Curiosità e aneddoti sul Selkirk Rex

Foto: Ciaccia at English Wikipedia · CC BY 3.0 · via Wikimedia Commons
Il gatto in vestito da pecora
Il soprannome che accompagna la razza è quello di gatto travestito da pecora, e non è pubblicità: un mantello lanoso, denso e arricciato su un corpo pesante e rotondo produce esattamente quell’effetto. È anche l’unica razza felina il cui nome viene da una persona invece che da un luogo o da un aspetto, perché Jeri Newman lo prese dal cognome del proprio patrigno, rompendo una tradizione che va dal Maine Coon al Cornish Rex passando per il persiano.
L’altra particolarità storica è la velocità con cui la razza si è costruita. Da una gattina trovata in un rifugio del Montana alla presenza stabile nei registri internazionali sono passati pochi decenni, e la base genetica è rimasta ampia proprio perché gli incroci con persiano, exotic e british sono stati mantenuti aperti a lungo. Una razza giovane e larga è un vantaggio raro, ma non protegge dalle malattie che quelle razze hanno portato in dote.
Il riccio più disordinato di tutti
Chi mette a confronto i tre rex più noti vede tre cose diverse. Nel Cornish Rex il mantello è fatto di solo sottopelo e forma onde regolari e parallele, quasi pettinate; nel Devon l’onda è più aperta e il pelo è rado e fragile; nel Selkirk i riccioli sono pieni, casuali, disposti a ciocche che vanno in tutte le direzioni, più marcati su collo, ventre e coda. Qui il pelo non manca, e questa è la differenza sostanziale fra il Selkirk e gli altri due.
Il motivo è genetico. Nel Selkirk Rex la variante del gene KRT71 arriccia tutti e tre i tipi di pelo, quello di guardia, gli intermedi e il sottopelo, mentre negli altri rex la mutazione toglie o accorcia una parte del mantello. Anche i baffi sono ricci e tendono a spezzarsi, cosa che accomuna tutte le razze arricciate: la mutazione riguarda la cheratina, quindi tocca qualunque struttura fatta di quella proteina, comprese le vibrisse.
Due varietà nella stessa cucciolata
Il Selkirk Rex esiste a pelo corto e a pelo lungo, e le due varietà possono comparire nella stessa cucciolata perché il gene del pelo lungo è entrato con gli incroci persiani ed è recessivo. Nella versione corta i riccioli sono compatti e la sensazione al tatto ricorda un peluche denso; nella lunga il pelo si organizza in ciocche più libere, con una gorgiera evidente e una coda folta, e richiede più lavoro di manutenzione settimanale.
La differenza pratica riguarda quasi solo la toelettatura e i nodi, non il carattere né la salute. Si sceglie in base al tempo disponibile, non all’estetica: la varietà lunga è più spettacolare e più impegnativa, quella corta è più semplice da tenere in ordine. In entrambi i casi il pelo morto resta impigliato fra i riccioli, e va tolto con il pettine, altrimenti finisce nello stomaco del gatto e alimenta la casistica dei boli di pelo nel gatto.
Non è ipoallergenico, e perde più di quanto sembri
La convinzione che un gatto riccio faccia meno allergia è diffusa quanto sbagliata. L’allergene principale è una proteina chiamata Fel d 1, prodotta soprattutto dalle ghiandole salivari e da quelle sebacee: finisce sul pelo durante la pulizia, e da lì nell’ambiente. Un mantello che trattiene il pelo morto disperde meno peluria in aria, ma produce la stessa quantità di allergene, e nessuna razza felina è priva di Fel d 1, comprese quelle senza pelo.
C’è anche un equivoco quantitativo. Il Selkirk Rex ha un mantello completo con tutti e tre i tipi di pelo, quindi perde come qualunque altro gatto: la differenza è che il pelo resta impigliato nei riccioli invece di depositarsi sui divani, e chi non pettina se lo ritrova tutto insieme sotto forma di nodi. Chi ha una diagnosi di allergia dovrebbe parlarne con un allergologo prima di prendere il gatto, tenendo presente che le forme descritte in le allergie del gatto sono un capitolo diverso e riguardano la sua pelle.
Le misure che riducono l’esposizione sono le stesse per tutte le razze: tenere il gatto fuori dalla camera da letto, preferire pavimenti lavabili ai tappeti, aspirare con filtri adeguati, lavare ogni settimana coperte e cucce, per esempio una cuccia nido morbida e lavabile, e lavarsi le mani dopo il contatto prolungato. In questa razza si aggiunge la pettinatura regolare con un pettine a denti larghi, che toglie dalla circolazione il pelo prima che lo faccia la casa.