Maobau

Cura del pelo e salute dell’Highland Fold

Highland Fold a pelo lungo con le orecchie piegate

Foto: Nickolas Titkov from Moscow, Russian Federation · CC BY-SA 2.0 · via Wikimedia Commons

La stessa osteocondrodisplasia, senza sconti

L’Highland Fold porta la stessa variante del gene TRPV4 dello Scottish Fold, perché è lo stesso gatto con un mantello diverso. La documentazione della UFAW è netta su un punto che gli annunci non riportano mai: non esistono portatori sani, e tutti i gatti con le orecchie piegate sviluppano osteocondrodisplasia in qualche misura. Cambia la gravità, non la presenza: certi soggetti zoppicano già nel primo anno di vita, altri procedono a lungo con una rigidità lenta che in casa viene archiviata come età che avanza.

I gatti con due copie della variante, nati da due genitori con le orecchie piegate, hanno le forme più gravi e precoci, con alterazioni radiografiche documentabili già a poche settimane di vita e deformità evidenti. Gli eterozigoti, che sono la quasi totalità dei soggetti in commercio, hanno un decorso più variabile: uno studio italiano pubblicato nel 2023 su Journal of Feline Medicine and Surgery ha trovato segni clinici conclamati in una minoranza dei soggetti giovani esaminati, il che dice che l’espressione varia, non che la malattia manchi.

I segni da conoscere sono ortopedici e comportamentali insieme: andatura rigida o a scatti, salti evitati o interrotti a metà, articolazioni ingrossate alle estremità, coda corta e poco flessibile, riluttanza a scendere le scale, toelettatura che diventa irregolare. La lettura di questi segnali, che nel gatto sono sempre sottili perché l’animale non zoppica quasi mai in modo evidente, è la stessa descritta in artrosi del gatto, e conviene impararla prima di averne bisogno invece che dopo.

Un mantello lungo su un gatto che si lava male

Qui sta la differenza pratica rispetto alla varietà a pelo corto. La toelettatura è un’attività atletica: il gatto si torce, si allunga, arriva alla base della coda e all’interno delle cosce. Un animale con articolazioni dolenti smette di farlo, e su un mantello semilungo il risultato si vede in poche settimane sotto forma di nodi compatti proprio nelle zone che lui non raggiunge più. I nodi arrivano dove arriva il dolore, e sono una mappa involontaria del problema.

Ne segue una routine non negoziabile: pettinatura due o tre volte alla settimana con un pettine a denti larghi, con attenzione a culotte, ascelle, inguine e base della coda. I nodi già formati non si strappano e non si tagliano con le forbici, perché la pelle del gatto è sottile e si taglia insieme al pelo: si aprono con le dita o li rimuove il veterinario. Il pelo attorno all’ano va tenuto corto, altrimenti si sporca ogni volta che il gatto usa la lettiera.

Il mantello lungo comporta anche più pelo ingerito e quindi più boli, con la distinzione fra vomito occasionale e vomito frequente spiegata in i boli di pelo nel gatto. Un set pettine e spazzola per gatti resta il modo più efficace di ridurre la quantità che finisce nello stomaco, e ha il vantaggio di far scoprire noduli e zone dolenti settimana dopo settimana, cioè di trasformare mezz’ora di toelettatura in un controllo sanitario ripetuto.

Orecchie piegate più ciuffi lunghi

Il padiglione ripiegato riduce la ventilazione del condotto e rende difficile ispezionarlo; nella varietà semilunga si aggiungono ciuffi di pelo abbondanti dentro e attorno all’orecchio, che trattengono cerume e sporco. Il risultato è che un’otite iniziale passa inosservata più a lungo che in qualunque altro gatto, e quando viene notata è già una faccenda da terapia lunga. Il controllo va fatto ogni settimana, sollevando delicatamente la piega e guardando dentro con una luce, senza mai spingere bastoncini nel condotto: si guarda, non si fruga.

La pulizia si fa con un detergente auricolare veterinario e un batuffolo, quando serve e non per abitudine. I segnali da non ignorare sono odore acido, secrezione scura, testa inclinata, grattamento insistente: sono tutti motivi per una visita, non per un rimedio casalingo. Meglio guardare ogni settimana che pulire ogni giorno, perché la pulizia eccessiva irrita il condotto e può peggiorare il quadro invece di prevenirlo.

Le altre voci che arrivano dagli incroci

Alle spalle della razza ci sono decenni di incroci, e con quelli viaggiano patologie che non hanno niente a che fare con la piega. Il laboratorio di genetica veterinaria della UC Davis elenca lo Scottish Fold, e con esso la varietà semilunga, fra le razze a cui rivolge il test per la malattia renale policistica: la variante del gene PKD1 si trasmette in modo autosomico dominante, quindi una copia sola è sufficiente perché il gatto sia malato. Nelle linee con antenati persiani, che sono quelle da cui viene il pelo lungo, il tema è tutt’altro che teorico.

La seconda voce è la cardiomiopatia ipertrofica, la malattia cardiaca più comune del gatto secondo il Cornell Feline Health Center, presente fra le predisposizioni del british shorthair e dell’american shorthair, cioè delle razze ammesse come incrocio. Si diagnostica con l’ecocardiografia e non con l’auscultazione. Il decorso renale a lungo termine, con i controlli che lo rendono gestibile, è quello descritto in la malattia renale del gatto. Per un gatto che andrà spesso dal veterinario, un trasportino rigido apribile dall’alto non è un accessorio ma uno strumento di lavoro.

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