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Gattini e riproduzione del Chausie

Chausie fulvo disteso su un terreno sabbioso

Foto: Wilczakrew · CC BY-SA 3.0 · via Wikimedia Commons

Incrociare due specie non è un dettaglio tecnico

La prima generazione nasce dall’accoppiamento fra un gatto della giungla e una gatta domestica, e questo porta con sé problemi che nelle razze ordinarie non esistono. Il Cat Group, nella sua posizione sugli ibridi, elenca il rischio di lesioni per la femmina domestica, le differenze fisiologiche fra le due specie che possono tradursi in aborti e parti prematuri, e il traffico di felidi selvatici che alimenta questi programmi. Non è una nota a margine: è il cuore della questione.

Chi compra un cucciolo di generazione avanzata non partecipa direttamente a quel passaggio, ma lo alimenta comunque, perché la domanda di Chausie tiene in piedi la produzione di prime generazioni a monte. Vale la pena saperlo prima di scegliere, non per rinunciare per forza, ma per decidere con l’informazione completa. È la stessa onestà con cui andrebbero guardati i costi estetici di altre razze, dalle orecchie piegate al muso schiacciato.

Maschi sterili per diverse generazioni

Nei mammiferi, quando due specie si incrociano, il sesso eterogametico è quello che paga per primo in fertilità: nei felini sono i maschi. È la regola di Haldane, e uno studio pubblicato su Molecular Biology and Evolution nel 2015 sugli ibridi con serval e con gatto leopardo ne ha descritto i meccanismi, dalla disfunzione del cromosoma X ai geni coinvolti nella barriera emato-testicolare. Nel Chausie succede la stessa cosa: i maschi delle prime generazioni sono sterili e la fertilità torna solo più avanti nella linea.

Le implicazioni pratiche sono due. La prima è che un maschio di prima o seconda generazione non riprodurrà, e chi lo vende come futuro stallone sta vendendo qualcosa che non esiste. La seconda è strutturale: la razza si mantiene reincrociando femmine ibride con maschi delle generazioni fertili, e questo tiene il pool riproduttivo molto stretto, concentrando le varianti dannose. Per i soggetti da compagnia la sterilizzazione resta comunque la scelta corretta, per i motivi riassunti in la sterilizzazione del gatto.

Che cosa deve mostrarti l’allevamento, con quali carte

Le domande da fare sono poche e specifiche. Quale generazione è esattamente questo cucciolo e come è documentata sul pedigree, risalendo di ramo in ramo. Quali permessi accompagnano l’animale, considerato che la CITES tratta come esemplari protetti gli ibridi con un antenato tutelato nelle quattro generazioni precedenti. Che cosa è stato fatto sui riproduttori sul piano clinico, a partire dall’ecocardiografia. E soprattutto: ci sono stati problemi digestivi nella linea, e come mangiano i genitori.

Vanno chiesti anche i tempi e i luoghi. Dove crescono i cuccioli, in casa o in box separati, quante persone li maneggiano, se hanno visto un cane, un aspirapolvere, un trasportino. Un allevamento che non fa entrare nessuno e manda solo fotografie va guardato con sospetto. E va verificata la regolarità anagrafica, con microchip e passaporto se l’animale arriva dall’estero, perché in questa razza i passaggi transfrontalieri sono la norma e non l’eccezione.

Le settimane che formano il carattere

Il periodo sensibile della socializzazione del gattino si concentra nelle prime settimane di vita e si chiude presto, molto prima di quanto si creda. Quello che il cucciolo incontra in quel periodo diventa normale per il resto della vita, quello che non incontra resta potenzialmente spaventoso. In un ibrido con una quota di reattività superiore alla media questo pesa il doppio: un Chausie cresciuto in un box senza contatto umano quotidiano difficilmente diventerà un gatto gestibile, quale che sia la generazione sul pedigree.

Per questo l’età di consegna non si negozia al ribasso. Il cucciolo va lasciato con la madre e i fratelli almeno fino a tre mesi, perché lì impara l’inibizione del morso, la gestione della frustrazione e i codici sociali della specie. Le tappe complete sono in la socializzazione del gattino. Nei primi giorni a casa un diffusore Feliway Optimum e una cuccia nido morbida e lavabile in una stanza sola aiutano l’ambientamento.

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