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Gattini e riproduzione dell’Highland Fold

Highland Fold a pelo lungo con le orecchie piegate

Foto: Nickolas Titkov from Moscow, Russian Federation · CC BY-SA 2.0 · via Wikimedia Commons

Come nasce una cucciolata con quattro tipi di gattino

Nella stessa cucciolata di questa razza possono comparire quattro combinazioni: orecchie piegate o dritte, pelo corto o semilungo. La piega segue una variante dominante, quindi basta un genitore che la porti; il pelo lungo è recessivo, quindi devono portarlo entrambi. Ne segue che due Highland Fold a pelo semilungo generano solo cuccioli semilunghi, mentre un Fold a pelo corto portatore accoppiato con un partner portatore può dare sia l’una sia l’altra varietà.

La regola di allevamento che le federazioni impongono riguarda invece le orecchie: si accoppia un soggetto con le orecchie piegate solo con uno dalle orecchie dritte. Lo standard della World Cat Federation lo scrive esplicitamente, vietando l’accoppiamento fra due soggetti Fold. Serve a evitare i gattini con due copie della variante, che sviluppano le forme più gravi e precoci della malattia: evita i casi peggiori, non produce gatti sani.

Uno standard che contiene un esame clinico

C’è un dettaglio negli standard di razza che vale più di molte discussioni. Fra le cause di squalifica in esposizione, lo standard della World Cat Federation per l’Highland Fold elenca la rigidità di qualunque parte della coda. Significa che il giudice, mentre valuta la bellezza dell’animale, esegue in pratica un test clinico per l’osteocondrodisplasia: una coda che non si flette è uno dei segni più semplici da rilevare a mano, e uno dei primi a comparire.

È una contraddizione istruttiva: lo stesso regolamento che premia le orecchie piegate esclude i gatti in cui la mutazione ha lasciato il segno più evidente. Chi va a vedere una cucciolata può usare lo stesso criterio, con delicatezza: la coda dei genitori e quella dei cuccioli si sfiorano lungo tutta la lunghezza, senza piegarle. Un allevatore che si irrigidisce davanti a questa richiesta ha appena risposto alla domanda più importante.

Chi non lo registra e chi ne sconsiglia l’allevamento

Il quadro istituzionale è quello dello Scottish Fold, ricostruito nel dettaglio nella scheda su gattini e riproduzione dello Scottish Fold: la FIFe, di cui l’ANFI è il socio italiano, non riconosce la razza e i suoi soggetti non possono essere iscritti né esposti nei circuiti italiani; l’ente britannico GCCF ha ritirato le registrazioni negli anni Settanta e oggi sconsiglia apertamente al pubblico di acquistare gatti di questa razza. La World Cat Federation la riconosce, CFA e TICA anche.

Sul piano veterinario la posizione è più compatta di quella dei registri. Per l’International Cat Care, che sul tema lavora insieme alla British Veterinary Association, allevare animali portatori di una mutazione notoriamente dolorosa non è difendibile sul piano etico; la documentazione UFAW aggiunge l’osservazione tecnica che rende la faccenda semplice, cioè che basterebbe non far più riprodurre nessun gatto con le orecchie piegate perché in una sola generazione la condizione sparisse. Diversi paesi europei hanno vietato l’allevamento, fra cui i Paesi Bassi e l’Austria.

Il pelo semilungo non modifica nessuno di questi punti, e questo è il motivo per cui la scheda esiste. Un Highland Fold venduto con un nome che suona nuovo è lo stesso gatto con la stessa variante, e chi lo compra sostiene la produzione della cucciolata successiva. Il nome non cambia la genetica: cambia solo la facilità con cui l’acquirente trova, o non trova, le informazioni che gli servono.

Se il gatto è già in casa

Chi ha già un Highland Fold non ha niente da farsi perdonare e ha invece un elenco di cose utili da fare subito. La prima è una valutazione veterinaria di base, radiografie di arti e coda comprese, per fissare il punto di partenza e avere immagini da rimettere accanto a quelle dei controlli successivi. La seconda è concordare un piano per il dolore: è una terapia da rivedere nel tempo, non una scatola di compresse da tenere nel cassetto per le giornate storte.

La terza è tenere il gatto magro, che è l’intervento con il miglior rapporto fra sforzo e beneficio in assoluto, e la quarta è adattare la casa: superfici antiscivolo, rampe, lettiere con un lato basso, ciotole raggiungibili e una cuccia morbida e lavabile a terra in ogni stanza usata. La quinta riguarda il mantello, che in questa varietà richiede il pettine due o tre volte alla settimana perché il gatto non ci arriva più da solo.

L’ultima è la sterilizzazione, se non è già stata fatta. Non è solo una questione sanitaria generale, per la quale valgono le ragioni elencate in la sterilizzazione del gatto: è il modo per essere certi che quel gatto non generi una cucciolata, nemmeno per caso e nemmeno una volta sola. Chi lo ama ha un motivo in più per non far nascere altri animali con la stessa condizione.

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