Curiosità e aneddoti sul LaPerm

Foto: Bebopscrx · CC BY-SA 3.0 · via Wikimedia Commons
Un nome francese arrivato dal fiume Columbia
Poche razze feline prendono il nome da un trattamento da parrucchiere. Il LaPerm sì: la perm, cioè la permanente, in un inglese locale che nella zona del fiume Columbia ha assorbito per tradizione parole francesi usate come se fossero di casa. La scelta racconta bene lo spirito con cui la razza è stata costruita, senza pretese aristocratiche e senza leggende su regine in fuga o gatti sacri, che nel mondo felino sono la regola più che l’eccezione.
L’origine è del resto la più prosaica possibile: un fienile, una gatta da lavoro che teneva sotto controllo i topi fra i ciliegi e una cucciolata come tante. Nessun progetto, nessun laboratorio, nessun incrocio esotico: una mutazione comparsa da sola e una proprietaria che ha avuto la curiosità di capire che cosa stava succedendo invece di regalare i gattini strani al primo che passava. È una storia che assomiglia molto a quella di altre razze nate da un caso, dal Selkirk Rex trovato in un rifugio del Montana all’American Curl comparso in un giardino della California.
I baffi che non si spezzano
Chi ha convissuto con un Cornish o con un Devon Rex conosce il problema: le vibrisse sono corte, arricciate e fragili, e si spezzano di continuo. Nel LaPerm succede il contrario, perché la mutazione agisce in modo diverso e i baffi restano lunghi e flessibili. È un dettaglio che sembra estetico e non lo è: le vibrisse sono organi sensoriali collegati a recettori profondi, servono a valutare passaggi e distanze al buio e un gatto che le perde si muove peggio.
La stessa logica spiega perché tagliare i baffi a un gatto, cosa che ogni tanto qualcuno fa per motivi estetici, sia una pessima idea in qualunque razza. Nel LaPerm il problema non si pone per costituzione, ed è uno dei pochi vantaggi concreti che questo riccio ha rispetto agli altri gatti arricciati, insieme al fatto di avere un mantello completo invece di un pelo rado, come si vede confrontandolo con il Cornish Rex.
No, non è un gatto ipoallergenico
È l’affermazione che si trova in metà degli annunci di vendita, e non regge. A far reagire le persone allergiche è una proteina che il gatto produce da sé, la Fel d 1, secreta soprattutto da saliva e ghiandole della pelle e distribuita su tutto il mantello a ogni sessione di pulizia. Un pelo che cade poco lascia meno peluria in giro per casa, ma la proteina prodotta resta la stessa, e non esiste una razza felina che non la produca affatto, nemmeno fra quelle senza pelo.
C’è anzi un dettaglio che gioca contro la leggenda: se il pelo morto resta impigliato fra i boccoli invece di cadere, resta addosso al gatto anche l’allergene che porta con sé, e finisce sul divano quando il gatto ci si sdraia. Chi ha una diagnosi di allergia dovrebbe parlarne con un allergologo prima di prendere il gatto, tenendo presente che le allergie del gatto sono un capitolo diverso e riguardano invece la pelle dell’animale.
Le misure che abbassano davvero l’esposizione non dipendono dal tipo di mantello: camera da letto vietata al gatto, meno tappeti e più superfici lavabili, aspirapolvere con filtro adeguato e un giro di lavatrice a settimana per i tessuti su cui dorme, per esempio una cuccia nido sfoderabile e lavabile. A questo, qui, si aggiunge il pettine a denti larghi, che toglie dalla circolazione il pelo morto prima che lo faccia il divano di casa.
Un mantello che cambia con le stagioni
Il pelo del LaPerm non è mai uguale a sé stesso. Varia con la stagione, con la maturità, con lo stato ormonale delle femmine, e può passare dal boccolo stretto all’onda larga nel giro di pochi mesi. Gli allevatori descrivono la varietà a pelo lungo come un mantello talmente leggero da potersi aprire soffiandoci sopra, e usano l’espressione mantello arruffato per definire l’aspetto voluto dallo standard: disordinato, non pettinato.
È forse l’unica razza in cui una foto scattata a un anno può non somigliare al gatto adulto, e questo va messo in conto prima di innamorarsi di un’immagine. Il carattere, invece, resta notevolmente stabile: molti LaPerm mantengono da adulti l’atteggiamento giocoso e appiccicoso del gattino, e continuano a chiedere di salire in braccio a dieci anni. Il pelo cambia, il gatto no, e vale la pena scegliere guardando il secondo.