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Origine e storia del Ragdoll

Ragdoll bicolore con occhi azzurri in piedi su un tavolo

Foto: Simone Johnsson · CC BY-SA 2.0 · via Wikimedia Commons

Una gatta bianca di Riverside

Il Ragdoll nasce a Riverside, in California, negli anni Sessanta, dal lavoro di un’allevatrice, Ann Baker. Il punto di partenza è Josephine, una gatta bianca a pelo lungo che viveva nel vicinato e che produceva cuccioli particolarmente docili; Baker li acquistò e li incrociò con maschi di sua proprietà, fra cui un seal point mitted chiamato Daddy Warbucks e un maschio nero, Blackie. La selezione fu impostata su due criteri: l’aspetto, cioè taglia, occhi azzurri e mantello semilungo colourpoint, e soprattutto il temperamento, scelto come carattere di razza al pari del colore.

Attorno a quella storia Baker costruì una versione leggendaria: sosteneva che i geni di Josephine fossero stati modificati durante le cure ricevute dopo un incidente d’auto, e che da lì venissero la mansuetudine e la tendenza ad abbandonarsi in braccio. Nessun meccanismo biologico regge quella spiegazione, perché una ferita non cambia il patrimonio genetico dei cuccioli concepiti dopo. Il Ragdoll è nato come nascono tutte le razze feline, scegliendo per qualche generazione i soggetti che somigliavano di più a un’idea, ed è un’origine che non toglie nulla al risultato.

Dalla IRCA ai registri ufficiali

Baker registrò il nome e fondò una propria organizzazione, la IRCA, con contratti e regole che vincolavano chi allevava sotto quel marchio. A metà degli anni Settanta una parte degli allevatori, guidata da Denny e Laura Dayton, uscì da quel sistema per portare il Ragdoll nei registri tradizionali, con pedigree verificabili e standard scritti da commissioni. È da quella scissione che discende quasi tutta la popolazione riconosciuta di oggi, mentre dalla linea rimasta legata a Baker sono nate altre varietà, fra cui la razza che sarebbe poi diventata il Ragamuffin.

Il percorso nei registri fu lungo. La FIFe iscrive il Ragdoll dal 1991, la CFA gli riconosce lo status di campionato all’inizio del Duemila, TICA lo ammette alle esposizioni ancora prima. Il risultato è che oggi esistono standard scritti, giudici formati e genealogie controllabili, che restano l’unico modo per sapere che cosa si sta comprando. Un gatto colourpoint senza pedigree non è un Ragdoll, anche quando gli somiglia e viene venduto allo stesso prezzo, e chi lo acquista non ha nessuna informazione sui test fatti ai genitori.

Che cosa chiede lo standard

Lo standard FIFe colloca il Ragdoll nella prima categoria e descrive un gatto grande, dal corpo lungo e muscoloso, con ossatura da media a forte e zampe di lunghezza media, le anteriori un poco più basse delle posteriori. La coda è lunga, ben fornita e in un soggetto tipico arriva alla spalla se ripiegata sul dorso. La testa è un cuneo modificato di media grandezza, con la fronte leggermente arrotondata e il naso diritto; le orecchie sono di media grandezza, a base larga e con le punte arrotondate.

Gli occhi sono grandi, ovali e devono essere azzurri: un colore diverso è motivo di squalifica. Il pelo è di media lunghezza, morbido e setoso, più corto sulle spalle e più abbondante attorno al collo e sui posteriori; un pettine per gatti passato due volte a settimana basta a tenerlo in ordine. I pattern ammessi sono tre, colourpoint, mitted e bicolore, nei colori seal, blu, cioccolato, lilla, rosso e crema, anche tabby e tortie: nei mitted e nei bicolori la distribuzione del bianco è regolata con precisione, e guantini troppo alti o una striscia ventrale interrotta bastano a precludere il certificato.

Un gigante che cresce piano

È una delle razze feline più grandi: i maschi adulti superano spesso i sei chili e i soggetti più strutturati vanno oltre, mentre le femmine restano nettamente più leggere. La taglia definitiva arriva solo a tre o quattro anni e il colore del mantello si stabilizza attorno ai due o tre, cosa che rende ingannevole il confronto fra un giovane e un adulto della stessa linea. La conseguenza pratica è banale e quasi sempre trascurata: gli accessori vanno scelti sulla misura del gatto finito, e un albero da 143 centimetri che regge il salto di un animale pesante dura molto più di una struttura leggera.

L’altra differenza rispetto alle razze orientali è il registro sonoro: il Ragdoll ha in genere una voce sottile e la usa poco, tanto che chi arriva da un gatto molto vocale fatica ad accorgersi delle sue richieste. Il silenzio non significa assenza di bisogni, e vale la pena sapere che cosa c’è dietro un gatto che non miagola. Per il resto è un gatto domestico come gli altri, con un’aspettativa di vita che dipende dalle cure molto più che dal pedigree, come si vede leggendo quanto vive un gatto.

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