Origine e storia dell’Highland Fold

Foto: Nickolas Titkov from Moscow, Russian Federation · CC BY-SA 2.0 · via Wikimedia Commons
Che cos’è, detto subito
L’Highland Fold non è una razza a sé: è lo Scottish Fold a pelo semilungo. Stessa origine, stessa popolazione, stessi accoppiamenti, stessa mutazione. L’unica differenza è la lunghezza del mantello, governata da un gene recessivo che con la piega dell’orecchio non ha niente a che vedere. Chi lo compra pensando di prendere un gatto diverso, magari più sano perché registrato con un altro nome, sta comprando esattamente lo stesso animale: il pelo lungo non cambia lo scheletro.
La storia comune comincia nel 1961 in una fattoria del Perthshire, dove viene notata una gatta bianca con le orecchie ripiegate in avanti, e prosegue con un programma di selezione costruito su incroci con gatti domestici e con razze britanniche e americane. Quel percorso, con il ritiro delle registrazioni da parte dell’ente britannico e il no della FIFe, è raccontato per esteso nella scheda su origine e storia dello Scottish Fold, e vale parola per parola anche qui.
Da dove arriva il pelo lungo
Il mantello semilungo non è un’aggiunta recente. TICA ricorda che nei primi decenni gli allevatori usarono anche persiani, exotic shorthair e burmesi, oltre alle razze ammesse oggi come incrocio, e il gene del pelo lungo è entrato nella razza per quella strada, restando poi nascosto nelle generazioni successive perché è recessivo. Serve una copia da entrambi i genitori perché un cucciolo nasca a pelo semilungo, e questo spiega perché la varietà sia comparsa nelle cucciolate con anni di ritardo rispetto alla piega.
Il riconoscimento espositivo è arrivato di conseguenza: TICA ha ammesso i soggetti a pelo lungo al campionato alla fine degli anni Ottanta, la CFA ha diviso la razza in varietà separate nei primi anni Novanta. Piega e pelo viaggiano separati, tanto che nella stessa cucciolata possono nascere quattro combinazioni: orecchie piegate o dritte, pelo corto o semilungo. La manutenzione del mantello, però, cambia parecchio: qui serve un pettine a denti larghi più volte alla settimana.
Quattro nomi per lo stesso gatto
A seconda del registro, il Fold a pelo semilungo si chiama Highland Fold, Scottish Fold Longhair, Longhair Fold o Coupari, quest’ultimo dal nome della località scozzese vicina alla fattoria d’origine. La World Cat Federation pubblica uno standard intitolato proprio Highland Fold, con la sigla SFL; TICA e CFA preferiscono la formula Scottish Fold Longhair, che ha il pregio di dire come stanno le cose. In Italia il nome che circola negli annunci è quasi sempre il primo.
La molteplicità dei nomi non è un dettaglio linguistico innocuo. Un nome diverso fa sembrare diverso anche l’animale, e permette di presentare come razza nuova e poco conosciuta un gatto che porta una condizione documentata da decenni. Il nome cambia, la mutazione no: chi cerca informazioni su questi gatti deve cercarle sotto la voce Scottish Fold, altrimenti trova soltanto schede commerciali e nessuna delle fonti veterinarie che contano.
La piega è una malattia, e va detto all’inizio
La variante responsabile ha un nome dal 2016, quando un lavoro su Osteoarthritis and Cartilage ne pubblicò la sequenza: una sostituzione puntiforme nel gene TRPV4, siglata c.1024G>T, che colpisce un canale ionico coinvolto nella formazione della cartilagine. L’orecchio e lo scheletro non hanno due difetti distinti, ne hanno uno solo: la piega è la porzione di quel difetto che si vede da fuori, mentre arti, articolazioni e coda ne portano il resto. La condizione che ne deriva si chiama osteocondrodisplasia, e il quadro clinico è descritto in cura del pelo e salute dello Scottish Fold.
Dirlo in apertura non serve a colpevolizzare nessuno. Serve a mettere in fila le informazioni nell’ordine giusto, perché tutte le altre schede di questa razza, dall’alimentazione all’arredamento, discendono da questo punto. Un Highland Fold è un gatto che va gestito come un paziente ortopedico per tutta la vita, e chi lo sa dall’inizio può cominciare subito: una cuccia a ciambella imbottita a terra e nessun percorso obbligato che richieda salti sono i primi due interventi.