Maobau

Alimentazione e fabbisogni nutrizionali del Japanese Bobtail

Japanese Bobtail tricolore con la coda a pompon

Foto: ようてい · CC BY-SA 3.0 · via Wikimedia Commons

Un gatto di taglia media che brucia parecchio

Il Japanese Bobtail è un gatto snello e muscoloso di taglia medio-piccola, e il fabbisogno segue il peso e l’attività, non il nome sul pedigree. Le quantità stampate sulle confezioni sono medie calcolate su una popolazione, quasi sempre generose, e vanno adattate al singolo soggetto pesandolo. In una razza con un livello di attività alto capita più spesso il problema opposto a quello abituale, cioè un adulto che resta troppo magro con la razione standard perché consuma più di quanto si pensi.

Il metodo pratico non cambia: pesare il gatto una volta al mese sulla stessa bilancia, valutare la condizione corporea con le mani sulle coste e correggere del dieci per cento alla volta, aspettando qualche settimana prima di correggere ancora. Le linee guida AAHA e AAFP distinguono il gattino, il giovane adulto, l’adulto maturo dopo i sette anni e il senior dopo i dieci, e a ogni passaggio il fabbisogno cambia. Il metodo completo, con le formule e gli errori tipici, è in quanto deve mangiare un gatto.

Distribuire il cibo invece di riempire la ciotola

Con un gatto così attivo la ciotola sempre piena è uno spreco di occasioni. Una parte della razione quotidiana può essere spostata su giochi di manipolazione e su piccole porzioni nascoste in punti diversi della casa, trasformando il pasto in una attività invece che in un evento di trenta secondi. Anche una palla interattiva che rilascia il movimento ha senso in questa logica, purché serva a distribuire l’attività e non a sostituire il gioco con la persona, che resta il pezzo più importante della giornata.

Il numero dei pasti conta meno della loro regolarità. Due o tre razioni misurate in orari fissi funzionano meglio della ciotola libera, perché rendono prevedibile la giornata e permettono di accorgersi subito se il gatto salta un pasto. Un gatto che salta un pasto va guardato subito, perché nel gatto il digiuno anche di pochi giorni può innescare una sofferenza epatica, e un adulto che rifiuta il cibo per più di ventiquattro ore è un motivo per chiamare il veterinario e non per aspettare che gli torni l’appetito da solo.

Acqua e umido: la parte che si dimentica

Il gatto è un animale che beve poco e che in natura ricava l’acqua dalla preda. Una dieta di sole crocchette lo obbliga a compensare bevendo, cosa che molti soggetti fanno male, e alzare la quota di umido resta il modo più efficace per aumentare l’apporto idrico complessivo. Il confronto onesto fra i due formati, con i vantaggi e i limiti di ciascuno, è in crocchette o umido per il gatto: non esiste un formato giusto in assoluto, esiste quello che il singolo gatto mangia e tollera.

Contano posizione e numero delle ciotole più della loro forma: lontane dal cibo e dalla lettiera, distribuite in più punti, riempite ogni giorno. Molti soggetti preferiscono l’acqua in movimento, e una fontanella silenziosa da 2,2 litri aumenta davvero le occasioni di bere; il criterio di scelta è la facilità di smontaggio, perché una fontana lavata male è peggio di una ciotola pulita. In una razza che gioca con l’acqua conviene anche mettere in conto qualche ciotola rovesciata.

Il peso è il vero indicatore

In un gatto snello e attivo il sovrappeso arriva tardi ma arriva, di solito dopo la sterilizzazione o quando l’attività cala per l’età. Il controllo va fatto con le mani, non con la bilancia da sola: le coste devono essere palpabili sotto una copertura sottile, la vita visibile dall’alto, il profilo laterale non convesso. Un chilo in più su un gatto di quattro pesa come cinque su una persona di ottanta, ed è una quota che passa inosservata per mesi sotto un mantello anche corto.

Le conseguenze non sono estetiche. Il sovrappeso è un fattore di rischio riconosciuto per il diabete e per i problemi articolari, e in un gatto che vive di salti la seconda voce conta doppio. Il modo di intervenire senza affamare l’animale, con la riduzione graduale e il controllo mensile, è descritto in il gatto grasso. L’erba gatta, per esempio in foglie di qualità canadese, serve a rendere interessante il gioco che precede il pasto, non a sostituire una razione ridotta.

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