Gioco e stimoli consigliati per il Selkirk Rex

Foto: Ciaccia at English Wikipedia · CC BY 3.0 · via Wikimedia Commons
Interattivo più che iperattivo
La CFA lo descrive come un gatto più interattivo che attivo, e la formula spiega bene come funziona il gioco in questa razza: partecipa volentieri se qualcuno propone, molto meno se deve organizzarsi da solo. Le linee guida AAFP e ISFM mettono fra i pilastri di un ambiente sano l’opportunità di esprimere il comportamento predatorio, e in un soggetto poco intraprendente l’iniziativa deve venire dalle persone: due sessioni brevi al giorno, a orari fissi, valgono più di un cesto di giocattoli lasciati a terra.
Il gioco è caccia, e la caccia ha una sequenza: individuazione, appostamento, inseguimento, cattura. Una sessione interrotta a metà lascia il gatto in sospeso, quindi ogni giro va chiuso con una cattura riuscita e possibilmente con un piccolo pasto subito dopo, che è la sequenza naturale e porta al riposo. In una razza tranquilla questo schema serve anche a un secondo scopo, cioè a garantire ogni giorno una quota di movimento che il gatto da solo non farebbe.
Bacchette, ritmo e sicurezza
La bacchetta resta lo strumento migliore perché tiene la mano lontana dai denti e permette di calibrare il ritmo su un gatto che non scatta al primo movimento. Un set di bacchette e giochi con piume copre preferenze individuali che variano parecchio. L’oggetto va mosso lontano dal gatto e mai verso di lui, con pause di appostamento: con un soggetto poco reattivo conviene rallentare e lasciare il tempo di preparare l’agguato, invece di aumentare la velocità sperando di accendere l’interesse.
Restano due regole di sicurezza che valgono più di qualunque consiglio tecnico. Fili, nastri e piume vanno riposti dopo l’uso, perché l’ingestione di materiale filiforme è una delle emergenze chirurgiche più frequenti nel gatto. E il puntatore laser va evitato o usato con molta cautela, perché non permette nessuna cattura reale; se proprio lo si usa, va chiuso facendolo atterrare su un oggetto fisico che il gatto possa prendere fra le zampe.
Attività da solo: cibo che si guadagna
Fra una sessione e l’altra serve materiale utilizzabile in autonomia, e in questa razza la leva più efficace è il cibo. I giochi che rilasciano crocchette quando vengono spinti o ruotati spostano una parte della razione dalla ciotola all’attività, che è esattamente quello che serve a un gatto sedentario e incline al sovrappeso. Anche una palla interattiva a movimento automatico ha senso in questa logica, purché resti un complemento e non il sostituto della sessione guidata.
Funzionano bene anche i nascondigli, che costano poco e vengono usati tutti i giorni. Un tunnel pieghevole da 130 centimetri unisce agguato e riparo, e le scatole di cartone fanno lo stesso lavoro a costo zero: le ragioni per cui il gatto ama le scatole valgono in tutte le razze. Conviene ruotare gli oggetti disponibili ogni settimana, perché la novità conta più della quantità e un gioco sempre uguale smette presto di funzionare.
Quando la pigrizia non è carattere
In una razza descritta come tranquilla è facile attribuire al temperamento quello che invece è un problema. Un gatto che smette di giocare del tutto, che dorme più del solito, che si affatica prima o che sceglie posti bassi dopo aver sempre usato quelli alti merita una visita e non un’interpretazione caratteriale. Le tre piste da escludere sono quelle già note qui, cioè il peso, le articolazioni e il cuore, e nessuna delle tre si valuta a casa guardando il gatto.
Se le cause mediche sono escluse, il problema è quasi sempre l’ambiente: giochi sempre uguali lasciati a terra per mesi, sessioni troppo lunghe che stancano invece di soddisfare, nessuna cattura finale, casa priva di punti in cui appostarsi e osservare. Conviene cambiare una variabile alla volta e dare a ciascuna una settimana di prova, invece di comprare tutto insieme. La casistica completa, comportamentale e sanitaria, è raccolta in perché il gatto non gioca. Un gatto adulto sano gioca, in tutte le razze e a qualunque età, e la quantità cambia mentre l’interesse resta.