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Origine e storia del Selkirk Rex

Selkirk Rex rosso dal pelo riccio disteso al sole

Foto: Ciaccia at English Wikipedia · CC BY 3.0 · via Wikimedia Commons

Miss DePesto, Montana, fine anni Ottanta

La razza nasce da una gattina trovata in Montana in una cucciolata di randagi: unica fra i fratelli, aveva i baffi ricci e un mantello che sembrava appena uscito da una permanente. Finì fra le mani della persona giusta, l’allevatrice di persiani Jeri Newman, che la chiamò Miss DePesto e decise di verificare se quel carattere si trasmettesse. La accoppiò con un proprio maschio persiano nero, e dalla cucciolata nacquero sei gattini: tre ricci e tre a pelo liscio.

Quel risultato, letto in una riga, diceva già tutto. Con una mutazione recessiva, come quella del Cornish e del Devon Rex, dall’incrocio con un gatto a pelo normale non sarebbe nato nemmeno un cucciolo riccio. Metà cucciolata riccia significava invece un carattere dominante, cioè trasmesso da un solo genitore. Il Selkirk Rex è anche l’unica razza felina il cui nome viene da una persona: Newman lo prese dal cognome del proprio patrigno, invece che dal luogo di origine.

Un rex dominante, e perché cambia tutto

La conferma di laboratorio è arrivata nel 2013, con uno studio pubblicato su Scientific Reports che ha individuato una variante di splicing nel gene KRT71, lo stesso gene coinvolto nel Devon Rex e nello Sphynx ma con un allele diverso e con un comportamento opposto. Il laboratorio di genetica veterinaria della UC Davis lo descrive come autosomico dominante a dominanza incompleta: basta una copia per avere il riccio, e chi ha due copie mostra un ricciolo più stretto e una struttura più esile.

La dominanza ha una conseguenza pratica che cambia il modo di allevare. Nelle razze rex recessive il carattere può nascondersi per generazioni in soggetti a pelo liscio; qui no, perché un Selkirk Rex riccio ha per forza un genitore riccio e i portatori invisibili non esistono. Gli accoppiamenti sono quindi più prevedibili, e la percentuale attesa di cuccioli ricci si calcola in anticipo con una precisione che nelle altre razze arricciate è impossibile ottenere senza un test genetico.

Il persiano nella fondazione, e gli incroci che ne sono seguiti

La razza nasce letteralmente da un persiano, e non è un dettaglio archivistico. Per costruire il tipo, cioè un gatto pesante, rotondo e dalle ossa robuste, gli allevatori hanno usato persiani, exotic shorthair e british shorthair, e i registri hanno mantenuto a lungo aperti quegli incroci. La CFA li ha ammessi fino ai nati entro il 1º gennaio 2025, mentre altri registri consentono ancora british, american shorthair, persiano e himalayano, ed è anche il motivo per cui esiste una varietà a pelo lungo.

L’apertura genetica è una buona notizia sul piano della variabilità e una cattiva notizia su un punto preciso: con le razze entrano anche le loro malattie. Dal persiano arriva il rischio del rene policistico, dal british quello della cardiomiopatia ipertrofica, e sono esattamente i due esami che un allevamento di Selkirk deve saper esibire. Il resto della gestione quotidiana non ha nulla di esotico e assomiglia a quella di qualunque gatto in appartamento.

Uno standard fatto di riccioli disordinati

Lo standard di razza descrive un gatto di taglia media o grande, dall’ossatura pesante e dal torso rettangolare e muscoloso, con testa rotonda e muso ben visibile: penalizzata l’eccessiva compattezza, squalificata l’assenza di qualunque onda nel mantello. Il riccio non deve essere ordinato: gli anelli sono casuali, disposti a ciocche, più evidenti su collo, ventre e coda. È la differenza che si vede a occhio rispetto alle onde regolari e parallele del Cornish Rex.

Il mantello arriva con calma, e gli standard prevedono esplicitamente una tolleranza per i gattini e i giovani adulti, in cui il riccio è meno evidente. Chi compra un cucciolo dovrebbe saperlo, perché nei primi mesi il pelo può sembrare quasi liscio prima di tornare arricciato. Nel frattempo il gatto è già quello che sarà da adulto sul piano del carattere, e le priorità sono quelle di la socializzazione del gattino: la scelta di una cuccia morbida e lavabile o di un albero con piattaforme ampie conta più dell’aspetto del pelo.

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