, e vale la pena scoprirlo provando.
Trasportino e veterinario si insegnano prima
Il trasportino non deve comparire il giorno della visita. Va tenuto aperto in casa tutto l’anno, con dentro una coperta che sa di gatto e qualche crocchetta lasciata a caso, così da diventare un posto neutro invece del segnale che precede l’auto. Un trasportino rigido con omologazione IATA che si apre dall’alto e si separa a metà permette anche di lasciare il gatto nella base durante la visita, riducendo la parte peggiore dell’esperienza.
Il resto è desensibilizzazione: tre minuti in auto senza andare da nessuna parte, ripetuti finché la cosa diventa noiosa, premiando la calma e non la fuga. Il percorso completo, con i tempi realistici e gli errori più comuni, è in il gatto e il trasportino. Conviene farlo da gattino, perché un adulto di sette chili che ha deciso che il trasportino è una trappola ha opinioni molto chiare e la forza per sostenerle.
Regole di casa senza punizioni
Salire in alto non è un capriccio da correggere ma un bisogno di specie: dall’alto il gatto controlla l’ambiente e si tranquillizza. La strategia che funziona è offrire alternative migliori e rendere poco attraenti le superfici vietate, non rincorrere l’animale, come si vede in perché il gatto sale sui mobili: piano di lavoro sgombro, niente cibo lasciato fuori e una mensola vicina che offra la stessa vista. Il principio è quello di tutte le regole di casa: si offre un’alternativa migliore invece di vietare e basta.
Lo stesso ragionamento vale per il graffio, che serve a mantenere le unghie, a marcare e a stiracchiarsi. Un tiragraffi verticale in sisal alto abbastanza da permettere l’allungamento completo, piazzato dove il gatto passa e non nascosto in un angolo, risolve la maggior parte dei casi. Spruzzi d’acqua e voce alta, invece, insegnano una cosa sola: il gatto impara a evitare te, non il comportamento, e lo ripete appena esci dalla stanza.