Neva Masquerade: la vita in appartamento

Foto: Burgerhus · CC BY-SA 4.0 · via Wikimedia Commons
Serve altezza, e serve che regga
Un gatto pesante e atletico vive bene in appartamento a una condizione: che la casa sia sviluppata anche in verticale. Servono punti alti da cui osservare, percorsi che permettano di salire in più passaggi brevi e superfici che reggano il peso senza oscillare, perché una struttura instabile viene provata una volta e poi abbandonata per sempre. Il salto lungo si sostituisce con due corti, e questo vale ancora di più con un adulto di sette chili.
Le mensole a parete sono la soluzione che occupa meno pavimento: un percorso di mensole da parete per gatti fissato con tasselli adatti al muro aggiunge metri utili senza togliere spazio alla casa. Attorno a questo si costruisce il resto, cioè nascondigli a terra, punti di riposo in stanze diverse e occasioni di attività distribuite nella giornata. La logica delle cinque risorse, con tutto quello che serve a un gatto d’appartamento, è in arricchimento ambientale per gatti.
Il mito del gatto anallergico
Attorno al siberiano e al Neva Masquerade circola la leggenda del gatto che non fa allergia, e va smontata con precisione. L’allergene principale è la proteina Fel d 1: più dell’ottanta per cento delle persone allergiche al gatto ha anticorpi IgE diretti contro di essa, e viene prodotta soprattutto dalle ghiandole sebacee della pelle, oltre che dalla saliva e dalle ghiandole anali. Nessun gatto è privo di Fel d 1, e la lunghezza del pelo non cambia la sostanza del problema.
Quello che è vero è che la produzione varia parecchio da individuo a individuo. I maschi interi ne producono più delle femmine, i castrati meno degli interi, e negli studi condotti su gatti di questa razza le concentrazioni salivari misurate variavano di diverse volte fra un soggetto e l’altro, senza che questo permetta di parlare di linee a basso allergene: è variabilità individuale, non una proprietà ereditabile in modo prevedibile. Alcuni soggetti ne producono meno, nessuno è garantito.
La posizione delle società di allergologia è netta: un cane o un gatto davvero non allergenico non esiste, e una persona può tollerare meglio un animale specifico senza che questo lo renda sicuro. Il gatto stesso, poi, può essere allergico ad altro, ed è un tema diverso che si trova in le allergie del gatto. Qui il punto è che l’allergia riguarda la persona e si gestisce con un allergologo, non scegliendo un pedigree.
Vivere in casa con una persona allergica
Non esiste alcuna certificazione di ipoallergenicità: nessuna federazione felina, nessun ente sanitario e nessun laboratorio rilascia un attestato che renda un gatto sicuro per un allergico. Esistono servizi che misurano il Fel d 1 nella saliva di un singolo animale, ma quel numero descrive un gatto in un momento e non predice quanto starà male una determinata persona. Chi mostra un «certificato anallergico» sta vendendo un pezzo di carta senza valore.
Quello che funziona è meno romantico e più noioso. Una diagnosi allergologica prima di prendere l’animale, esposizioni ripetute e prolungate a quel gatto specifico e non a una fotografia, camera da letto interdetta, superfici dure invece della moquette, filtrazione dell’aria e mani lavate dopo le coccole. Va anche saputo che gli allergeni restano in casa per mesi dopo che l’animale se n’è andato: è la misura di quanto sia sbagliato affidarsi al nome di una razza.
Lettiera, pelo e pulizia
La vaschetta va scelta lunga almeno una volta e mezza il gatto senza la coda, il che con un adulto di questa taglia significa quasi sempre una cassetta grande invece di una lettiera da negozio. La regola resta una a testa più una, in stanze diverse, pulita due volte al giorno, perché la maggior parte dei problemi di eliminazione fuori posto nasce qui. Il confronto fra materiali e tipologie è nelle migliori lettiere per gatti.
Restano due questioni pratiche. Il granulato che esce dalla cassetta, perché zampe grandi e ciuffate ne portano fuori parecchio a ogni uscita, e che un tappetino per lettiera in silicone trattiene risciacquandosi in dieci secondi. E il pelo, che durante la muta è ovunque: superfici lavabili, tessuti sfoderabili e un passaggio quotidiano nelle stanze dove il gatto dorme fanno più differenza di qualunque aspirapolvere costoso. Una lettiera vegetale da 20 litri è più leggera da movimentare con questi volumi.