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Gattini e riproduzione del Selkirk Rex

Selkirk Rex rosso dal pelo riccio disteso al sole

Foto: Ciaccia at English Wikipedia · CC BY 3.0 · via Wikimedia Commons

I referti che un allevamento deve mostrarti

La differenza fra un allevamento e un rivenditore si misura in referti, non in fotografie. Vanno chiesti il pedigree di un’associazione riconosciuta, il libretto sanitario con vaccinazioni e sverminazioni e la documentazione dei due riproduttori, che qui ha due voci non negoziabili: il test genetico per il rene policistico e l’ecocardiografia fatta da un cardiologo. Un allevamento serio testa e mostra i referti senza che tu debba insistere, e senza spiegare perché nel suo caso quegli esami non servirebbero.

Il motivo per cui proprio questi due esami è scritto nella storia della razza. Il Selkirk Rex nasce da un persiano e ha usato per decenni persiano, exotic e british shorthair per costruire il tipo, quindi si porta dietro le predisposizioni di quelle razze: il rene policistico dalla linea persiana, la cardiomiopatia ipertrofica dalla linea british. Molti allevatori aggiungono la valutazione delle anche, dato che la displasia è segnalata nelle linee pesanti da cui il Selkirk discende.

Il rene policistico: perché un solo genitore basta

La malattia renale policistica legata al gene PKD1 è autosomica dominante, e questa è la parte che chi compra deve capire davvero. Non servono due genitori portatori come nelle malattie recessive: un solo genitore positivo trasmette la variante in media alla metà dei figli, e ogni gatto che la riceve è malato, perché non esistono portatori sani. I gattini nascono con reni apparentemente normali e le cisti compaiono presto, spesso già entro il primo anno di vita.

Il test si fa su tampone boccale, una volta sola nella vita, e non lascia margini di interpretazione: il soggetto è negativo oppure positivo. Il laboratorio di genetica veterinaria della UC Davis segnala inoltre che il genotipo con due copie è considerato incompatibile con la vita, il che spiega perché nessun allevamento debba accoppiare due positivi. La regola è semplice: i soggetti positivi non si riproducono, e il referto dei genitori si chiede prima di versare una caparra.

Vale la pena aggiungere che il test riguarda una variante precisa e non certifica reni sani per sempre. Un gatto negativo al PKD1 può comunque sviluppare una malattia renale cronica in età avanzata, come qualunque altro gatto, e i controlli del sangue e delle urine dopo i sette anni restano la buona pratica di sempre. Il quadro clinico, i tempi e il monitoraggio sono gli stessi descritti in la malattia renale del gatto.

Il genotipo del riccio, e perché gli omozigoti non sono i migliori

Il carattere rex è dominante, quindi basta un genitore riccio perché nascano cuccioli ricci, e nella pratica gli allevatori accoppiano quasi sempre un Selkirk riccio con un soggetto a pelo liscio. La ragione è tecnica e va contro l’intuito: il gatto con due copie della variante ha un ricciolo più stretto ma anche una struttura più esile e orecchie più grandi, cioè si allontana dal tipo pesante e rotondo che lo standard chiede. Gli allevatori preferiscono gli eterozigoti, e il test genetico serve proprio a distinguerli.

Da qui deriva una conseguenza che sorprende chi arriva da fuori: nelle cucciolate nascono regolarmente gattini a pelo liscio, che vengono registrati come varietà della razza e che sono a tutti gli effetti Selkirk Rex, utilissimi in riproduzione. Non sono soggetti difettosi né gatti di serie B, e chi li cede a prezzo pieno spacciandoli per ricci futuri non sta dicendo la verità: il riccio, se c’è, si vede fin dalle prime settimane e non compare dopo.

Cucciolata, nido e primi giorni a casa

La gestazione dura circa nove settimane e nella maggior parte dei casi il parto non richiede assistenza, ma il veterinario va allertato prima della data prevista e non durante. Nelle prime settimane il lavoro lo fa la madre, e l’intervento umano serve a garantire un nido tranquillo e riparato e a pesare i gattini ogni giorno alla stessa ora, perché la crescita quotidiana è il primo indicatore che qualcosa non va. Una cuccia nido morbida e lavabile in un angolo poco frequentato basta e avanza.

Sul mantello dei piccoli conviene mettere in conto una sorpresa. I gattini nascono già ricci, poi il pelo tende ad attenuarsi nei primi mesi e il riccio adulto si consolida più tardi, tanto che gli standard prevedono una tolleranza esplicita per i giovani. Nel frattempo si lavora sulle cose che contano davvero: la finestra sensibile per la socializzazione si chiude presto, e i passaggi utili sono elencati in la socializzazione del gattino.

Nei primi giorni a casa conviene limitare lo spazio a una stanza con tutte le risorse e allargarlo per gradi, tenendo la lettiera lontana dalla ciotola e usando lo stesso substrato dell’allevamento, come spiegato in la prima lettiera del gattino. Il viaggio di arrivo si fa con un trasportino morbido e imbottito, ma il modello rigido servirà comunque per le visite, ed è meglio comprarlo subito che scoprirlo il giorno del primo appuntamento.

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